Fiorentini si Cresce

Il fanciullo che sta dentro di noi



A te che sei vestito in giacca e cravatta o hai i tacchi a spillo e la gonna stretta, prova a saltellare come fanno i bambini per qualche passo! Di Margherita Pink

Qualche giorno fa mi sono ritrovata a dialogare con una nuova amica di penna, Maria B., che mi ha inviato una sua riflessione. Mi ha talmente colpito che le ho chiesto il permesso di condividerla con voi.
"Spesso, l’Essere giocoso, gioioso e fanciullo di cuore viene confuso con la sindrome di Peter Pan… Io non sono d’accordo!
Non credi che la capacità di accudire il fanciullo interiore sia un atto di coraggio?
Saper entrare e uscire a proprio piacimento in una dimensione che la realtà nega, a mio avviso, è un elemento di grande maturità e saggezza.
Significa, capacità di organizzare la propria personalità, viaggiando nei luoghi dove il senso di perdita e di vuoto risulta meno gravoso.
Per cui, prendiamo pure per mano il nostro fanciullo quando la grama vita ghermisce il nostro sogno."

La trovo una riflessione da difendere a spada tratta! Si, la penso come te Maria, e spesso "gioco e dialogo" con la mia bambina interiore. Come è semplice, "lei" va dritta al sodo! mi guarda negli occhi ed è sempre pronta a sorridermi e sostenermi, senza giudizio e rancori, ma per difenderla ci vuole davvero un atto di coraggio!

" E allora dico... a te che sei vestito in giacca e cravatta o hai i tacchi a spillo e la gonna stretta, prova a saltellare come fanno i bambini per qualche passo. Provi vergogna? Devi aver avuto ben nascosto il tuo bimbo interiore per giudicarlo subito con un: “Questo non si deve fare!”. Ricontatta il bambino che c’è dentro di te e dedicagli due saltelli: ti ritroverai a sorridere e la tua innocenza sorriderà con te. Esprimiti liberamente nel tuo sentire, non aver paura di ciò che senti, anzi, tutto ciò che non esprimi può diventare risentimento verso te stesso, gli altri e il mondo.”
Liberamente tratto da Tiberio Faraci, Laura Goglio, Corso per Amare Te Stesso

UNA FRASE PER RIASSUMER IL TUTTO:
Il compito dell’adulto è far rivivere il bambino che è dentro di sè.
Stephen Littleword,
Nulla è per caso.

UNA CANZONE:
Tiziano Ferro, Il bimbo dentro

Che fine ho fatto io?
Col viso più rotondo ma mai pallido
Meno sicuro ma
Più forte a volte per la grande umiltà
Che dormivo sui banchi di scuola
Non trattenevo mai i nodi alla gola
Che di lottare al volte ero stanco
Ma per pensare avevo sempre tempo
E ora no
Adesso
Ti guardo assente e dico:
"tu non entri tu dentro di me non entri
ora non più non mi ferisci più!".
Che stringo a tutti i costi i denti
E pur di non scoprirmi mi tiro
Indietro un po' e ancora un po'
Luna ascoltami
Se da quell'angolo
Di altitudine
Ne sai di più di me
Ora stringimi
Non voglio perdermi
Ma ora non trovo più
Il bimbo dentro me
Che fine hai fatto anche tu?
Cos'è, sei stanca ormai di dirmelo
Che non ci sono più?
Tu che conosci con sincera umiltà
La versione integrale di me
Che custodisci gelosa i "perché"
Prova a ridarmi quell'assurda ironia
La voglia matta di andare via
Ma tornare a casa
Ma ora ti guardo assente
E dico:
"tu non entri!
Tu dentro di me non entri più!.
Non mi ferisci più!"
E oramai neanche ti ribelli
Non discuti e ti rassegni
Aiutami
Ti prego
Luna ascoltami
Se da quell'angolo
Di altitudine
Ne sai di più di me
Scavalca i ponti tra mente e cuore
La soglia estrema del dolore
L'orgoglio ed il suo mare immenso
Per far capire che ci penso
Che soffro per amore intenso
Che gioco ancora con il vento
Ma non trovo più il bimbo dentro
Che rido ancora senza un senso
E navigo distratto e attento
Ingenuo ma con la testa
O tutto o niente.o sempre o basta!
E che sono qui per ritrovarmi
E chiedo aiuto a te.
Per ritrovarmi
Per ritrovarmi
il video della canzone: https://www.youtube.com/watch?v=7KT8Me6W-Vc



 
 
 
 
 
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