Fiorentini si Cresce

La lucertola e la farfalla


Una tenera storia di amicizia e aiuto… Di M.Gabriella di Maggio
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In un paesino delle alpi biellesi, situato in un bellissimo bosco di conifere, si vedevano, durante le belle giornate estive, un nonno e il suo nipotino passeggiare tra gli alberi ed era tanta la curiosità del bambino nel vedere alberi così alti e tanti aghi verdi che coprivano tutto il terreno dove camminavano e che scricchiolavano sotto i loro piedi.
“Nonno, perché questi alberi non hanno le foglie larghe? – chiedeva il bambino – perché il freddo dell’inverno, la neve, il ghiaccio li distruggerebbero e, in estate, quando piove poco gli aghi conservano l’umidità all’interno e gli alberi possono sopravvivere. Guarda, piccolo mio, anche la corteccia è molto spessa perché così protegge l’albero!” Il bambino girava la testa da una parte e dall’altra e a bocca aperta ascoltava.

All’improvviso una lucertolina si arrampicò lungo il tronco di un alto abete e sollevava la sua testolina curiosa di vedere chi fosse quel bambino che parlava tanto, guardava, ascoltava con interesse tutto quello che raccontava il nonno.
Diego quando vide la lucertolina che alzava la sua testolina come volesse guardare meglio chiese al nonno ”Che fa questo serpentello?” Il nonno rispose “Non è un serpentello, è una lucertola che cerca il sole per scaldarsi perché il suo sangue è freddo e non come il nostro sangue che è caldo e riscalda il nostro corpo, avvicinati, vedi, ti sta guardando e vuole che tu parli con lei, ma fa piano altrimenti la spaventi e fuggirà!”
Il bambino si avvicinò piano piano e le chiese ”Lucertolina come ti chiami? Io sono Diego e voglio essere tuo amico”. La lucertolina con grande meraviglia del nonno rispose “Mi chiamo Lucertola, tutti mi chiamano così, ho provato a cambiare il mio nome, ma nessuno finora lo ha voluto modificare” “ Come mai stai camminando su questo albero e non per terra?”
“Mi arrampico anche sugli alberi per cercare insetti da mangiare e per salvarmi dai piedi degli umani che spesso non si accorgono di me, mi calpestano e staccano la mia fragile coda. Vedi, ora non ce l’ho e devo muovermi piano perché senza la coda perdo l’equilibrio, Aiutami a cercarla!” Diego guardò il nonno e sorpreso dalla richiesta della lucertolina chiese: “Ma come faccio?”
In quel momento una farfallina si posò sulla sua spalla e gli disse:” Non ti preoccupare ti aiuterò io, volando riesco a posarmi in ogni luogo e posso vedere tutto. La lucertolina muovendo la sua testolina sembrava dire - si, si, vi aspetto qui, ma fate presto quando il sole cala mi devo riparare perché ho freddo!” “Aspettami qui nonno, devo seguire la mia farfallina!” Il nonno si sedette ai piedi dell’albero quasi a far compagnia a quella lucertolina timorosa.

Il bambino cominciò a correre di qua e di là seguendo la farfallina. Ad un certo punto volò sulla spalla di Diego e gli disse:” Ho visto muoversi qualcosa lì sotto le foglie vicino ai tuoi piedi, guarda!” Il bambino si fermò immediatamente, spostò le foglie e con sorpresa vide una codina muoversi con grande sofferenza, sembrava disorientata. Cercò di prenderla, ma non ci riuscì, era spaventata voleva tornare dalla sua lucertola. "Non avere paura – disse Diego avvicinandosi- ti voglio aiutare!” “Non posso fermarmi - disse- altrimenti il mio sangue si asciuga e morirò!”. La farfallina che era sempre sulla spalla del bambino si preoccupava come prendere quella codina, poi le venne un’idea “Senti, Diego, cerca una bella campanula metteremo la codina dentro il fiore così sarà al sicuro e la porteremo alla lucertolina”.

Il bambino si mise subito alla ricerca di un fiorellino adatto, camminò un po’ tra gli alberi poi vide in un cespuglio proprio una campanula bianca, si avvicinò:” Scusa bel fiore se ti faccio del male, ma devo salvare la codina di una lucertolina e non so come fare per prenderla!” Il fiore aveva capito che il suo sacrificio sarebbe stato niente pur di salvare la vita ad un altro esserino del bosco. “Prendimi, la mia radice è viva e nascerà un’altra campanula fra breve!”.
Delicatamente, senza fare tanto male al fiorellino, tagliò lo stelo e tornò dove aveva lasciato la codina. Intanto la farfallina svolazzava tutta eccitata perché dovevano fare presto. Il bambino vide la codina che si muoveva sempre più piano, si avvicinò cercando di prenderla, vide che era priva di forze. “Farfallina aiutami “pregò Diego. La farfallina senza esitazione cosparse la codina con la polvere delle sue ali per darle un po’ di forza. Infatti la codina scodinzolò piano piano, si fece prendere dal bambino che subito la depose nella campanula e di corsa raggiunse l’albero dove aveva lasciato la lucertolina. La trovò ferma a riscaldarsi con un raggio che il sole le aveva mandato.
“Lucertolina, lucertolina svegliati… guarda…. ho trovato la tua coda!”
La codina scese dalla campanula e subito corse verso la lucertola che felice l’abbracciò.
Si erano ritrovate grazie ad un bimbo buono che si era conquistato l’amicizia di una farfalla che non aveva esitato a sacrificarsi per salvare la sua amica lucertola, infatti spruzzando la polverina delle sue ali si era indebolita e non riuscì più a volare, si posò sull’albero accanto alla lucertola sapendo che la sua vita non sarebbe durata a lungo.

Maria Gabriella di Maggio





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