Fiorentini si Cresce

Il cammino fantastico di Natale...


Una figlia. Una madre. E il loro desiderio: viaggiare oltre i confini delle paure, scoprire l’essenza della vita, insieme.
Di Elisa Staderini
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Ma a volte non tutti i piani possono realizzarsi proprio così come li abbiamo sognati. In qualche occasione il programma va un po' aggiustato.
Questa è la storia del fantastico cammino di Natale compiuto dalla mia cara amica Jessica e da sua madre Cristina.

Cristina era una viaggiatrice, una donna libera che ha sempre sognato di visitare la Nuova Zelanda, un paese al quale si sentiva legata con il cuore.
Il desiderio di partire per esplorare la terra dei Maori non si è perso con la sua morte inaspettata ma anzi, si è rafforzato, dopo che Jessica, poco prima di lasciarla andare, le ha promesso che l’avrebbe comunque accompagnata proprio lì. L’ultimo desiderio di Cristina era di diventare un albero Maori e così Jessica  ha lasciato Dro in provincia di Trento, con la mamma nello zaino verso un mondo lontano lontano… Certo, all’inizio non sembrava affatto semplice, in Italia la burocrazia per l'esportazione delle ceneri è tutt'altro che fluida! E il denaro per affrontare un viaggio del genere… chi ce l’ha? 
 
Ma quando si dice essere connessi al tutto... anche e soprattutto a ciò che non si vede con gli occhi fisici. È bello pensare che dall’alto, mamma Cristina e gli Angeli abbiano orchestrato le condizioni migliori per aiutare la giovane donna, perché in meno di due mesi Jessica è riuscita ad ottenere tutti i permessi necessari e a raccogliere abbastanza fondi per comprare il biglietto aereo.
Con scalo in Giappone e arrivo ad Auckland, da lì altre 7 ore di bus per arrivare a Kaitaia avamposto dell'estremo nord del Paese, luogo sacro ai Maori come ponte per i defunti verso l'altro mondo.
- È stato bellissimo poter esaudire il suo desiderio - scrive Jessica Prandi - con una macchina sono arrivata fino a Spirits Bay, il luogo da dove le anime dei morti prenderanno il volo per la mitica isola di Hawaiki, la “patria degli antenati”. È una baia deserta, ventosa e stupenda dove un solo albero veglia sulla spiaggia: un Potulhaka, resistente e flessibile, oltre che bellissimo con quei fiori simili a rosse esplosioni di vita. A lui ho affidato le ceneri di mia madre, ora lei è tutto e sempre Sarà. -

Cara Jessica, anche se avresti voluto rimanere sotto quel magnifico albero per sempre, hai coraggiosamente ripreso il tuo viaggio e da allora scrivi ogni giorno per lasciare andare il dolore. Cammini nella natura selvaggia attraverso la penisola di Karikari, Paihia, Waitangi, le Rainbow Falls… e scrivi. Scrivi per fare pace con la tua perdita. Scrivi per trasformare il dolore in amore con la A maiuscola.

- Da questo viaggio ho imparato che la forza dell'amore non ha confini, sto imparando a superare le mie paure e a essere grata per tutte le esperienze della mia vita. Il mio viaggio ora è diventato una scoperta della mia nuova identità, attraverso questi luoghi meravigliosi vivo la bellezza della vita ed ho il tempo per guarire il mio cuore nella solitudine. -

Grazie sister per le emozioni meravigliose che ci stai facendo vivere dal 16 dicembre attraverso le tue condivisioni facebook, da oggi ti chiamerò “CoraggioSis”! Ma dimmi: sei davvero così sola?
- A dire il vero non sono mai stata sola: ognuno di noi dovrebbe prendersi del tempo per vivere la perdita e scoprire di nuovo sé stesso.

Elisa K Staderini
 


Commento inviato da: Iwona in data: 30/12/2019
Complimenti cara Elisa per questo bellissimo articolo. Grazie davvero! Iwona

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