Fiorentini si Cresce

La lumaca e il ragno


Cosa accade in giardino quando i piccoli insetti diventano adulti? Ce lo racconta con una bellissima storia la nostra Maria Gabriella di Maggio
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 C’era una volta, in un piccolo giardino, una lumachina che viveva felice con mamma lumaca e papà lumacone. Ogni giorno si svegliava e piano piano strisciava su una foglia di rosa e con lei si faceva cullare dalla leggera brezza del mattino. Amava questo suo modo di vivere e non cercava altro, ormai quello era il suo giardino ed anche se mamma lumaca la chiamava per pranzare, lei non voleva interrompere le sue abitudini, le piaceva stare con i suoi amici verdi.
Il tempo scorreva e le stagioni si alternavano sempre più in fretta. La lumachina cresceva nel suo giardino e la sua casetta cominciava a pesare tanto che si spostava da una foglia ad un’altra sempre con più fatica.
Un giorno, mentre faticosamente saliva su una foglia bagnata dalla pioggia incontrò un ragnetto che stava lavorando alla sua tela proprio su quella foglia. ”Dove stai andando lumaca? Non vedi che questo è il mio laboratorio?- disse il ragno- non puoi passare, romperai la mia tela ed io dovrò cominciare di nuovo a tessere!”
“Io non voglio distruggere la tua tela, rispose la lumaca, ma ormai è tutto il giorno che sto salendo su questa foglia per raggiungere l’altro ramo, con la mia lentezza non posso tornare indietro, tra poco si farà sera e dovrò fermarmi, sposta un po’ più a destra la tua tela, io passerò e tu potrai riprendere a lavorare, non è complicato per te, ma per me che sono pesante è più difficile!”
Il ragno fece una pausa e un grande punto interrogativo apparve sulla sua testa.
“Sta pensando, disse fra sé la lumaca!”
Mentre i due animali stavano uno di fronte all’altro cadde una goccia dal ramo superiore della pianta di rosa e finì proprio sulla tela del ragno provocando un grande buco. Il ragnetto si spaventò del rumore provocato dalla goccia e fece un salto indietro. Un altro buco si stava formando al centro della tela. La lumaca guardava spaventata quel disastro ed anche se la rottura della tela le avrebbe permesso finalmente di proseguire il suo cammino piano piano si avvicinò al ragnetto che se ne stava sconsolato in un angolino della foglia e guardava la sua tela che stava cadendo a pezzi. “Ragnetto, amico mio, disse la lumaca allungando le sue cornicine, mi dispiace, come posso aiutarti, dimmi, parlami, non piangere. Pensiamo cosa fare… riprendi i fili che stanno penzoloni e con la mia bava miracolosa li uniremo e tutto si aggiusterà, vedrai!”
Il ragnetto non si calmava, quella era la sua prima tela e doveva dimostrare a mamma e papà ragno che ormai era grande e poteva procurarsi il cibo da solo.
“Daiiii… issaaa…aiutami… tu hai tante zampe e puoi salire meglio sulla foglia!”
Disse la lumaca. “Va bene… disse piagnucolando il ragnetto, ci provo, tu però fammi appoggiare sulla tua casetta!”
La lumaca lentamente si spostò più che poté verso il bordo della foglia: “OOOOO…non muoverti lumaca ho paura di precipitare!”
“Allunga l’altra zampa, disse la lumaca ti proteggo io… vai…”
Un soffio di vento leggero leggero venne in loro aiuto muovendo il filo staccato della ragnatela, lo avvicinò alla zampetta del ragnetto che subito lo afferrò con grande fatica stando attento a non cadere. La lumaca era immobile nella sua posizione: “Bravissimo ora cerca di tornare indietro, afferra il petalo della rosellina che ti sta accanto e salta..!”
Il ragnetto seguì i consigli della lumaca, si appoggiò delicatamente al petalo lasciando un po’ della sua saliva che sarebbe servita al filo per ancorarsi, quindi saltò di nuovo sulla foglia.
Il vento non spirava più per paura di rompere di nuovo quel laborioso salvataggio. La lumaca lentamente si era spostata e si stava avviando verso la fine della salita quando vide il ragnetto che si stava rimettendo al lavoro, doveva prima di sera finire di ricucire la sua tela.
Una mosca curiosa stava svolazzando sopra la lumaca, voleva vedere che cosa fosse successo, aveva sentito un gran frambusto attorno alla rosa. Per la sua curiosità si era avvicinata troppo e il liquido vischioso che il ragnetto stava rigenerando per riparare la sua tela l’attirò inesorabilmente.
Il ragnetto, tutto preso dal suo lavoro, non si era accorto che cosa stesse accadendo nella sua ragnatela, quando vide la mosca divincolarsi spaventata, capì che il suo lavoro ormai stava terminando e la sua prova aveva avuto buon esito.
Mentre si avvicinava alla sua preda sentì gli applausi dei suoi amici che avevano assistito alla sua prova, ma soprattutto l’approvazione di mamma e papà ragno perchè il loro figlio era diventato adulto.

Maria Gabriella di Maggio




 
 
 
 
 
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