Fiorentini si Cresce

Giulia e l’alfabeto dispettoso


Ecco una fiaba per i bimbi che vanno a scuola per la prima volta! Di Maria Gabriella Di Maggio
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In un paesino di campagna ricco di fiori, animali e tante mucche, viveva una bimba che amava correre e giocare con i suoi amici animali. Le galline quando la vedevano le correvano intorno insieme alle oche dal collo lungo, starnazzavano nel cortile perché volevano giocare con lei.
La giornata era così tranquilla che Giulia tutte le mattine si alzava molto presto per correre dai suoi amichetti animali.
Giulia però cresceva ed arrivò il giorno che doveva andare a scuola come tutti i bambini della sua età.

“Giulia, alzati, oggi è il primo giorno di scuola e la maestra ti aspetta! Svelta!” gridò la mamma. Giulia non ne voleva sapere, doveva rinunciare ai suoi animali e la cosa la rattristava.
Piano piano si convinse, si alzò, indossò il suo grembiulino con il grande fiocco azzurro, uscì di casa, ma prima di prendere lo scuolabus che raccoglieva i bambini della campagna corse nel cortile a salutare i suoi amici: “ Buongiorno, amici miei, oggi giocheremo quando tornerò, devo andare a scuola!”
Le galline e le oche sembravano tristi e non starnazzavano come le altre volte.

“Bambini, svelti… entrate la campanella è suonata, entrate in classe” così li accolse quella signora che doveva essere la sua maestra.
A malincuore Giulia entrò e guardandosi attorno vide tanti bambini che parlottavano tra loro ed erano felici di stare insieme.
Ci volle poco a conoscersi tutti e il sorriso spuntò anche sul viso di Giulia.
“Allora, bambini, oggi impariamo a conoscere le letterine che formano il nostro alfabeto e servono per comporre le parole che poi scriveremo”.
La maestra tracciò un tondino sulla lavagna. “Guardate cosa scrivo io e voi lo potete scrivere sul vostro quadernino!”.
Giulia non aveva mai scritto un tondino e neanche un quadratino. Provò, uscì un cerchietto un po’ bislacco, ma intanto cominciava a capire che doveva impegnarsi meglio. “Questa è la prima letterina dell’alfabeto, disse la maestra, poi ne seguiranno altre che vedete scritte alla lavagna!”
Giulia guardava incuriosita tutte quelle lettere che doveva imparare a scrivere e comporre e fu presa dal timore di non farcela.
Mentre guardava con attenzione la lavagna, si accorse che tutte le letterine che la maestra aveva scritto alla lavagna avevano iniziato a muoversi, saltellavano quasi a suon di musica. “ che succede? disse Giulia, non riesco a ricopiare!”
Le letterine uscirono dalla lavagna e iniziarono a girare intorno a Giulia.
“Stai attenta Giulia, dicevano, devi imparare ad essere precisa altrimenti non si capisce che scrivi!” La bambina sentì tante vocine che la incitavano a guardare con attenzione. Le letterine dispettose iniziarono a correre e si dispersero nella classe, si appesero ai muri, si posarono sui banchi… e Giulia non riusciva trovarle.
Suonò la campanella e tutti i bambini uscirono per tornare a casa.
Lungo la strada, sullo scuolabus, Giulia chiese ai suoi compagni: ”Avete visto come corrono le letterine? Come faremo a fermarle?” I compagni meravigliati risposero: “Cosa dici? Le letterine erano sulla lavagna e non si possono muovere, sono solo disegnate!”
Giulia silenziosa, ma anche un po’ dubbiosa giunse a casa, corse dalla mamma e le raccontò cosa le era successo. La sua mamma però le rispose che non era possibile, doveva imparare a scrivere per fermarle sul quaderno.
Non era convinta di questo, allora corse dai suoi amici animali e piagnucolando disse loro: ”Amici, aiutatemi, come devo fare? Le letterine mi perseguitano, non riesco a fermarle!” La gallina si fece avanti :” Vediamo che possiamo fare per te!”
Chiamò l’oca dal lungo collo. Si avvicinò dondolando:” Io posso solo provare ad afferrare le letterine grazie al mio collo lungo quando le vedrò!”
Giulia continuava a piagnucolare, poi pensò :” Prendo il mio quaderno e mi siedo accanto a voi”. Le letterine dispettose intanto correvano, si avvicinavano a Giulia poi di nuovo sparivano e lei non riusciva a scrivere e copiare.
L’oca che era sempre vigile, vide la lettera O volarle intorno e con il becco l’afferrò.
“L’ho presa, l’ho presa!” gridò allegra l’oca.
Corse vicino a Giulia e gliela portò. “Tieni, intanto scrivi questa!” le disse.
La bambina a fatica cercò di scrivere, la lettera risultò un po’ bislacca e un po’ tremolante, ma ci era riuscita.
“Ne ho presa un’altra gridò la gallinella, te la porto con il mio becco, prendila svelta, altrimenti fugge via!”
Giulia la prese ed anche se non sapeva che lettera fosse si accorse che aveva la forma simile alla O solo era spezzata. “E’ una C, disse la saputa gallinella, prova a metterla vicina alla O e vedrai che sarà felice”. Giulia con molta difficoltà avvicinò la C alla O e vide che erano felici di essere uno accanto all’altra.
Intanto l’oca correva a prendere un’altra lettera un po’ strana perché era formata da un tondino e una gambetta che usciva fuori da un lato.
Riuscì a prenderla, il suo collo lungo l’aveva aiutata. Starnazzando la portò a Giulia che provò un’altra volta a metterla accanto alle altre due.
“E’ una A”, disse di nuovo la gallinella sapiente.
Le tre letterine si guardarono, si presero per mano e insieme dissero:” Giulia, hai scritto O C A! sei contenta?”
L’oca nel sentire pronunciare il suo nome scodinzolando correva nel cortile dicendo: ”Letterine, tornate indietro, Giulia ha scritto il mio nome e vedrete che se le state vicino riuscirà a scrivere tante paroline!”
Le letterine si erano fermate e in fila si avvicinarono a Giulia ringraziandola per aver imparato a scrivere.

Maria Gabriella Di Maggio


 
 
 
 
 
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