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L'ansia da... matematica


Quali sono i fattori che conducono i nostri figli all'ansia? E come possiamo aiutarli a lasciarla andare? Di Elisa Staderini
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La matematica spesso viene considerata “difficile”, è successo anche a me già dalla prima elementare. 
Davanti a un problema di matematica moltissimi bambini, così come tanti adulti, provano forte tensione emotiva.

Ma da dove arriva l’ansia per la matematica? E quali sono i fattori che portano i bambini a sviluppare emozioni negative nei confronti di questa materia?

Il Center for Neuroscience in Education presso l'Università di Cambridge, in uno studio pubblicato a marzo 2019, rileva che su un campione di 1.000 studenti italiani, le bambine della scuola primaria e secondaria hanno livelli più elevati di ansia da matematica rispetto ai maschi. E dal campione di 1.700 studenti britannici, viene dimostrato che la matematica è percepita come materia più difficile rispetto alle altre e come questo causi mancanza o addirittura perdita di fiducia in sé stessi.

I ricercatori hanno rilevato che addirittura il 77% dei ragazzi con voti sufficienti e più, sperimenta comunque uno stato emotivo negativo legato alla matematica: rabbia, frustrazione e paura vengono vissuti dalla maggioranza e non solo dai bambini con minori capacità cognitive.
Quando gli alunni riportano buoni risultati ai test nonostante l’ansia, questa non viene osservata né da genitori né dagli insegnanti che appaiono interessati solo alle prestazioni. 
Ma il disagio comunque resta, e il rischio è che sia proprio l’ansia ad allontanare dalla matematica i molti che sarebbero in grado di trovare la propria strada in questo settore.

Dunque attenzione genitori, perché l’ansia è un’emozione che cresce nel tempo e addirittura si trasmette.

Il consiglio è di stare attenti a non passare la nostra ansia matematica ai figli: mettergli in testa che è “difficile” perché anche per noi è stato così, non li aiuterà di certo!
Inoltre il pensiero ridicolo che ci arriva dai nostri nonni, che le ragazze siano meno dotate di cervello analitico, va solo ad accrescere il divario tra maschi e femmine. Cerchiamo quindi di abbandonare questi inutili stereotipi di genere sull'idoneità e l'abilità per la matematica e incoraggiamo le bambine con giochi matematico scientifici.
Il successo matematico è prezioso sia come base per molte altre materie che per tantissime opportunità per il loro futuro. Vogliamo sì o no che ci sia l'uguaglianza nel mondo del lavoro tra uomini e donne?

Inoltre, visto che l'ansia per la matematica si sviluppa mentre il bambino cresce, proviamo a focalizzarci fin da subito su come risolverla al meglio, prima che produca prestazioni scarse e il conseguente allontanamento da parte di molti ragazzi.

Per combattere questo problema non dovremo etichettare il bambino come incapace e nemmeno costringerlo a fare ancor più esercizio, perché otterremo solo la crescita dello stato emotivo depotenziante e la sfiducia in sé.
Insegniamogli invece tecniche di rilassamento e aiutiamolo ad accrescere la propria autostima. Come?

Con l'Equilibrio Emozionale uno dei metodi che risulta essere davvero molto efficace: va a trattare le emozioni negative trasformandole in emozioni utili.

Attraverso il gioco con delle carte colorate i bambini useranno le proprie dita per “picchiettarsi” in modo facile e divertente su alcuni punti del corpo, andando a trasformare ansia, paura, rabbia, frustrazione… per poi lasciarle andare completamente e riacquistare fiducia in se stessi, coraggio e alti livelli di autostima.
Perché prima imparano a cambiare i propri stati emotivi, prima accederanno al loro enorme potenziale, con facilità!

Qui trovi maggiori informazioni sull'Equilibrio Emozionale per i bambini

Elisa Staderini

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