Fiorentini si Cresce

L’addio delle stelle


Una storia davvero magica e poetica. Le stelle stanno morendo ma non si arrendono e scendono affidandosi ai cuori dei bambini. A cura di Paola Vergari
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 Nel grande cielo era discesa la notte e le stelle che fino a quel momento giocavano allegre, si accorsero d’improvviso che una di loro, stava morendo; inoltre a poco a poco come piccole lampadine di natale appese da troppo tempo, nessuna risplendeva più.
“Che cosa può essere successo? Come faremo ad illuminare nel buio della notte?”
L’amore che sempre le aveva legate era svanito come il vento dell’inverno e il ghiaccio polare che fa scomparire i verdi pascoli.
Non trovarono la risposta e tristi s’incamminarono lungo la Via Lattea in cerca di una soluzione.
Ma nella processione, alcune di loro avevano ancora un bagliore, un piccolo fuoco interiore che le spronava a cercare di fare qualcosa. Non potevano lasciare che i sogni degli uomini non trovassero la strada per realizzarsi.
Mentre in processione si avviavano verso un abisso lontano, sentirono un tuono che fece tremare tutto il cielo.
“Cosa sarà stato?” si chiesero “Non si vede niente, non può essere il temporale! Le nuvole stanno dormendo!”
Dopo pochi istanti un’ombra nera si fermò davanti a loro e con voce tuonante gridò:
“Nessuna stella splenderà più in cielo, finché sulla terra non ci sarà un cuore buono che scioglierà il sortilegio!”
A quel punto le stelline fecero una consultazione per decidere quale soluzione migliore era da adottare. Alcune preferivano allontanarsi ed aspettare che il cuore buono sciogliesse l’incantesimo, ma altre invece proposero di scendere sulla terra per cercarlo personalmente, altre addirittura di mettere dei semini di bontà nei cuori per farli nascere.
Alfine, fu deciso che sarebbero scese sulla terra a bisbigliare nei sogni dei bambini, per fare qualcosa perché le stelle potessero riprendere a splendere.

Nel frattempo anche sulla Terra c’era fermento, dato che non era passata inosservata la scomparsa del brillio di tutte le stelle conosciute.
Una bimba dai capelli d’oro una sera mentre cercava di vedere le stelline senza riuscirci, si accorse che altri bambini come lei, stavano con il naso all’insù.
Non si rassegnavano al buio della notte.
“Dove saranno le nostre stelline?” si chiedevano e muovevano le testoline per cercare di vederle. La bimba che era dotata di una vista speciale, notò che ognuno di loro aveva una piccola stellina sulla testa nascosta fra i capelli che emetteva un piccolissimo brillio. Prese coraggio e li chiamò. “Venite amici, abbiamo un enigma da risolvere! Credo di sapere cosa dovremmo fare.”
I bambini si avvicinarono e con le loro testoline illuminate, mettendosi vicini crearono intorno a loro come una bolla di luce in quel luogo buio.
“Sapete perché le stelline non sono più in cielo e si sono posate sulle nostre teste? Penso che un mago malvagio ha fatto un sortilegio, o forse è colpa dei grandi e della cattiveria che c’è negli uomini. Dobbiamo fare qualcosa, se loro sono venute a nascondersi fra di noi, probabilmente solo noi possiamo aiutarle.”
Un bimbo, colpito dalle parole della bambina si fece avanti e disse “Si, aiutiamo le stelle che sono nostre amiche a tornare in cielo. Ho un’idea, andiamo nel bosco e raccogliamo tutti i fiori che troviamo. Mettendoci insieme creeremo la luce necessaria per trovarli anche se è notte!”
Si incamminarono così tenendosi per mano e arrivati nel bosco, si misero insieme a raccogliere i fiori, riempiendo i loro cestini di tutti i colori.
Era già l’alba quando ritornarono nel giardino dove si erano incontrati, svuotarono i cesti creando un cerchio di fiori colorati.
“Guarda quanti bei fiori. Uno più bello di un altro.” Dissero alcuni. “Cosa farai per far tornare a brillare le stelle nel cielo?” chiesero tutti insieme i bimbi.
“Ne sceglierò uno.” disse la bimba. “Il più colorato e profumato per regalarlo ad un prato.”
Prese una rosa profumata e con molto garbo lo depose su un vecchio prato che stava morendo per colpa del sole rovente.
In quel momento venne un’ape, volò sul fiore e succhiò il suo nettare che trovò delizioso. In quell’istante si sentì un grande lamento “Ahimè… ahimè!!!”
Era il lamento del mago che si allontanava dal prato rinsecchito e come per magia il prato tornò verde e tanti fiori bianchi spuntarono fra l’erba.
Erano le stelline che cadendo dalle teste dei bambini si erano trasformate in tanti fiorellini abbellendo quel triste prato. I bimbi gridarono di gioia e iniziarono a prendere un fiore e metterlo in ogni luogo triste e spento. I fiorellini spuntavano e i bambini iniziarono a dargli un nome. “Pratoline, sono tornate le Pratoline.” Strillavano allegri.
Quella notte come d’incanto, le stelline erano tutte tornate in cielo ad illuminare il buio.
Il sortilegio era vinto. Il mago crudele era scomparso grazie al cuore buono di una bimba che aveva fatto felice un vecchio prato, e ai suoi amici che avevano colorato la città con i loro piccoli doni.

Gabriella Di Maggio


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