Fiorentini si Cresce

Servirebbe?



Ha senso entrare in ansia se ancora non sappiamo cosa accadrà? Una nuova riflessione di Margherita Pink

Per la riflessione di questa settimana prendo spunto da un film secondo me ispirante e motivante.
Si tratta di " Il ponte delle spie" (Bridge of Spies) un film del 2015 diretto da Steven Spielberg con protagonista Tom Hanks. La trama è la seguente:
un avvocato statunitense abitante a New York (nel quartiere di Brooklyn), di nome James B. Donovan, si ritrova al centro della guerra fredda quando la CIA lo incarica di negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, un pilota il cui aereo spia U-2 è stato abbattuto in Unione Sovietica, scambiandolo con la spia filocomunista catturata a New York di nome Rudolf Abel. La trattativa avviene a Berlino e... ovviamente non vi racconterò il finale!

Perché ve ne parlo? Perché mi ha colpito l'atteggiamento della spia russa, che via via durante i dialoghi che avvengono con l'avvocato che ha ricevuto l'incarico di difenderlo, rimane sempre imperturbabile sia che si tratti del suo processo davanti alla corte americana che della sua stessa vita. L'avvocato per ben tre volte nel film gli fa delle domande del tipo:"Ma questa situazione non la turba per niente?" oppure "Lei rimane imperturbabile sempre?" ...e tutte le volte la spia, dopo pochi secondi di riflessione gli risponde: "Servirebbe?"

Ebbene questa domanda e la relativa risposta ha centrato secondo me, il senso della VITA, e quindi la faccio a noi tutti: "Ha senso entrare in ansia, paranoia e avere paura di tutto se ancora non sappiamo cosa accadrà? e soprattutto se entriamo nella modalità di comprensione del fatto che la nostra anima è eterna e che questo sulla Terra è solo un percorso di apprendimento ed esperienza?
Allora il mio suggerimento della settimana è di impegnarci tutte le volte che ci accade qualcosa che ci fa entrare nella modalità "stress-ansia-paura" domandarci: "Servirebbe? o meglio serve a qualcosa? oppure è meglio che mi approccio in maniera diversa a questa situazione e faccio tre bei respiri e mi affido alla VITA (campo quantico delle meraviglie?)"
Interessante anche vedere come il GIUDIZIO emerga nel film, infatti inizialmente l'avvocato è ritenuto un pezzente traditore, un uomo che seguendo i suoi principi decide di difendere seriamente l'imputato, invece che fare parte della farsa che era stata messa in piedi (il teatrino del tribunale). Ha contro tutti, famiglia, soci d'affari, giudice e opinione pubblica...viene minacciato e sul tram viene guardato come un uomo da evitare... Il giudizio. Che cosa tremenda... chi siamo noi per giudicare? semmai possiamo osservare per imparare!
Nel film la spia, senza paura né ansia, si affida alla VITA e ad un "uomo tutto d'un pezzo o uomo integro" e .... la meraviglia si apre davanti a lui!

Buona visione e BUONA Vita!
Margherita Pink


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