Fiorentini si Cresce

Le origini del Carnevale


Dall'Egitto passando per l'antica Grecia, Roma imperiale e Firenze rinascimentale...
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Anche per quest’anno siamo giunti quasi alle battute finali del Carnevale, la festa più pazza dell’anno…  Sì, pazza! Proprio come sostenevano gli antichi perché…“semel in anno licet insanire” ossia “è lecito essere folli una volta l’anno”! 

Ma da dove arriva questa festa? Quali sono le sue origini?
 
La parola Carnevale deriva dal latino carnem levare, (privarsi della carne), ed è riferito all’ultimo banchetto del martedì grasso, la sera prima dell’ingresso in Quaresima con il mercoledì delle ceneri.
Ma in realtà le radici della festa non sono cristiane, perché affondano in epoche ben più remote della nostra storia.

Nell'antico Egitto si usava travestirsi e mascherarsi durante le festività in onore della Dea Iside. Consuetudine questa, simile alle dionisiache greche e ai saturnali romani, durante i quali si tenevano banchetti e balli ma soprattutto ci si poteva lasciar andare, liberi da obblighi e impegni, e ci si dedicava solo ai giochi e agli scherzi. Il rigore sociale veniva dunque sovvertito in favore del caos, tanto che gli schiavi potevano considerarsi uomini liberi, indossando una maschera che abbatteva il proprio status. E per una volta l’anno il povero diventava ricco!
Il mese di febbraio (dal latino februare che significa purificare) era il periodo dedicato ai riti di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris (febbre). Per purificare le città le donne giravano con fiaccole accese scongiurando le malattie in favore delle guarigioni. Ma era anche il mese del passaggio dall’inverno alla primavera per cui si officiavano riti di fecondazione, detti Lupercali in onore del Dio Lupercus protettore del bestiame.
Durante il periodo che noi associamo al Carnevale, si celebrava quindi il risveglio della terra che dopo il sonno invernale, tornava gioiosamente a nutrire i suoi figli.
 
Le prime testimonianze dell’uso del termine Carnevale nel significato con cui oggi lo conosciamo, risalgono al XIII secolo sia nella zona di Firenze che in quella di Roma. Ben presto divenne tradizione in quasi tutta la nostra penisola e si espanse in tutto il mondo cristiano del tempo.
Proprio a Firenze con Lorenzo il Magnifico, nascono le mascherate sui carri, dette trionfi, accompagnate dai canti carnascialeschi, in ricordo dei trionfanti e vittoriosi condottieri che tornavano a Roma, acclamati da tutto il popolo festante in corteo.

È dal 1600 che invece il Carnevale si trasforma in spettacolo teatrale in cui i personaggi vanno a rappresentare un carattere: nasce quindi Arlecchino, servitore agile e vivace, Pantalone, il padrone avaro e giudicante, e… il nostro fiorentino Stenterello.
Si dice che Stenterello sia un’invenzione di fine ‘700 dell’attore Luigi Del Buono. La maschera di Firenze incarna il tipico uomo fiorentino doc: chiacchierone, impulsivo, assai furbetto e ovviamente sempre pronto alla battuta e allo scherzo.
E così, mentre i personaggi come Arlecchino, Colombina, Pulcinella, Gianduja… traggono dal Carnevale il gusto per lo scherzo, perché “a Carnevale ogni scherzo vale!”, il Carnevale a sua volta ne ha preso i loro costumi portandoli fino a noi.

Di Elisa Staderini
 


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