Fiorentini si Cresce

La regina d'autunno


La fetta di “stiacciaha" all'uva non può mancare sulle nostre tavole. Mi sono chiesta: da dove arriva questa dolce tradizione? Di Elisa k. S.
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Tempo di vendemmia e vino novello?
Allora è anche tempo del dolce fiorentino tipico del periodo autunnale: a Firenze la chiamiamo “schiacciata con l’uva”.

Ottima per una colazione nutriente e per la sana merenda dei bambini o anche a chiusura di una cenetta, magari accompagnata da un buon bicchiere di Chianti... la fetta di “stiacciata” non può mancare sulle nostre tavole.
È un dolce povero, senza elaborazioni di nessun tipo ma il sapore… che buono che è! Da sempre la ricordo e ogni anno torno a gustarla, ma l’altra sera mentre mi accingevo a prepararla, mi sono chiesta… da dove arriva questa tradizione?

La storia della schiacciata (non dolce) risale agli antichi Egizi che sembra furono i primi a usare il lievito, mentre si deve ai Romani l’uso del frumento nell’impasto del pane cosi come lo conosciamo oggi. In quel lontanissimo passato la schiacciata era la base per le offerte agli Dei, perché ritenuta più pregiata del semplice pane per via dell’uso dell’olio nella sua preparazione.

Secondo alcune fonti, la ricetta della schiacciata dolce è conosciuta invece fin dai tempi degli Etruschi. Già dal VII sec. a.C. si preparava un pane addolcito con acini di uva nera e innaffiato da un vino con miele e spezie necessari ad abbassare l’alta gradazione alcolica.
Con i millenni questo piatto si è radicato così tanto nel DNA di Firenze, tanto da diventare un cult della nostra tradizione.
Una volta in campagna questo dolce si cucinava usando gli avanzi della pasta di pane già lievitata ma assolutamente sciapa. Per renderla dolce bastavano pochissimi ingredienti: un po’ di olio buono e lei, la regina: l’uva nera! raccolta direttamente dai tini stracolmi della vendemmia.

Bene, vi è venuta anche a voi l’acquolina in bocca?
Che ne dite allora di andare a preparala?
Ingredienti:

Per la pasta:
– 300 gr di farina
– 10 gr di lievito di birra fresco
– 200 ml di acqua tiepida
– 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
– 1 cucchiaino di sale
– 2 cucchiai di zucchero
Per la copertura:
– 700 gr di uva nera a chicchi piccoli
– 6/8 cucchiai di zucchero
– olio d’oliva

Mettere la farina, olio e lo zucchero in una ciotola, sopra un tagliere di legno. Aggiungete l’acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito precedentemente, poco per volta e iniziate ad impastare. Aggiungete via via l’acqua tiepida continuando a lavorare il tutto; a fine impasto aggiungete il sale e formate una palla.
E fate lievitare l’impasto per un paio d’ore, coperta da un canovaccio e lontano da sbalzi di temperatura; nel frattempo lavate l’uva e asciugate i chicchi.
Trascorso questo tempo dividete l’impasto in 2 palle, una un po’ più grossa e una più piccola. Stendete la palla più grande su un foglio di carta da forno cosparsa di farina e stendete la pasta sul fondo di una teglia, eliminando il bordo in eccesso e coprite interamente con 350 gr dei chicchi d’uva lavati. Cospargete l’uva con 3 o 4 cucchiai di zucchero e versate un filo di olio. Stendete adesso l’altra palla di impasto e mettetela a copertura sull’altra. Eliminate la pasta in eccesso e sigillate bene i bordi. Ora disponete tutti gli altri acini d’uva sopra la pasta e di nuovo, spolverizzate altri 3 o 4 cucchiai di zucchero e un altro filo d’olio.
Accendete il forno ed infornate a 150° per 50/60 minuti. E buon appetito!

Elisa S.


 
 
 
 
 
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