Speranza e attivismo animano il 2° Meeting Nazionale dei Volontari UNICEF riunitosi a Firenze.
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"Essere UNICEF significa condividere un modello di società e contribuire al cambiamento soprattutto attraverso l'azione culturale, mettendo in evidenza le emergenze troppo spesso dimenticate. I diritti dell'infanzia devono essere una priorità". Con queste parole il Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora apre il 2° Meeting Nazionale dei Volontari tenutosi a Firenze dall'1 al 3 aprile 2011 presso il complesso Firenze Fiera. Ed emergenza è una delle parole chiave del convegno, così come speranza. In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, tra disillusione e rassegnazione, ci voleva questa ventata di ottimismo e di fiducia per il futuro!
Due i temi maggiormente affrontati: la discriminazione, con particolare attenzione al Medio Oriente ed alla questione dei rifugiati libici, e la mortalità infantile, determinata soprattutto dalla malnutrizione, come dimostra il Rappresentante UNICEF in Ciad Marzio Babille. A rilevare il problema culturale Adriana Zarrelli (Responsabile Salute e Nutrizione in Afghanistan) che propone una campagna educativa sull'alimentazione e l'igiene rivolta alle madri, in molti casi analfabete. Su questo punto insistono anche Marilena Viviani (Vicedirettore Ufficio Regionale UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa) e l'Ambasciatore Antonio Bandini, i quali mostrano il quadro socio-politico dei paesi arabi, su cui forte incidenza ha l'aspetto culturale e religioso, ed evidenziano la condizione vulnerabile e marginale dei bambini.
Con loro interviene anche l'attore Lino Banfi, Ambasciatore UNICEF da anni impegnato direttamente sul campo: "il mio unico intento è far sorridere questi bambini, attraverso la lingua del cuore". Uniti al Presidente Spadafora lanciano la loro sfida: "22.000 bambini muoiono ogni giorno: vogliamo arrivare a zero".
Sul tema dell'intolleranza verso gli stranieri danno il loro parere esperti di vario tipo nella tavola rotonda "Tutti uguali davanti alla vita, tutti uguali davanti alle leggi". Il consulente interculturale Issi Ademi sottolinea lo stato di "non italiani" dei bambini figli di immigrati residenti in Italia a causa della legge per ottenere la cittadinanza, mentre la pedagogista Silvia Guetta si sofferma sulla necessità di un'educazione all'intercultura e alla pace negli istituti scolastici senza pretendere di far assimilare allo straniero una nuova cultura diversa dalla sua. Interessante l'intervento del sociologo Luigi Manconi, il quale dichiara: "oggi il razzismo non è più un tabù, c'è una legittimazione alla possibilità di definire l'altro/il diverso in base a categorie discriminanti". Manconi richiama l'attenzione sull'uso improprio del linguaggio che genera paura e di conseguenza discriminazione verso colui che, diverso, viene erroneamente percepito come minaccia. A peggiorare la situazione i pregiudizi, gli stereotipi, che da sempre sono fomentatori di razzismo e persecuzioni, come evidenziano lo scrittore e attore Pino Petruzzelli (autore di libri e spettacoli sulle comunità rom) e il ballerino albanese Kledi Kadiu (che racconta la sua esperienza adolescenziale come "clandestino"). Kadiu è anche testimonial per la campagna "Io come Tu", volta a promuovere l'uguaglianza a favore di soggetti vulnerabili come i bambini e gli adolescenti.
Il discorso sulla connessione tra paura e discriminazione solleva una questione ripresa anche da altri nel corso del meeting. Per esempio non può essere dimenticato il discorso di Walter Veltroni (nella foto con Aldo Cazzullo), chiamato a parlare dell'infanzia così come l'opposizione rappresentata dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il quale non è potuto intervenire a causa degli impegni di Stato. Veltroni ricorda a tutti la perfezione dei bambini, il loro essere "sapienti e innocenti", la loro capacità di sognare anche in situazioni drammatiche, la loro fiducia nella vita. Li pone a modello, contro il mondo occidentale dominato dalla paura e incattivito. Ed anche lui rimarca l'emergenza educativa, il bisogno di incrementare la scuola come cuore delle esperienze dei bambini e luogo dove possono essere istruiti alla diversità.
A lui si unisce anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi (foto accanto) che, parafrasando Barack Obama, incita a tenere in vita i sogni dei bambini, a far prevalere le aspettative dell'infanzia sul cinismo degli adulti. Anche il cantante Roberto Vecchioni (foto in basso), intervenuto all'evento organizzato dal gruppo di giovanissimi volontari (14-30 anni) YOUNICEF, insiste sull'essere "uomini di speranza" come i bambini. Il Presidente Spadafora ribatte contro le polemiche di alcuni volontari alla presenza di rappresentanti politici: "Noi dobbiamo rivolgerci alla politica, le istituzioni devono ricordarsi dell'importanza della missione per i bambini".
Altre iniziative correlate al meeting: la Mostra fotografica "I diritti dei bambini" di Giacomo Pirozzi e la Mostra della Pigottacon la relativa sfilata, presentata da Daniela Poggi (Ambasciatrice UNICEF), tenutasi in Piazza Santa Croce la sera dell'inaugurazione.
Altri ospiti intervenuti: Betty Williams (Nobel per la Pace) che ha esposto il suo progetto Città della Pace per i Bambini, atto a costruire tante città sparse nel mondo (la prima è stata a Scanzano Jonico in Basilicata) per ospitare i bambini e le loro famiglie provenienti dalle zone di guerra; Desirée Colapietro Petrini, testimonial del Club "Amici di Audrey" impegnato nella lotta alla mortalità infantile e dedicato all'attrice Audrey Hepburn seria sostenitrice dell'UNICEF a cui è affiliato ora il figlio Sean Hepburn Ferrer, anche lui presente al meeting; Leila Pakkala (Direttore UNICEF Ginevra, nella foto) e Gordon Alexander (Direttore del Centro di Ricerca Innocenti UNICEF con sede a Firenze), i quali si sono uniti nei ringraziamenti finali all'attività di volontariato italiano e nel rimarcare la necessità di un approccio basato sull'equità per aiutare "ogni bambino e ovunque".