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Riflessioni sulla medicina alternativa



A me piace pensare ai medici del futuro come pronti ad aprirsi a nuovi campi d’indagine per diventare pionieri della medicina integrativa, quella che integra il passato con il presente. Di Margherita Pink

Tra i miei appunti ho trovato un articolo datato, ma molto interessante che ci parla di questo: "Può la pratica sciamanica nella medicina tradizionale, attraverso ponti e relazioni, portare cambiamento e giovamento alla nostra più giovane medicina occidentale?"

A me piace pensare ai medici del futuro come pronti ad aprirsi a nuovi campi d’indagine per diventare pionieri della medicina integrativa, quella che integra il passato con il presente, quella che tiene conto anche dell'anima della persona, delle condizioni familiari e lavorative e che a tutto tondo integra ciò che di buono e concreto esiste nelle cosidette medicine alternative! Qui di seguito l'articolo che potrete scaricare interamente dal link suggerito... è stato scritto da: Alberto Fragasso.
 
"Le pratiche sciamaniche portano con sé una medicina molto antica, contenuta nei rituali, nelle cerimonie, nel contatto e nella relazione con gli aspetti spirituali della realtà.
Quando si parla in termini spirituali si parla di frequenze più elevate della realtà, dell’energia che permane in tutte le cose e che in qualunque cultura tradizionale ritroviamo con diversi nomi: prana in India, chi in Cina, ki in Giappone, nwywre nella cultura celtica del passato, pneuma in quella della Grecia antica, mana in quella Hawaiana e così via. Questa energia che permea in tutte le cose attraversa il corpo fisico e i corpi di tutto ciò che esiste nella materia ed è importante riconoscere questi aspetti delle medicine tradizionali per poterle integrare nella nostra occidentale.

Il potenziale dell’essere umano e gli affascinanti campi d’indagine della medicina sono meravigliosi. Come antropologo ho avuto la possibilità di mettere in relazione la medicina sciamanica e quella occidentale, creando dei ponti, grazie alla dott.ssa Rossana Beccarelli, che mi ha donato questa opportunità dandomi carta bianca. Così ho portato il linguaggio sciamanico all’interno degli ospedali, conducendo alcuni laboratori dedicati a medici, psicoterapeuti, infermieri, operatori sanitari, ma aperti a chiunque si sentisse chiamato.
Essendo prima di tutto un praticante sciamano e un sognatore, ho scelto di condividere la mia esperienza esercitando il linguaggio sciamanico come linguaggio del cuore (lo sciamanismo viene anche chiamato la via del cuore e la medicina sciamanica è una medicina del cuore) e attraverso l’utilizzo di canti, della vibrazione, del tamburo, delle cerimonie sciamaniche e del respiro ho cercato di soffiare un po’ di spirito nella medicina delle strutture ospedaliere torinesi. Un’esperienza che ho vissuto in totale apertura e meraviglia.

Molte sono le potenzialità di questo lavoro, in principal modo può aprire non solo la mente, ma anche alla dimensione del sentire, può condurre a un nuovo ascolto dell’essere umano e a una nuova percezione delle proprie capacità di auto-guarigione corporee, attraverso la consapevolezza e la connessione con la Natura nelle sue armoniose manifestazioni.
La pratica sciamanica ha innumerevoli applicazioni e direzioni, la prima delle quali è il ristabilire l’armonia energetica e sottile del corpo delle persone malate, nonché il recupero di quell’anima che si allontana quando si subisce un trauma, ma anche l’elaborazione di lutti e la possibilità di creare relazioni armoniose con chiunque nella propria vita, ma soprattutto con la Natura che ci circonda.

Lo sciamanismo è un portale di apertura totale alla Bellezza dell’Universo. Mi occupo anche di sensibilizzare, attraverso questi insegnamenti non solo teorici ma soprattutto pratici e del sentire, i bambini, i quali hanno una percezione molto espansa e sono assolutamente ricettivi al mondo della natura, agli odori, ai profumi, all’ascoltarne i suoni e al percepirne la bellezza. Ed è come un grande volo verso il Sole.

Nel settembre 2015, a Nardò, in Salento, ho partecipato come relatore a un convegno internazionale della Rete per l’Umanizzazione della Medicina, dal titolo Dalle Tradizioni dei popoli alle terapie del futuro, insieme ad altri antropologi, medici, psicoterapeuti e professionisti del campo abbiamo cercato di introdurre queste vecchie e antiche tradizioni terapeutiche e mediche per aprire nuovi orizzonti della medicina occidentale.

Molto lavoro è stato fatto, molto ancora necessita di essere seminato e confesso che numerose novità sono in arrivo in questo anno 2016. Ogni relatore procede attualmente nel proprio percorso portando avanti questo discorso nei vari sotto-progetti che si sono creati dal convegno in avanti, attraverso percorsi individuali, di gruppo o conferenze pubbliche e molto si sta muovendo in Italia e in tutta Europa, grazie a movimenti di rivitalizzazione, trasformazione, cambiamento e transizione della medicina, ma anche della formazione, medica e delle istituzioni.

CHI E' IL DR. ALBERTO FRAGRASSO: nato a Biella nel 1986, sognatore, antropologo, insegnante e praticante sciamano, ha condotto percorsi di ricerca nell’ambito dell’antropologia culturale, medica e delle religioni, sul respiro consapevole (breathworkrebirthing e holotropic breathwork), sul pranayama, sulla meditazione buddhista vipassana, sugli stati alterati di coscienza e sui loro effetti benefici e di guarigione per il corpo e la psiche dell’essere umano, spaziando inoltre su alcuni aspetti culturali del folklore e delle tradizioni europee (celtiche, greche, romane, scandinave) e indiane.

Margherita Pink



 


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