Fiorentini si Cresce

I colori dell'autunno


Una deliziosa e delicata favola nel bosco, di Maria Gabriella Di Maggio
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L’estate stava finendo e l’Autunno se ne stava tranquillo a dondolarsi su un’amaca ricavata da due grandi liane che scendevano da due alberi del bosco. Sonnecchiava, ma all’improvviso fu svegliato dalla fata Estate che, indaffarata a riporre sdraie, ombrelloni, altalene, faceva tanto rumore:”Chi è che disturba il mio sonno? – disse- non è ora che mi svegli! Lasciatemi dormire ora, poi inizierò a lavorare!”
“Uffa! pigrone – rispose l’Estate- non vedi che le foglie stanno già cadendo? Che aspetti, aiutale a posarsi a terra delicatamente così non si faranno male!”
L’autunno aprì un occhio, poi l’altro, allungò una gamba, poi l’altra, scese dall’amaca si stiracchiò in alto e largo, sbadigliò… Non voleva ancora convincersi che il suo lavoro stesse per iniziare. Poi da un albero cavo prese una tavolozza, una scatola di colori e avvicinandosi ad un bel platano pieno di foglie verdi iniziò a dipingerle di giallo e marrone. Il lavoro era lungo e faticoso data la grandezza dell’albero, allora pensò di farsi aiutare dagli uccellini che in massa si rifugiavano sui grandi rami. Diede ad ognuno un pennello e tutti, cinguettando allegri dipinsero quelle grandi foglie, ma ogni tanto qualche chicco di colore cadeva in terra e colorava di giallo i fili d’erba che erano lì sotto.
Finito di colorare Autunno pensò: ”Adesso mi riposo, poi domani inizierò l’altro albero, ma devo cambiare colore, sceglierò il rosso”. Mentre pensava così, una fila di animaletti: ghiri, formiche, scoiattoli, bruchi… Si fermarono tutti davanti ad Autunno perché ognuno aveva qualcosa da chiedere. “Senti Autunno – chiese un vispo scoiattolo arrotolando la lunga coda- ci devi aiutare a trovare una casa dove dormire tranquilli quando arriverà il malvagio Inverno con la sua neve, il vento, il freddo, come vedi siamo in tanti e non possiamo vivere all’aperto come abbiamo fatto in estate!” “Come faccio, rispose l’Autunno, ho ancora tanto da fare, devo colorare tutto il bosco, i giardini, la campagna e devo fare presto perché ho solo due mesi!”
Mentre parlava si sentì un leggero fruscio, incuriositi tutti gli animali si girarono per vedere chi fosse. Era una grande tartaruga che lentamente si avvicinava a tutta la compagnia, era un po’ affaticata, la sua casa cominciava a pesarle troppo ed anche se molto vecchia doveva portarsela dietro.
”Anche io ci sono! – disse – a me serve una grande casa, ma per scavarla ho bisogno di aiuto, chi vuole aiutarmi?”
“Io ti aiuto- rispose il ghiro – ho le unghie forti e scaverò la terra”
“Noi ti porteremo le foglie – dissero le formiche – siamo brave, così copriremo la tana e starai calda”. “Grazie, siete molto cari, ma io non potrò aiutarvi, sono troppo ingombrante e ormai vecchia!”
Autunno intanto aveva ripreso il suo lavoro di pittore, quando una nuvola nera dispettosa rovesciò su quell’albero tutta la sua acqua. I colori si sciolsero tutti lasciando Autunno disperato. Doveva ripetere tutto!
Gli animali, bagnati da quella pioggia improvvisa, si erano riuniti intorno ad Autunno per consolarlo , recuperarono i colori , pulirono i pennelli e invitarono gli uccellini a colorare di rosso le foglie che avevano perso il colore giallo a causa della pioggia. Autunno vedendo quel fermento affettuoso, si scrollò di dosso la malinconia, si avvicinò all’albero che ora brillava di un colore giallo rosso ed esclamò ”OHOO… grazie amici, io vi aiuterò a preparare le vostre tane, venite, preparate le provviste e seguitemi!”
Prese un bel mucchietto di foglie e le adagiò sulla tana delle formichine che corsero con i loro semini a scendere nella tana.
Chiamò i ghiri e gli scoiattoli e gli indicò un albero cavo dove misero le nocciole, le bacche poi chiusero la fessura con una grande noce.
Sistemati i suoi amici Autunno riprese a lavorare colorando tutti gli alberi del bosco e con un leggero vento fece volare le foglie che dolcemente toccarono terra.

Maria Gabriella Di Maggio



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