Fiorentini si Cresce

Rallenta il ritmo



La vera religione è l'Amore. Di Margherita Pink

Una preghiera è sempre una preghiera! A chiunque si creda, a qualsiasi essere superiore ci si rivolga, il linguaggio della preghiera è universale.
Alla fine questa divisione in più religioni, in più credi è un pò come la divisione degli stati (confini politici) sulla Terra: è fittizia! E' servita solo a determinate caste, per avere potere, controllo e creare dei sudditi consenzienti. Siamo tutti uniti e viviamo bene o male con gli stessi desideri e sentimenti, e nello stesso pianeta! La vera religione trasversale è l'amore.
Ma torniamo alla preghiera, piccola o grande, a memoria o subitanea, tutti ne abbiamo recitata almeno una nella vita.

Ho fatto un po' di ricerche su web e le origini della parola pregare sono le seguenti:
si parte dalla radice indoeuropea prach- (che ritroviamo nel sanscrito pracchāti = domandare, chiedere) per giungere al latino prex (genitivo, precis). In seguito, dal latino popolare precaria, sostantivazione femminile dell’aggettivo precarius = "ottenuto con preghiere", si arriva al provenzale preguiera da cui l'italiano preghiera. Come si evince dalla sua etimologia, la parola preghiera è strettamente legata all'atto di chiedere, di domandare. Certamente pregare implica, primariamente, mettersi in relazione con la divinità.
Per quanto mi riguarda credo sempre di più che Dio sia dentro di me, e che tutti noi siamo una epressione - una delle molteplici - della fonte creatrice.
Questa che faccio seguire, secondo me è universale, non è detto che le traduzioni che l'hanno fatta arrivare sino a noi, siano corrette, ma l'intendimento è buono, e così ve lo giro, con l'obiettivo di riuscire tutti noi a rallentare e apprezzare le piccole cose, i singoli attimi, vivere quindi una vita piena e curiosa.

Preghiera Sioux
Rallenta il ritmo della mia vita, Signore.
Calma il battito del mio cuore acquietando la mia vita.
Rallenta il mio passo frettoloso con una visione delle eterne distese del tempo.
Dammi in mezzo alla confusione la calma stabilità della montagna millenaria.
Spezza la tensione dei miei muscoli con la serena musica del canto degli uccelli.
Aiutami a conoscere il magico potere del sonno.
Insegnami l’arte di prendermi brevi momenti di pausa, di rallentare il mio ritmo per osservare un fiore, accarezzare un animale, ascoltare chi mi è accanto.
Ricordami ogni giorno la favola della lepre e della tartaruga perché possa imparare che nelle corse non sempre vince chi va più veloce e che nella vita si può fare qualche cosa di meglio che aumentare la propria velocità.
Fa che io alzi lo sguardo alla grande quercia e sappia che essa è diventata grande e forte perché è cresciuta lentamente e bene.
Rallenta il ritmo della mia vita, o Signore, e ispirami ad affondare le mie radici affinché io possa innalzarmi verso le stelle del mio più grande destino.

Margherita Pink


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