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Come alimentare il bambino


Gli errori più comuni sull'alimentazione dai primi anni di vita all'adolescenza. A cura del Dott. Maida
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 A cura del Dott. Ferdinando Maida, Nutrizionista.
 
L’attenzione tenuta nel primo anno di vita del bambino, deve essere mantenuta necessariamente anche nelle fasi successive, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione di sovrappeso e obesità che rappresentano noti fattori di rischio di malattie croniche (la sindrome metabolica, le iperlipidemie, le malattie cardiovascolari).
 
Il consiglio dietetico si deve basare sulla promozione di un’alimentazione moderata e varia, promuovendo al contempo, l’attività fisica. Alla base di questa alimentazione ci sono essenzialmente i prodotti vegetali, i cereali, la frutta e la verdura, sottolineando l’importanza di fornire un tipo di nutrizione di elevato valore “qualitativo” più che “quantitativo”.
 
Nella dieta del bambino, accanto ad un migliore equilibrio di proteine animali e vegetali e di grassi saturi ed insaturi, occorre un maggiore apporto di micronutrienti quali minerali, oligoelementi e vitamine idrosolubili (antiossidanti).
 
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli alimenti ad alto indice glicemico, ad esempio i cereali raffinati. I prodotti di maggior consumo tra i bambini sono quasi tutti prodotti con farine 0 e 00. Alimentarsi invece con prodotti a basso indice glicemico porta infatti ad un equilibrio delle quote proteiche, lipidiche e dell’apporto di micronutrienti (vitamine, oligoelementi). Se si desse un’occhiata alla piramide alimentare toscana, si potrebbe capire perché gli esperti suggeriscano i cereali quotidianamente ma raccomandando il tipo integrale.
 
Quali sono gli errori più comuni?
 
I primi errori si osservano già durante i primi anni di vita per l’introito calorico in eccesso rispetto alla spesa energetica quotidiana, aggravato dalla sedentarietà, dall’abitudine a saltare la colazione o di assumere una colazione inadeguata, da una errata ripartizione calorica durante la giornata. Sono questi gli errori che costituiscono oggi i fattori di rischio più comuni per obesità, sovrappeso, dislipidemie.
 
Inoltre il non sufficiente introito di singoli nutrienti, l’eccesso di proteine e lipidi animali (formaggio, carne), di carboidrati ad alto indice glicemico (pane, patate, succhi di frutta), uno scarso apporto di fibre, proteine vegetali (frutta, verdura, cereali integrali e legumi) e di pesce, dimostrano che dobbiamo lavorare di più e meglio per diffondere le conoscenze in campo nutrizionale fin qui acquisite ma anche di fare “cultura” sul comportamento da tenere tenere a tavola, in particolare sulla distribuzione del cibo nell’arco della giornata.
 
E con l’adolescente? Cosa fare
 
Nell’età adolescenziale il fabbisogno di macronutrienti dovrebbe da un lato essere sufficientemente ricco da coprire le aumentate richieste dei processi di crescita, dall’altro essere modellato con scopo preventivo nei confronti dello sviluppo delle classiche patologie metaboliche degenerative. Le raccomandazioni dietetiche sono quindi mirate a incrementare il consumo di verdura, frutta e legumi, allo scopo di determinare un miglior equilibrio nel rapporto tra energia e proteine e tra grassi saturi e insaturi, con incremento del consumo di carboidrati a lento assorbimento (integrali) e di fibre


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