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Sperimentiamo la coscienza


Dai laboratori di fisica quantistica ai giochi in casa nostra... come i pensieri influenzano la realtà. Di Elisa Staderini
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Secondo la fisica quantistica due quanti, particelle estremamente piccole come elettroni o fotoni, si influenzano a vicenda anche a distanze enormi l’una dall’altra.
Seppur lontanissime “parlano” tra sé in tempo reale, per questo motivo i fisici sostengono che vivano al di là del luogo, in un posto senza località.
La connessione tra particelle, “entanglement”, accade anche alle cellule di cui è composto il nostro corpo: esse comunicano con tutte le altre e si influenzano a vicenda. 

Se è così, allora non siamo separati davvero da nessun essere che esista!
È mai successo di pensare a qualcuno che non sentiamo da un po’ e poi questa persona improvvisamente ci telefona? Forse vive oltre oceano: come avrà fatto a “sentirci”?
Oppure ci viene in mente una canzone, accendiamo la radio ed eccola lì…
Prendiamo una madre al lavoro. Può sentire se accade qualcosa al suo piccolo al giardinetto con la tata? Certo che sì, lo percepisce immediatamente. Ma come fa a saperlo?
Si tratta di coscienza. L’esperienza passa dal figlio alla madre in tempo reale, perché non sta in nessuna parte del corpo o della mente, non sta in un luogo fisico. Ma di fatto, esiste, vive, ed è che qualcosa che può collegarsi all’istante a tutto il resto. 
Ovviamente sentiamo più forte il legame di connessione con i propri cari, ma la coscienza si può espandere ovunque, interagendo con chiunque. Basta formulare un pensiero per far sì che l’ambiente ne venga influenzato. 

A dimostrazione di questo possiamo giocare con i nostri figli con un semplice esperimento.
Basterà prendere due barattoli di vetro trasparente. Versiamo in ciascuno dell’acqua e un cucchiaino di riso. Poi prendiamo in mano il primo vasetto inondandolo di pensieri e parole come amore, gioia, grazie, felicità, allegria, amicizia, cooperazione, donare, cuore… Attacchiamoci sopra un’etichetta per riconoscerlo: potrebbe essere “pensieri d’amore”, “pensieri positivi” o altro.
E ora prendiamo il secondo e guardando l’acqua, concentriamoci su parole come odio, rabbia, guerra, cattiveria, separazione. Infine nominiamo l’etichetta “pensieri negativi” e lasciamo che i due barattoli esprimano l’influenza che hanno ricevuto. 
Nel giro di qualche mese osserveremo che il primo barattolo sarà rimasto trasparente, mentre il secondo avrà assunto una colorazione scura e torbida, proprio come i pensieri che ne hanno condizionato il contenuto.

Quindi noi influenziamo l’esterno. E l’ambiente può influenzarci a sua volta?
Proviamo a uscire al mattino presto per andare a lavorare, quando è ancora tutto buio, magari piove e fa freddo... Come ci sentiamo? Forse abbiamo solo voglia di rimetterci a dormire, forse il nostro umore è “buio” come il cielo.
Immaginiamo invece di dover uscire presto, questa volta in primavera, con il cielo azzurro e pieno di una meravigliosa luce. Ci sentiamo come nell’esempio precedente? Mentre inspiriamo una bella boccata d’ossigeno, la nostra giornata partirà in modo molto diverso…
Ed eccola allora la formula per realizzare la realtà secondo i nostri desideri.
Lasciamo andare i musi lunghi e le preoccupazioni e torniamo un po’ bambini gioiosi. Se manteniamo un atteggiamento aperto, luminoso, questo condizionerà i pensieri e gli atteggiamenti di chi ci sta vicino. Non è un bellissimo gioco da fare tutti insieme?

Elisa Staderini


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