Fiorentini si Cresce

La Pasqua diversa di Firenze


Ricordando lo scoppio del Carro con un'unica fiammella
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Per la prima volta da quasi 400 anni, questo sarà il primo anno in cui lo Scoppio del Carro non ci sarà. Al suo posto, una fiammella per ricordare che la Luce vince sull'oscurità.

Il buon vecchio "Brindellone" realizzato nel 1622, ogni anno da allora è stato decorato e fatto trainare da due buoi agghindati da ghirlande per portarlo a giro fino a Piazza del Duomo a Firenze. Anche se per la Pasqua 2020 stiamo in quarantena  è bello ricordarci comunque delle nostre tradizioni come questa magnifica cerimonia che risale addirittura ai lontani tempi della prima crociata. 

Fu il giovane fiorentino Pazzino dei Pazzi, che nella Prima Crociata della Guerra Santa del 1099, dimostrò enorme coraggio scalando per primo il muro di Gerusalemme e issando il vessillo cristiano. Per questo motivo ricevette in dono 3 pietre focaie provenienti niente meno che dal Sacro Sepolcro. Queste pietre furono portate a Firenze dallo stesso Pazzino, e da allora vengono custodite come un tesoro nella Chiesa di SS. Apostoli.
Fino al 2019 la cerimonia ufficiale iniziava con la notte del Sabato Santo, quando il sacerdote prendeva le tre pietre di Pazzino e le sfregava fra loro fino a farne scaturire la scintilla che poi avrebbe acceso il cero pasquale. A sua volta il cero doveva rendere incandescenti i carboni appositamente sistemati in un "porta fuoco". I carboni venivano poi consegnati all'arcivescovo che celebrava di domenica mattina la Messa solenne sull'altar maggiore di Santa Maria del Fiore. Durante la cerimonia sacra, al momento del Gloria, si accendeva la miccia del razzo nascosto nella colombina la quale, con un "volo" che attraversava tutta la cattedrale e una parte della piazza antistante, dava inizio allo scoppio del "Carro del fuoco sacro".

Devolveremo le risorse risparmiate per lo scoppio del carro, ovvero circa 50 mila euro, a progetti sociali, sanitari e assistenziali del Comune legati all’emergenza coronavirus”, ha detto il sindaco Nardella. La mattina di domenica 12 aprile 2020 l'arcivescovo Betori porterà il cero fino al sagrato mostrando a Firenze la sua esile fiamma, che è sorgente della Pasqua.

Dunque piazza del Duomo a Pasqua 2020 sarà diversa, surreale, molto più silenziosa.
Mi piace pensare che noi tutti saremo in quella piccola fiamma che partirà dal sagrato del Duomo per diffondersi ovunque... Perché i nostri cuori siano connessi, perché anche se separati dai nostri cari non potremo mai essere separati dalla nostra parte autentica che ci fa sorridere e amare. Quel cuore grande che è dentro ogni anima e che è capace di trasmettere l'amore oltre le mura di casa, abbracciando i vicini così come gli amici lontani, per le vie, lungo il fiume, in mezzo alle piazze... illuminandoci di un'unica immensa luce. Quell'unico grande cuore che lega ogni essere vivente nella nostra città. 

Buona Pasqua da Fiorentini si Cresce.
Elisa k Staderini





 
 
 
 
 
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