Fiorentini si Cresce

Perché facciamo l'Albero di Natale?



Ecco le origini antichissime degli addobbi natalizi e il magnifico, possente abete di Moena arrivato a Firenze! Ci racconta tutto Margherita Pink

Quasi tutte le persone che conosco fanno l'albero di Natale. Chi lo fa finto -o ecologico- che sia verde, bianco o rosso, o chi non rinuncia a quello vero.

Al vivaio dove mi sono rivolta ho chiesto: "Ma da dove vengono questi alberi? " e mi è stato detto che vengono appositamente fatti crescere in enormi vivai, e questo mi fa sentire meno in colpa! Hanno un destino già "deciso", vengono piantati e cresciuti per essere venduti con lo scopo di esser addobbati.
Il mio pensiero è andato al ciclone che si è abbattuto sulle Dolomiti a fine ottobre scorso, lasciando a terra più di 8 milioni di alberi. Una ferita nel cuore ancora aperta per tutti i trentini, e per chi ama quelle montagne... ci vorranno 100 anni per rivedere le valli come erano. Mi sono chiesta: ha senso rifare l'albero in casa? Ma poi la magia del Natale mi ha convinta, sì, ha senso!
Tra l'altro, proprio un meraviglioso albero lega Firenze alla mia Moena. È stato appositamente abbattuto per essere eretto davanti al Duomo, a questo proposito vi giro questo video, che mi ha commosso ( e la scusa dell'abbattimento, non mi ha convinta) :  https://www.youtube.com/watch?v=Qyf-jRpjItw

Ho cercato nella rete le informazioni sulle origini dell'abitudine degli adobbi natalizi. Ne ho trovate molte e variegate, e vi giro quelle che ritengo più significative. Buona lettura!

Le origini dell’albero di Natale sono pagane: sembra infatti che alla base dell'albero natalizio ci siano gli antichissimi usi, tipici di molte culture, di decorare i vari Alberi del Paradiso con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi.
I druidi, antichi sacerdoti dei Celti, notando che gli abeti rimanevano sempre verdi anche durante l’inverno, li consideravano simbolo di lunga vita. Per questo motivo cominciarono a onorarli nella festa del solstizio d’inverno. I Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa credevano che l’abete rosso fosse in grado di esprimere poteri magici, poiché non perdeva le foglie nemmeno nel gelido inverno. Gli alberi venivano tagliati, portati a casa e decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro. Anche i Romani usavano decorare le loro case con rami di pino durante le Calende di gennaio.

Con l’avvento del cristianesimo l'uso dell'albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane. A dare all’albero natalizio il suo significato cristiano è la scena biblica dell’Eden, sviluppata nei “misteri”. Nella notte in cui si celebra la nascita di colui che, secondo la fede cristiana, ha portato nuova vita nel mondo, l’albero posto al centro del giardino dell’Eden – simbolo della caduta dell’umanità – diventa anche l’albero intorno al quale l’umanità ritrova il perdono.

Sembra che l'albero di Natale, così come viene usato oggi, sia nato a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell'anima gemella.

Leggenda vuole che però che la tradizione moderna di decorare l'abete provenga in realtà dalla Germania: pare che un uomo alla vigilia di Natale, rimase incantato dalle stelle che luccicavano attraverso i rami di un abete. Così lo tagliò, lo portò a casa e lo decorò con delle candeline rosse. 
Da qui è nata l'abitudine di decorare l'albero di Natale in tutto il mondo,.

Ma le sorprese non finiscono, c'è chi sostiene che l’usanza di addobbare l’abete risalga addirittura all’Antico Egitto! O meglio: "Non si trattava di un vero e proprio albero, ma di una piccola piramide di legno sormontata dal disco solare". Un uomo, di cui non sappiamo nulla se non che stava visitando l’Egitto, venne particolarmente colpito da questa piramide e decise di portarne un prototipo con sé in Europa. "Ad alcune popolazioni, come quelle germaniche e scandinave, quell’oggetto piacque così tanto che decisero di utilizzarlo come simbolo del solstizio d’inverno, e quindi dei festeggiamenti che si tenevano in tale data. Il disco solare ricordava loro il sole che, a partire dal mese di dicembre, ricomincia a farsi vedere maggiormente, portando a un allungamento delle giornate, e quindi, pian piano, alla rinascita della natura" .

MARGHERITA PINK


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