Fiorentini si Cresce

I rimedi della nonna



Oggi vi parlo di un "rimedio della nonna" ovvero quelle usanze per curarsi, che si tramandano di generazione in generazione e per lo più tra donne. Di Margherita Pink

Mentre mi accingo a scrivere queste righe, mi viene spontaneo pensare a quelle povere donne, che nel passato e buio Medio Evo, e ancora più avanti (cit.wikipedia la caccia alle streghe nacque all'incirca alla fine del XV secolo e perdurò fino all'inizio del XVIII secolo all'interno dell'occidente cristiano) sono state torturate,uccise e spesso bruciate sul rogo, solo perché magari sapevano utilizzare le erbe che madre natura ha messo a disposizione per curare i nostri malanni.
Quelle stesse erbe usate da uomini (vedi frati ) non davano agli stessi la connotazione di "strego"... ma per lo più, di sapiente ovvero: in grado di curare, mentre le donne erano automaticamente streghe. In buona sintesi la conoscenza non poteva esser nelle nostre mani!
Quanto ancora ci sarebbe da dire...

Ad ogni modo, da quando vivo in Toscana, ho appreso dell' ERBA della PAURA o Stachys recta L. o Siderite, utilizzata sin dal periodo etrusco-romano. Esisteva infatti la consapevolezza che profonde emozioni LASCIAVANO UN SEGNO ENTRO DI NOI in una forma quasi "solidificata", incapace di modificarsi, lasciando appunto un segno profondo nella nostra psiche (pensiamo alla parola incubo formata da IN - CUBO! proprio un solido.)
Prendere un grande spavento (esempio: i ladri in casa, rischiare di essere investiti da un'auto, il figlio che cade da un muro, subire l'assalto di un cane, cadere da cavallo, ansia per una operazione chirurgica ecc) ci segna, e in qualche modo la paura prende uno spazio (solido!) dentro di noi.
Ebbene, questa pianta sembra dematerializzare, toglire la solidità, la fissità della situazione, rendendo fluida la condizione attraverso una azione quasi magnetica, siderale: da qui il nome Siderite.
Sembra infatti che le sostanze contenute in essa "complessino" il sistema adrenalinico nel lavaggio asportandolo (Togliere la paura). Ciò si rivela nell'acqua di lavaggio che si ispessisce dopo il trattamento producendo nell'acqua degli agglomerati di aspetto di borraccina. La pianta, erbacea che cresce spontanea in luoghi asciutti e soleggiati, si raccoglie preferibilmente a giugno riunendo a mazzetti le sommità fiorite e seccandoli all'ombra.
La scorsa estate causa la forte siccità la siderite non è cresciuta nei nostri prati (almeno nella zona in cui abito) ma qualche donna lungimirante ne ha fatto degli estratti alcolici che hanno la stessa funzione.
Nella tradizione si devono fare dei lavaggi per tre giorni consecutivi (si preferisce il sabato/domenica e lunedi) la sera prima di coricarsi, con l'acqua adeguatamente preparata (diluzione dell'erba o dell'estratto) e si lascia l'acqua del lavaggio nella bacinella. La mattina si vedrà appunto un agglomerato più o meno consistente o scuro, a seconda della paura subita. Ci sono altri accorgimenti come ad esempio una preghiera da dire, la modalità di lavarsi e come si deve smaltire l'acqua il giorno dopo. Cose che l'erborista saprà dirvi.
Ho provato questa cosa su di me, non perché avessi avuto una paura in particolare, ma perché sono certa che da piccola qualche paura l'ho avuta, ricordo per esempio la paura del buio, perché venivo mandata a prendere alcune cose in cantina... ebbene, l'agglomerato tipo borraccina c'è stato, ed è andato via via a scemare...provare per credere!
Dunque perché non fare una cosa che sicuramente è innocua? trovate una brava erborista e fatevi consigliare!
Margherita Pink


Newsletter

(c) 2019 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini