Fiorentini si Cresce

Setola e il Micromondo


Setola, viaggiatrice dei sogni, questa volta trova una scatola misteriosa che la conduce nel Micromondo. Dovrà comprendere il linguaggio di questi abitanti per riuscire ad uscire dal portale e imparare una nuova bellissima lezione. Di Paola Vergari
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Setola era una viaggiatrice di sogni, ogni notte mentre dormiva, poteva viaggiare in ogni luogo della terra, dello spazio e ovviamente su Magilandia. Non era l’unica a possedere questo dono, Dubia, la sua insegnante, la istruiva per permetterle di diventare la regina dei sogni e per Setola, quelle erano le più belle lezioni in assoluto, sapendo che non correva alcun rischio. O quasi a dire il vero, anche nei sogni potevano esserci pericoli, ma bastava svegliarsi che tutto spariva in pouff.

Proprio durante un sogno in cui volava felice sopra il mare azzurro e salutava Gioata la sirena e le sue amiche sugli scogli, aveva visto una scatola misteriosa tra le radici di una quercia antichissima. Era una piccola scatola blu, seminascosta dalle foglie e dalla neve appena caduta.
Atterrò ai piedi di quella magnifica quercia che si ergeva dividendosi in due per osservare meglio la scatolina che pareva stare lì per caso.
Si chiese se fosse stata perduta da qualcuno che volava come lei in sogno, o se invece era stata messa lì da Dubia per verificare che stesse facendo gli esercizi di “attenzione ai dettagli”.
Era una scatola piccola che stava in una mano e leggera come una piuma. Provò a scuoterla, ma non fece nessun rumore. “Sarà vuota.” Pensò, ma ricordava bene la lezione sui viaggi nei sogni.
- Non tralasciare nessun particolare, anche i più insignificanti oggetti possono contenere messaggi importantissimi che neanche immagini. Prendi l’oggetto e osservalo bene, otterrai risposte inaspettate. –

Così la scatola blu era diventata il suo oggetto di studio e siccome non le pareva che avesse significati fondamentali, decise di aprirla.
Ma non appena la scatola fu aperta Setola fu risucchiata al suo interno e roteando, roteando finì in un mondo che non conosceva e di cui non aveva mai sentito parlare.
Era un mondo apparentemente come quello della terra ma le persone che vi abitavano potevano spostarsi con il pensiero, proprio come lei faceva nei sogni e inoltre parlavano con il cuore, comunicando attraverso le mani.
Le ci volle un poco per capire il loro linguaggio, dato che lei non aveva le mani ma dei piccoli rametti, però gli abitanti di quel micromondo erano avvezzi a incontrare gente strana e seppero aiutarla ad ascoltare con il cuore e comunicare i suoi pensieri.
Che esperienza particolare, diceva a tutti quelli che incontrava, era l’unica cosa che aveva imparato a dire nella loro lingua. La gente del micromondo le sorrideva e andava in fretta verso la grande casa dorata che in fondo a un viale, splendeva radiosa.
Decise di andare anche lei a vedere cosa ci fosse in quella casa e provando a volare, saltellò fino al portone.
Le persone del micromondo entravano attraverso le pareti della casa dorata come se fosse stato un muro virtuale, un ologramma, ma per lei invece era un muro reale e proprio non riusciva a passare oltre.
Restò per un po’ a guardare come facevano. Li vedeva che passavano avanti e indietro e alcuni la esortavano a provare ma niente, era riuscita soltanto a prendere qualche testata. Neanche la magia l’aiutava e Impero non era con lei. Doveva cavarsela da sola.

Una signora molto anziana le si avvicinò e prendendole la mano gliela mise sul cuore, poi le prese l’altra e gliela fece appoggiare al muro e le disse sempre con il linguaggio muto e misterioso di restare così, fino a quando la parete non sarebbe diventata un flusso di energia in cui poter fluttuare.
Setola provò per un po’ ma siccome non succedeva niente, pensò bene di smettere e tornarsene indietro.
“Non fa per me questo micromondo, sì, sono simpatici e alternativi anche se nessuno li ha mai sentiti nominare e probabilmente sono l’unica ad averli conosciuti, ma per me è troppo difficile. Tornerò un’altra volta, magari da grande.” Si disse mentre cercava la via d’uscita.

D’un tratto, dopo aver camminato per un bel po’, si accorse che qualunque strada facesse era sempre alla casa dorata. Presa dalla paura di restare intrappolata in quel luogo assurdo, iniziò a correre ma nessuna delle strade che potesse percorrere la portava in un luogo diverso dalla casa dorata.
Stanca e in lacrime si sedette, ma poco dopo la vecchia donna le tornò vicina e questa volta, le mise la sua mano sul cuore di Setola svelandole il mistero.
“Il micromondo è il mondo dei pensieri e delle emozioni e qui bisogna imparare a usare il cuore e il volo lieve. Se vuoi uscire e tornare libera, questa lezione dovrai imparare e così al di là del muro dorato potrai andare.”

Setola si sentì scoraggiata, lei era la magistrella con il cuore più puro e la mente più libera, ma lì evidentemente non era abbastanza, pensò che la colpa fosse del sogno, di Dubia e anche delle sue strane mani. Incolpò i suoi genitori e la terra dove era nata. Provò rancore per ogni cosa e rimpianto per la spensieratezza, poi comprese che tutti quei brutti sentimenti erano sempre stati nella profondità del suo animo, celati ma sempre vivi e ora che poteva vederli, proprio come erano. Solo allora comprese che era l’occasione per lasciarli andare. Essi erano come gli abitanti del micromondo, anzi erano proprio fatti della stessa sostanza. Sentì una grande gioia pervaderle il cuore.
Ogni sentimento ora trasformato in essere del micromondo lo abbracciava e baciava e ogni volta lei era più lieve, fino a quando non salutò per ultimo la rabbia per il suo stesso potere che l’aveva condotta fino a lì.

Non le fu facile abbracciarlo e salutarlo, le pareva di perderlo del tutto, ma proprio nell’istante che questo si staccò da lei, comprese che le sue mani erano perfette proprio come erano state create e potevano sfiorare molti esseri contemporaneamente.
Prima di andare via, volle provare a comunicare come fanno tutti e così iniziò a sfiorare con i suoi ramoscelli molti passanti che le rispondevano contemporaneamente ed era per lei come ascoltare una musica bellissima.
La vecchia signora del micromondo le riapparve davanti e le chiese come stava, Setola allora le poggiò le sue mani arboree sul petto e in quell’istante la vecchia si trasformò in una dea bellissima con gli occhi d’argento e la pelle color petrolio, scura e profonda. Si abbracciarono riconoscendosi come preziose alleate della vita e Setola ora era pronta ad attraversare il muro dorato e conoscere cosa c’era oltre.
Si salutarono con un sorriso bellissimo. Appena Setola sfiorò il muro questo parve scomparire e d’incanto si ritrovò davanti alla quercia con la scatola in mano. Era uscita dal micromondo con un paio di ali di farfalla.
Poggiò vicino alle radici più grandi la scatola blu ringraziandola, poi chiuse gli occhi e richiamò a sé la forza per svegliarsi.

Ora era davvero sveglia eppure quello strano sogno e il micromondo nella scatola l’avevano davvero trasformata.
Si alzò guardandosi allo specchio e di fronte a lei non c’era più la bambina birichina, ma una giovane magistrella con tre cerchi sulla fronte, simbolo di crescita e anche le ali appena percettibili alla vista svolazzavano allegre.
Quando i suoi genitori la videro così trasformata, le fecero grande festa e con lei danzarono felici per la meravigliosa trasformazione della loro dolce bambina.

Di Paola Vergari


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