Fiorentini si Cresce

La danza degli gnomi


Una fiaba da leggere ascoltando la musica di Liszt, dedicata all'amore per i piccoli animali del bosco. Senza dimenticare quanto può essere difficile la vita, ma anche straordinariamente bella. A cura di Paola Vergari
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Questa fiaba è collegata alla sinfonia di Lisz per pianoforte e orchestra. Mentre la leggi prova ad ascoltare la musica a questo link 


C’era una volta un paesino in montagna dove le case erano tanto piccole che si vedeva solo il fumo dei comignoli attraverso la fitta vegetazione di pini, abeti aceri che sorgevano tutti intorno.
Gli abitanti, tutti boscaioli, ogni mattina uscivano da quelle piccole case per andare a tagliare la legna e cercare qualcosa di buono da mangiare.
Quando arrivava l’inverno però era difficile vivere con la neve che quasi seppelliva le case. Non riuscivano neanche a tagliare le legna per il camino.
In una di queste casine viveva una famigliola così povera che l’unica ricchezza erano i loro tre figli e l’amore che regnava tra loro.
L’amore però non era sufficiente a sfamare quei ragazzi che crescevano.
Un giorno, Renzo, il padre, decise di uscire dal bosco per trovare nuovi lavori e portare con sé i due figli più grandi Giacomo e Giorgio.
Giunta l’estate presero qualche pezzo di pane, un po’ di formaggio, una borraccia d’acqua ognuno e s’incamminarono lungo la strada che portava fuori dal bosco.
Non si erano mai allontanati più di tanto dal bosco.
Camminando in quel bosco la loro meraviglia fu scoprire che tra i rami degli alberi o sotto il tappeto di foglie esisteva un mondo a loro sconosciuto.
Giacomo si fermava ogni tanto e, sollevando le foglie che coprivano il loro cammino guardava chi abitasse lì sotto. Ragnetti lombrichi, formichine indaffarate.. erano la popolazione silenziosa che si nascondeva sotto quel soffice strato di foglie.
“Attento, Giorgio, non calpestare, ci sono tante casine occupate da animaletti che si sono svegliati dal sonno invernale “ diceva Giacomo e tutti e due invece di camminare saltellavano per non disturbare i loro lavori.
“ Ragazzi, invece di giocare, dobbiamo cercare qualcosa da mangiare, altrimenti cosa porteremo a casa?”.

Cammina.. cammina.. si avvicinarono ad un boschetto fitto fitto di alberi, (ascoltare qui la musica https://www.youtube.com/watch?v=laS5f3d4EBk&feature=share&fbclid=IwAR0ZNBumiuBWd9h8d8DKe0SoGYumWGSfNiarMDo_rYjB0buywOfkcuOXWj0 ) a stento entrarono facendosi strada fra i tanti rami che arrivavano fino a terra. Nell’entrare sentirono una musica nell’aria e sembrava che anche gli scoiattoli, nel passare da un albero all’altro ballassero a suon di musica.
“Senti Giacomo, disse Giorgio al fratello, che cosa sarà? Chi c’è in questo bosco? Sembra fatato, non si sente né il freddo né il caldo.
La loro meraviglia era tanta che sembravano paralizzati, non riuscivano a camminare.
Un piccolo tasso si avvicinò a loro e gli disse “ Non abbiate paura, qui abitano gli gnomi del bosco e danzano mentre lavorano”
“ Che vuol dire danzare?, chiese Giacomo, non ho mai sentito questo rumore strano!”
“Non è un rumore, disse il tasso, “ è musica, la melodia che guida la loro vita, avvicinatevi e vedrete!”
I tre seguirono il tasso e… oh meraviglia… tanti piccoli uomini si muovevano danzando, si avvicinavano e si abbracciavano.
“Cosa fanno? perché si abbracciano? chiese Giorgio
“Sono felici, rispose il tasso , lavorano tutti insieme e la musica li unisce, li rende allegri!” Uno di loro si avvicinò e a piccoli passi di danza li invitò ad unirsi a loro.
“Siamo felici che qualche umano ha sentito la nostra musica! Venite, venite..!”
Dissero tutti in coro.
Meraviglia delle meraviglie, Giacomo, Giorgio e il padre senza avere mai ballato si ritrovarono a danzare e la musica, che aumentava di ritmo li faceva saltare, fare giravolte e ridere felici.
Ogni tanto la musica si interrompeva e tante voci riempivano il piccolo bosco.
Questa atmosfera però non aveva fatto dimenticare al papà la ragione per cui erano lì. Dovevano trovare il cibo e poi tornare a casa.
Un piccolo gnomo con un grande cappello rosso in testa li chiamò:
“Avvicinatevi, ditemi cosa vi turba? Vedo dei volti preoccupati!”
“E si, rispose il padre, è finito l’inverno e non abbiamo più niente da mangiare , siamo in cerca di cibo e legna, ma non troviamo niente anche le radici sono ancora gelate!”
“Adesso vediamo che si può fare per aiutarvi!” disse il grande gnomo.
Chiamò a sé alcuni gnomi che, danzando si avvicinarono: “Cosa c’è?, chiesero ,dobbiamo aiutare questa famiglia, mettetevi all’opera!”
La musica riprese a suonare e di nuovo apparve un esercito di gnomi e, tutti insieme, danzando prepararono il pane, munsero il latte dalle loro caprette, raccolsero radici che misero in grandi cesti.
“Ma come faremo a trasportare tutte queste cose?” chiese il papà al grande gnomo.
“Non temete, i miei gnomi vi aiuteranno!”
Appena finito di riempire le ceste la musica accelerò, i movimenti si fecero più veloci e gruppi di piccoli gnomi apparvero con dei carri dove deposero le ceste che avevano preparato. “Potete andare ora, disse il grande gnomo, i miei gnomi vi guideranno fino all’ingresso del bosco, fuori non possono uscire perché la musica non accompagnerà più i loro passi. Gli uomini non amano la musica che è invece il nostro mondo e ci rende felici. Tornate quando volete, il nostro bosco incantato vi accoglierà sempre… Siate felici e la musica vi avvolgerà!”

Maria Gabriella Di Maggio.


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