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Homeschooling: impariamo la vita... da casa!


Ieri è ri-suonata la campanella nelle scuole italiane dopo le lunghe vacanze natalizie. Bimbi di nuovo sui banchi dunque, ma non solo...
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Firenze, 8 gennaio 2015 - Ci siamo chiesti se esistono altre istituzioni, oltre alla scuola tradizionale, per educare i nostri ragazzi. La risposta è "famiglia": la valida alternativa.
Abbiamo incontrato una mamma e un papà della provincia di Pisa, che in casa ricoprono l'impegnativo ruolo di genitori e di insegnanti del proprio bambino.

Partendo dal presupposto che sia obbligatoria l’istruzione per almeno 8 anni e non la scuola, Viviana e Dario, potete raccontarci la vostra esperienza di homeschooling?

In effetti questa domanda non è per niente scontata! E' proprio da qui che siamo partiti quando abbiamo scoperto che l’obbligo riguarda l’istruzione del figlio e non la frequenza della scuola.
E’ stato divertente notare come sia nella nostra mente che in quella di altre persone con cui ci siamo confrontati sia balenata la fatidica domanda:
“Ma come, non ti vengono i carabinieri in casa se non mandi il figliolo a scuola?”
Ecco, dopo esserci informati e studiando la legge e la Costituzione Italiana, la risposta è No: i carabinieri non vengono a casa, perché quando ci si riferisce a obbligo di istruzione si intende che i genitori hanno il dovere di dare ai propri figli una buona educazione e una buona istruzione, che può avvenire anche al di fuori dell’istituzione scolastica.
Quello che l’esperienza di educazione parentale, o homeschooling, ci sta donando è prima di tutto una riscoperta dell’essere genitore, partecipe in prima persona di quella che viene definita istruzione del proprio figlio.
Si è aperto per noi un mondo nuovo fatto di presenza, dedizione e libertà di sperimentare e creare, dove noi grandi stiamo imparando di nuovo a guardare il mondo con la meraviglia con cui lo guardano i piccoli. L’altra scoperta è stato osservare quanto sia straordinariamente naturale e spontaneo nei bambini l’atto di imparare.
Certo non è tutto rose e fiori, la difficoltà più grande è per noi grandi che dobbiamo riselezionare e gestire i nuovi tempi della giornata e dedicarci con partecipazione e dedizione.

Quali motivazioni vi hanno indotto a questa scelta?

Avendo viaggiato molto quando aveva dai 2 ai 6 anni, Erik, il nostro secondo figlio, ha iniziato la scuola primaria già con un grande bagaglio di esperienze e di conoscenze, anche di lingue straniere.
Nel giro di pochi mesi aveva raggiunto gli obiettivi della prima classe; più passava il tempo e più Erik manifestava insofferenza e noia verso la scuola e noi ci rendevamo conto di quanto risultassero inadeguati per lui i tempi e i mezzi che venivano offerti.
Stando in ascolto profondo dei bisogni e delle esigenze del bambino, pur con tante domande, dubbi e paure, si affacciava dentro di noi l’idea di un percorso educativo e didattico alternativo e diverso.
La scelta quindi è stata una risposta a delle richieste più o meno esplicite da parte di Erik: ne abbiamo parlato insieme al piccolo, valutando le diverse possibilità e alla fine, ci siamo buttati in questa avventura.

Immagino che non seguiate il programma standard scolastico. Quali sono gli argomenti che vostro figlio apprende con voi?

Davvero la curiosità e fantasia dei bambini non ha fine! E' proprio Erik a proporre gli argomenti che gli piacciono. Ecco allora che studiamo il sistema solare: lo costruiamo, dipingiamo, andiamo in biblioteca a spulciare i libri più interessanti.
Per gli animali c’è una vera passione! Quindi ogni occasione è buona per imparare qualcosa in più per scrivere e contare e affacciarsi al mondo sempre con occhi desiderosi di sapere. E allora succedono delle magie per cui anche solo fare insieme una torta di mele diventa una lezione magistrale di matematica con tanto di frazioni e conversioni.

Se altri genitori volessero scegliere questa alternativa, ci dite quali sono i requisiti richiesti per assolvere all’istruzione dei propri figli?

Innanzitutto il nostro lavoro ci permette di essere molto presenti a casa, e questo sicuramente è un vantaggio. In ogni modo tutti i genitori possono fare questa scelta. C’è un modulo da compliare in cui si comunica alla direzione didattica la volontà di educare i propri figli, poi i requisiti richiesti o meglio i documenti richiesti possono variare da un distretto scolastico all’altro.


Vostro figlio sente mai la mancanza di contatti con i coetanei?

L’aspetto della socializzazione è uno dei punti più delicati dell’homeschooling o educazione parentale. Questa è una delle domande più frequenti che ci vengono poste, soprattutto da chi rappresenta le istituzioni.
Effettivamente, Erik non sente la mancanza dei coetanei e osservandolo quando ci troviamo in ambienti extrafamiliari, notiamo sempre e con sorpresa quanto sia in grado di fare amicizia con facilità e creare una relazione serena con bambini di tutte le età.
Siamo comunque consapevoli anche di quanto il gioco con altri bambini sia importante, per cui ci impegniamo a far sì che possa avere il più possibile contatti con altri bambini. Così tra feste a casa, pizza party, corso di yoga, cene con amici e oratorio... direi che il bisogno di socializzare è più che appagato un po’ per tutti!
Inoltre le famiglie che scelgono questo tipo di strada sono sempre più numerose sia in Italia che qui in Toscana, e anche se per ora la lontananza non ci permette di frequentarci spesso, ci impegniamo comunque per creare le occasioni e trovarci insieme per condividere uno spazio e un tempo di divertimento-apprendimento per i bambini e di confronto e crescita per noi genitori.
Inoltre esiste un network dedicato all’educazione parentale così che ci possiamo mettere in contatto con altri homeschoolers e aggiornarci, discutere di tematiche sull’educazione dei bambini, condividere materiali didattici, organizzare gite o laboratori e soprattutto fare amicizia.




Commento inviato da: Eleonora in data: 07/09/2020

Sono Eleonora madre di Vittorio di 11 anni. Abitiamo a Firenze e vorrei intraprendere l’homeschooling. Ci sono altri interessati? 335202677

Commento inviato da: Eleonora in data: 30/07/2020

Ciao siamo Eleonora e Andrea genitori di Edoardo 19 mesi stiamo cercando altri homescooler di Firenze per conoscerci e sentire le loro esperienze dato che anche noi vorremmo intraprendere questo percorso per nostro figlio!

Commento inviato da: Silvia Girolami in data: 21/07/2020

Ciao, sono alla ricerca di altri HS nella zona compresa tra Volterra, Alta Val di Cecina e la Maremma. Io e il mio compagno abbiamo deciso di ritirare nostra figlia di 11 anni dalla scuola e di trasferirici a vivere in Toscana, precisamente nel Borgo medievale di Castelnuovo in Valdi Cecina. Vogliamo ricominciare a vivere, secondo il nostro modello valoriale, assecondando il desiderio di stare a contatto con la Natura e di più con noi stessi. Lascio il mio numero di cellulare 3202142188

Commento inviato da: Marianna in data: 27/09/2019

Ciao ho letto questa intervista, sono una mamma di due bimbi, 4 e 8 anni. Ho bisogno di sapere che ci sono altri hs come noi che vogliamo iniziare il percorso immediatamente..mio figlio con la scuola si sta spegnendo di carattere ed emozioni, mi chiede se esistono "altri come noi"..potete aiutarmi? Viviamo vicino Grosseto..forse gli unici HS. Se potete lasciarmi un messaggio su whatsapp io e mio marito ne saremo entusiasti. 3498259199 Un caro saluto, Marianna e Francesco.


 
 
 
 
 
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