Fiorentini si Cresce

Il 2030 secondo me. Frey


Ricordi cara, quel periodo passato? Sembrano trascorsi secoli. Una realtà così fine a se stessa che si sbriciolava sotto il peso della sua arroganza. (Leggi la visione di Frey)
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Sedevo qui su questa panchina, da ragazzo, e osservavo la mia Firenze. La mia amata Firenze. Tra le onde di vapori, il rumore dei clacson, la fretta degli scarichi, l’indifferenza delle persone, una cosa mi consolava: la sua bellezza. Era l’unica certezza che - ne ero sicuro - la violenza e la superbia di allora non sarebbero mai riuscite a cancellare.
Ricordi cara, che non avevamo tempo?
Non c’era tempo di soffermarsi a osservarla, la bellezza. Né di contemplare la sua arte, né di ammirare la sua poesia. Qualche anziano di tanto in tanto si fermava qui accanto a me, su questa panchina, e pareva l’unico capace di riuscire ancora a leggere, tra le cupole di vapore, endecasillabi di speranza.
Accadde tutto così velocemente.
Quella fretta scomparve. Il mondo si accorse d’un tratto che non aveva più senso correre. Forse perse la propria meta, forse ne trovò una migliore. All’improvviso tutto il tempo che mancava ritornò nelle nostre tasche. E con lui, fecero ritorno molte cose. Riapparve l’arte, l’estetica, la passione, scomparve pure l’insoddisfazione.
Ricordi cara, quando tornò il desiderio di conoscere più a fondo le persone?
Oggi mi guardo intorno e vedo nel mondo quel senso di amicizia e amore, così forte, che un tempo mi pareva esistere solo nei libri. Le scuole e le università sono luoghi dove all’ ‘imparare le cose che sono’, si accosta anche il ‘disegnare le cose che saranno’. La realtà virtuale esiste, ed è un meraviglioso strumento per non perdere contatto con gli altri. Non il contrario, come tanti temevano allora.
Siamo tutti più sicuri, meno attratti da falsi miti, e coltiviamo i nostri sogni senza disperarci nelle illusioni se non si avverano. La banalità ha ceduto il posto alla spontaneità con cui i bambini e i ragazzi hanno ripreso possesso delle strade, perché nuovi mezzi di trasporto non le occupano e non le inquinano più. La tecnologia ci ha dato una grande mano. È bastato imparare a usarla nel modo giusto.
Ricordi cara, quanta paura avevamo?
Mentre scorrevano le notizie ci abbracciavamo – e ho pietà della nostra giovane ingenuità – temendo che il mondo sarebbe solo potuto peggiorare. È bastato sognare per renderlo così bello. È bastato chiudere gli occhi, per poter vivere questa realtà…

Frey, 21 anni



 
 
 
 
 
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