Fiorentini si Cresce

Mayla e il maleficio


Ecco come l'allegria vince la tristezza... anche nei sogni ! Di Maria Gabriella Di Maggio
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 Un giorno stavo passeggiando nel bosco del Monte Fogliano ricco di faggi e lecci secolari quando sentii dei lamenti provenire da un cespuglio. Mi avvicinai e, scostando i pungenti rovi vidi una fanciulla che piangeva disperata e le sue lacrime cadendo a terra, come per magia si trasformavano in fiorellini colorati. ”Era un bosco magico –pensai- o era lei magica?”
Tanti uccellini le svolazzavano intorno, ma lei neanche li vedeva, piangeva ed era triste. Le andai vicino e le chiesi:” Perché sei cosi disperata?”.
Lei alzò appena gli occhi verso di me e nonostante il suo visino fosse pieno di lacrime mi rispose
“Sono la principessa Mayla, non ho più il mio castello e i miei genitori non so dove siano; un brutto giorno un grande temporale ha colpito il nostro castello, tuoni, lampi poi tanto buio.
Quando le nuvole se ne sono andate era tutto sparito, ero rimasta sola. Ho chiamato i miei genitori, ma nessuno mi ha risposto!”
Dopo questo racconto mi resi conto che stavo sognando, però mi piaceva e continuai a partecipare al sogno. “Come posso aiutarti, non sono un mago e non so cosa fare di fronte ai sortilegi, perché sicuramente qualche maleficio si è abbattuto su te e la tua famiglia.”Ormai ero dentro il sogno e la cosa mi affascinava.
Mentre parlavo uno sciame di api mi avvolse, più le scacciavo e più si avvicinavano.
Sentii tante vocine che dicevano: “Ti aiuteremo noi… ascoltaci… non avere paura.”
Mi voltai di qua e di là, il ronzio si faceva sempre più forte: “Va bene ho capito-dissi- basta ronzarmi nelle orecchie, qui Mayla ha bisogno di sapere cosa fare perché è sparita la sua casa e i suoi famigliari!”zzz…zzzz…zzz era un grande calabrone nero che, avvicinatosi alla principessa le disse: “Seguimi, le api ti indicheranno la strada, dobbiamo trovare una grande grotta sulla collina e lì la tua fatina ti aspetta”. Mayla si asciugò gli occhi e si incamminò seguendo lo sciame delle api che allegramente parlottavano fra loro, mentre alcune si posavano sui fiori che spuntavano dal terreno calpestato dalla principessa. Erano felici perché a fine giornata avrebbero riempito il canestrino con il nettare da portare all’ape regina. Mayla si lasciava guidare finchè il bosco diradò e una grande grotta apparve davanti a loro.
Le api entrarono invitando la ragazza a seguirle. Il buio faceva tutto il muro nero, non si vedeva niente, il ronzio faceva da guida, sul soffitto Mayla vide tante macchie nere che si muovevano e, spaventata chiese al calabrone: ”Ho paura, che sono quelle macchie nere?” “ Sono i pipistrelli che fanno la guardia alla fata, non ti faranno niente, sanno che sei buona!”
Arrivarono in una grande sala illuminata da tante lucciole e su un trono di luce sedeva una bellissima fata. Le api appena entrate si posarono sui suoi capelli rossi e in silenzio ascoltavano le sue parole. “Vieni avanti dolce Mayla, sono la tua fatina pronta ad aiutarti. Avvicinati, voglio vedere quanto sei cresciuta. Quando sei nata la tua mamma mi ha chiesto di vegliare su di te e proteggerti dal male del mondo. Voglio che tu sia sempre felice e renda felice chi ti sta accanto.”
“Ma come faccio ad essere felice se ho perso i miei genitori?-disse Mayla piagnucolando- non posso essere felice, voglio la mia mamma, solo allora posso essere felice!”.
“La ritroverai, vedrai, ma prima devi fare qualcosa per me, perché la strega che governa il male del mondo mi tiene prigioniera in questa grotta e lì fuori gli uomini stanno diventando tristi. Devi andare nel paese di Felicilandia e dire al principe Bellocomeilsole che sono in pericolo, vedrai che verrà”.
Mayla si guardò intorno vedeva le api silenziose sui capelli rossi della fata che non si muovevano, decise di chiedere aiuto ad un leprotto che stava vicino a lei perché sapeva che era il più veloce degli altri. ”Hai sentito, leprotto, portami dal principe, tu sai dove si trova, corriamo, dobbiamo far presto!”.
Il leprotto fece dietro front, girò le orecchie verso destra, poi a sinistra, stava cercando la direzione giusta. Un orecchio scelse la destra e insieme a Mayla cominciarono a correre verso quella direzione. Le radici degli alberi cercarono di ostacolarli, rami secchi impedivano loro di vedere la strada, ma il leprotto non si perse d’animo e continuava a correre.
Arrivarono ai piedi di una montagna e una dolce musica li accolse.
“Che cosa è questa musica?”- chiese Mayla.” Sono abitanti felici che cantano sempre-rispose il leprotto- andiamo verso il castello”.
Salirono un sentiero pieno di fiori e zampilli d’acqua e arrivarono davanti ad un castello tutto colorato e decorato con tanti palloncini che, mossi dal vento creavano le dolci melodie che sentivano. Entrarono di corsa dalla grande porta, si fecero annunciare al principe Bellocomeilsole che ascoltò la storia che Mayla, stregata dalla sua bellezza, gli raccontava.
“Non bisogna perdere tempo, andiamo alla grande grotta!” Prese il suo cavallo bianco, fece salire Mayla e, seguendo il leprotto partirono a grande velocità. Giunti nei pressi della grotta un grande pipistrello ostruiva l’ingresso.
Il principe non si perse d’animo iniziò a ridere a crepapelle perché sapeva che con quell’arma poteva neutralizzarlo.
Il pipistrello sentendo quella risata di felicità abbassò le grandi ali, si accasciò a terra e scomparve.
Il grande maleficio era finito. La fatina uscì dalla grotta e agitando la bacchetta magica aveva cosparso tutto intorno di stelline che, posandosi sugli alberi spogli gli diedero vita, mentre non lontano riapparve il castello. Mayla finalmente era felice, abbracciò il suo salvatore e insieme ridendo allegramente si avviarono verso il castello dove rivide i suoi genitori e, ormai felici si abbracciarono.
Il mio sogno era finito, e mentre tornavo verso casa sorridevo felice anche io.

Maria Gabriella Di Maggio




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