Fiorentini si Cresce

La naturalezza



Avevo preparato un post molto articolato per la mia rubrica questa settimana, ma poi ho sentito bisogno di "naturalezza"... Di Margherita Pink

Non so nemmeno io esattamente cosa possa significare naturalezza, ma questo video che parla della "doma dolce dei cavalli" in qualche modo me lo rappresenta. Ne ho trovato due versioni, una solo con musica e l'altra con commenti in spagnolo. Il senso è che molto probabilmente con dolcezza, naturalezza, senza "sforzo apparente", potremmo avere un mondo e una vita molto più dolce, molto più naturale... molto fluida!
Solo musica: https://www.youtube.com/watch?v=T7Qk8u86vts
Con commenti in spagnolo (io lo preferisco!!!): https://www.youtube.com/watch?v=YWydyyec1BM

LA PREGHIERA DEL CAVALLO AL SUO PADRONE (trovata in Inghilterra sopra la mangiatoia di un cavallo )

A te, mio padrone, rivolgo questa preghiera:
Dammi spesso da mangiare e da bere; e, quando la mia giornata di lavoro è finita, provvedimi una lettiera asciutta e pulita ed una stalla abbastanza larga perché io possa giacere comodamente.
Ogni giorno controlla i miei piedi e governami con una spugna bagnata.
Quando rifiuto il cibo, guardami i denti; può darsi che un'ulcera m'impedisca di mangiare.
Siccome non posso dirti quando ho sete, fammi bere spesso acqua fresca e pulita, anche durante il lavoro; ciò mi eviterà la colica ed altre malattie.
Parlami: la tua voce è talora più efficace della frusta e delle redini.
Accarezzami sovente perché io possa imparare ad amarti ed a servirti meglio.
Non tirare la mia testa in alto col filetto, cosa che mi reca gran dolore al collo ed alla bocca e mi impedisce di sviluppare tutte le mie forze e di salvarmi dalle cadute.
Non tagliarmi la coda, privandomi così della migliore mia difesa contro le mosche ed i tafani che mi tormentano.
Non dare strappate alle redini, e nelle salite non mi frustare. Non darmi calci, non battermi quando non capisco quello che vuoi, ma fa che io possa intenderti. Se mi rifiuto, assicurati che il morso ed i finimenti non siano fuori posto e che non vi sia qualche cosa nei piedi che mi dà dolore. Se mi adombro, non percuotermi, ma pensa che ciò può dipendere dall'uso dei paraocchi che m'impediscono di veder bene, o da difetto della mia vista.
Non obbligarmi a trascinare un peso superiore alle mie forze, né a camminare presto sulle strade sdrucciolevoli. Quando cado abbi pazienza ed aiutami, che io faccio del mio meglio per mantenermi in piedi; e se inciampo, considera che ciò non dipese da colpa mia, e non aggiungere alla mia impressione per lo scampato pericolo il dolore delle tue frustate, che aumentano la mia paura e mi rendono nervoso.
Cerca di ripararmi dal sole. E quando fa freddo mettimi una coperta addosso, non quando lavoro, ma quando sto fermo.
Ed infine, mio buon padrone, quando la vecchiaia mi rende inutile, non condannarmi a morire di stenti e di dolore sotto la sferza di un crudele; ma toglimi tu stesso la vita, senza farmi soffrire: e ne avrai merito.

Margherita Pink




 
 
 
 
 
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