Fiorentini si Cresce

Testa a testa o cuore a cuore?


Figli: come reagiamo alla tensione delle prime lotte contro di loro? Di Elisa S.
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Quanto sono meravigliosi e amabili i bambini? Ma anche piuttosto impegnativi, soprattutto quando sono piccoli. Lo sanno bene le madri sempre attente ai loro bisogni e sempre disponibili nel supportarli al massimo. Ma quanta fatica arrivare a fine giornata! Però non importa, per le loro creature farebbero qualsiasi cosa e l’amore sa cancellare anche i segni della fatica.

Poi però i cuccioli iniziano a crescere, e crescono anche le prime lotte dove i no si fanno sempre più forti e la tensione emotiva arriva a saturazione.
Dov’è finito il mio bimbo? Con chi ho a che fare? Chi è questo e perché si ribella a me, alle regole, a tutto ciò che io sono?
Come rispondere al loro tentativo di provocazione, al nostro sentirci quasi esclusi, così, da un giorno all’altro. Se fino a poco tempo fa ci cercavano per giocare e farsi coccolare, d’improvviso sbattono la porta della loro stanza e accendono la musica alta per nascondersi al mondo. Si immergono nei telefonini cercando in ogni modo di viverci dentro, dibattendosi per restare in un mondo che noi genitori non riconosciamo come reale. E quindi, scontri. Senza esclusione di colpi.

Agiscono proprio come quando toccava a noi cercare da soli chi saremmo diventati, mentre gli adulti facevano del loro meglio per rimanerci accanto, con i mezzi che avevano: minacce, barriere, divieti, punizioni...
Ammettiamolo. A volte non si sa davvero come ottenere il rispetto dai ragazzini di oggi: ci provoca enorme frustrazione che va ad attivare un sentimento di rabbia.

Ma quanto è utile stare nella rabbia durante le discussioni con i figli?
Non lo è perché i diversi punti di vista a quel punto degenerano solo in guerre all’ultimo sangue per dimostrare chi è il più forte, chi detiene il vero potere.  Rendiamoci conto che il tempo del patriarcato dominato dalla “forza” è finito e che il potere si manifesta con il cuore, non con la rabbia.

Dunque se anzitutto facessimo un bel respiro profondo? Magari anche due o tre respiri… Tanto per allentare la tensione, giusto per tornare centrati e lucidi e poter “uscire dal problema” per osservarlo da un'altra prospettiva. In questo modo siamo in grado di accedere alla nostra parte creativa che ci verrà incontro con idee e soluzioni più intelligenti di un ceffone e tre urli, per la crescita dei figli ma anche per la nostra.

Anziché reagire con la punizione rabbiosa, centriamoci e focalizziamoci nel nostro cervello destro, quello più femminile, quello creativo, quello che ci connette al cuore. E magari, quando l’adolescente ne combina una delle sue manifestando egoismo, chiediamogli di tornare ad aprire il suo cuore. Lo possiamo fare per esempio chiedendogli qualche azione bella e concreta da fare per gli altri: questo potrebbe aiutarlo molto di più che non continuare a combattere contro di lui imponendogli la forza aggressiva, che deve rimanere nel passato.
I tempi cambiano, cambiamo anche i sistemi con cui reagiamo!

Elisa Staderini


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