Fiorentini si Cresce

Il Topolino Tip


Paola Vergari ci invia la favola di una sua cara amica, un'insegnante in pensione, sulla capacità di trovare accordi per vivere in armonia con gli altri
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 In un bel casolare vicino ad un torrente, viveva una famiglia formata dal babbo, mamma e quattro fratellini.
Intorno a loro tanti animali domestici: galline che subivano il fascino del loro gallo, le mucche che ogni giorno sfamavano con il loro buon latte i quattro bambini, un cavallo, un asinello, dei conigli che non smettevano di sfornare dei coniglietti e tanti altri animali che ogni giorno si avvicinavano alla fattoria per cercare un po’ di cibo avanzato e sfamarsi.
Erano tanti, ma nessuno li vedeva, andavano venivano indisturbati soprattutto di notte quando nessuno poteva cacciarli con la scopa come faceva la mamma.
Fra questi piccoli intrusi c’era un topolino che seguiva sempre la sua mamma, non voleva andare da solo, aveva paura degli uomini che, con le loro grandi scarpe potevano schiacciarlo.
Era terrorizzato anche dalle grandi ombre nere che si muovevano nel buio della notte quando la luna timidamente illuminava i campi.
Tip, così si chiamava, quando usciva con gli altri fratelli camminava lentamente e rallentava anche gli altri che lo dovevano aspettare.
- “Sbrigati!” si sentiva sempre ripetere “Tra poco il sole arriverà e noi dovremmo nasconderci!”
Il sole, sempre la colpa del sole se lui doveva sbrigarsi, ma che cosa avrebbe fatto mai il sole pensava.
- “Perché dobbiamo sempre uscire di notte? Perché dobbiamo avere paura del sole?”
- “Perché il sole porta la luce, e gli uomini potrebbero ucciderci, meglio andare di notte quando tutti dormono!”
Tip non era molto soddisfatto di queste risposte, continuava ad uscire di notte, ma andava sempre lentamente a cercare il cibo.
I fratelli ormai grandi, lo lasciavano scorrazzare da solo, non si voleva convincere delle parole che i fratelli continuamente gli dicevano.
Uscendo tutte le notti ormai aveva vinto la paura delle ombre giganti e il gallinaio era la sua mensa preferita. Trovava il cibo lasciato dalle galline e piano, piano mangiava tutto quello che trovava in quella tavola imbandita.
Le galline che si svegliavano all’alba non trovavano più i residui del giorno precedente e cominciarono a chiedersi chi puliva in quel modo l’aia dove razzolavano
- “Coccodè, coccodè ragazze, che vogliamo fare, non vedete quanto poco cibo ci rimane la mattina? Chiediamo consiglio al gallo forse ci aiuterà a capire.”
Andarono tutte insieme dal gallo.
- “Coccodè…coccodè… amico nostro, devi aiutarci a trovare il ladro del nostro cibo!”
Il gallo pensò un poco poi disse:
- “Bisogna agire dopo il tramonto, quando la luna illumina il pollaio!”
Quella sera all’imbrunire, il gallo vide una bella luna in cielo e si mise sulla porta a controllare che cosa accadeva.
Tip come al solito uscì allo scoperto con i suoi fratelli che lo avvertirono.
-“Attento alla luna che illumina la notte!”
Tip alzò le spalle e senza credere a quelle parole, entrò come al solito nel pollaio.
La luna illuminava la campagna.
- “Che bello!” pensò. “Questa volta posso anche scegliere che cosa mangiare perché la luna mi aiuta con il suo chiarore.”
Cominciò a scorrazzare di qua e di là per cercare ciò che più gli piaceva senza accorgersi del gallo che stava sulla porta del pollaio e vigilava.
Non riuscì però a vedere Tip perché era troppo piccolo e la luce della luna non era sufficiente ad illuminare tutto il pollaio.
Tip si riempì come il solito la pancia di ogni leccornia e uscì.
La mattina dopo le galline si meravigliarono che di nuovo le ciotole del loro cibo erano vuote.
Chiamarono il gallo.
- “Ma che guardia hai fatto? Non abbiamo niente da mangiare, è sparito tutto! Non possiamo più affidarti nessun incarico!”
Il gallo scosse la testa facendo vibrare i suoi bargigli.
- “Non preoccupatevi, questa sera ci sarà la luna piena ed allora… Vedrete che scoverò il ladro!”
Venne la notte, tutta la famiglia di Tip uscì come erano soliti, avvertirono Tip di stare attento e si divisero nei campi.


Tip mentre correva sicuro verso il pollaio si accorse che c’erano delle ombre nere proiettate sul terreno.
- “Non ho paura.” si ripeteva mentre tremava come una foglia. ” Non ho paura, sono grande, non devo… aver paura!”
Si avvicinò alla porta del pollaio e le ombre si ingrandivano ancora di più.
Non osava alzare la testa, la fame era più grande della curiosità, correndo arrivò vicino alla grande ciotola del cibo.
Il cuore gli batteva fortissimo, ora le ombre non solo erano enormi, ma si muovevano e sembravano venire verso di lui.
Finalmente si decise a guardare in alto, non aveva ancora toccato un granello di quelle leccornie che aveva davanti quando vide due luci che lo fissavano con furore e due grandi zampe pronte a schiacciarlo.
- “Fermo.” riuscì a dire con una vocina piccola, piccola. “Non sono un ladro! Sono un semplice topolino che ha fame. Non voglio fare niente di male, solo mangiare!”
Il gallo incuriosito si fermò, avvicinò il grande becco a terra e per poco non lo beccava. Tip si scostò di scatto, ma rimase a vedere chi fosse quell’ombra che lo minacciava.
- “Mi chiamo Tip, ho solo fame, non voglio fare del male a nessuno.” continuava a ripetere.
Il gallo intanto ruotava la testa a destra e a sinistra perché sentiva la vocina e cercava di vedere chi fosse quell’essere così piccolo in grado di mangiare i loro avanzi.
- “Perché vieni di notte come un ladro? Dici che hai fame perché non vieni di giorno quando arriva il nostro cibo? La padrona è una brava persona, vedrai che ti faranno mangiare!”
- “Non posso, sono un topo e la tua padrona se mi vede mi scaccia con la scopa, tu sei utile a lei, io no. Posso solo correre, mangiare e cercare di sopravvivere agli attacchi degli umani!”
Il gallo pensò un po’ in silenzio.
- “Mi è venuta un’idea, ma devo prima sottoporla alle galline perché non accettano intrusioni. Domani ti dirò!”
Detto così si ritirò nel pollaio. Tip mangiò qualcosa poi se ne andò. La mattina seguente ci fu un gran vociare nel pollaio.
- “Coccodè… Chicchirichì… Coccodè…”
Nessuno però usciva.
Si sentiva il gallo che alzando la voce diceva:
-  “Chicchirichì… dobbiamo prendere una decisione in pieno accordo chicchirichì!!! Se non vogliamo che il nostro cibo sparisca tutte le notti. Tutti dobbiamo condividerlo!”
A quelle parole gli schiamazzi cessarono e tutte le galline a testa alta uscirono a beccare sull’aia.
Sembrava tutto tranquillo.
- “Vuoi vedere che il gallo ha trovato un accordo!” Pensò Tip.
Si fece notte e Tip entrò nel pollaio con meno timore, aveva conosciuto la grande ombra ed ora doveva incontrarla di nuovo. Uscì il gallo ed anche se la luce della luna era più debole della sera precedente
Riuscì a vedere Tip.
- “Ehi… Tip… vieni più vicino! Io e le mie galline abbiamo deciso di accettarti nel nostro pollaio, mangerai con noi nelle nostre ciotole, ma devi stare attento perché c’è la padrona, i cani che ti perseguiteranno. Potrai venire di giorno e non di notte come un ladro, potrai mangiare solo quello che troverai sull’aia ma non dovrai toccare mai le uova, le galline non ti perdonerebbero e perderesti la possibilità di mangiare con noi!”
Tip accettò perché finalmente non doveva più nascondersi e poteva anche uscire di giorno e non avere paura delle ombre.
Si trova sempre un accordo se lo vogliamo! pensò.

Maria Gabriella Di Maggio


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