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Riflessioni sul giocare all'aperto

Ricordi di un'infanzia all'aria aperto: palloni, corda e nascondino... E molto di più. Nostalgia del passato che non sarà più o forse l'occasione per togliere un po'di spazio a telefono e tablet? Di Margherita Pink
Quando ero bambina passavo molto tempo fuori casa in tutte le stagioni: in inverno andando con la slitta insieme agli amici o giocavo a palle di neve, in primavera cominciavamo a fare delle belle "biciclettate", in estate eravamo per campi, prati e boschi,  e in autunno a raccogliere muschio per il presepio e pigne.
Quando il clima lo permetteva, la palla non mancava mai, o che si giocasse a palla avvelenata, o a palla a volo, o a calcio eravamo sempre in movimento.

L'età del gruppo variava, poteva partire dai sei anni fino ai dodici, era tutto un rincorrersi, un giocare a guardia e ladri, e ogni tanto andavamo dalle suore a farci dare pane e nutella, che a casa mia non veniva mai comperata (che delizia!).
Eravamo liberi, senza adulti che ci guardavan a vista, la sicurezza dei bambini era dettata dallo stare insieme. Non mancavano i litigi e gli spintoni ma c'era una sorta di autogestione che era ben gestita, e alla fine si faceva anche "pace".

Il ritrovo era davanti a casa mia, e ad un certo orario, bastava che si presentasse qualcuno del gruppone che si iniziava subito a far chiasso. C'era sempre una "anziana" alla quale si dava fastidio, che temeva per i propri fiori, o alla quale davano noia i nostri schiamazzi, e se scendeva di casa ci dileguavamo alla velocità della luce.
All'ora di cena, che in montagna erano le 19, ci si defilava, e ci si dava l'appuntamento per il giorno dopo. Non c'erano tutte le attività sportive di oggi, e la nostra agenda di bambini era decisamente libera.

Tra i vari giochi all'aperto, non mancava neanche il classico nascondino e l'immancabile espressione "bomba" quando si veniva beccati dallo sfortunato che si metteva a cercarci. Un'altro gioco che mi è sempre piaciuto tanto è il classico bandierina o rubadandiera, dove chi non era veloce poteva comunque competere in furbizia. Giocavamo molto anche con la corda con diverse modalità di salto (incrociato, veloce, con un piede, a piedi uniti ecc) e c'era anche chi era molto specializzato ed era un piacere vedere l'abilità del singolo. Avevamo anche il gioco dell'elastico dove due amiche tenevano l'enorme elastico teso a terra, oppure si usavano delle sedie per tenere fermi i lati. Ho trovato un video molto carino di 43 secondi, vale la pena di guardarlo: https://www.youtube.com/watch?v=KDa6QkvaQAM.

Era anche molto divertente giocare con un elastico da mano, o uno spago e creare (gioco per due) delle forme geometriche avvincenti, ci sono diversi video su you tube, questo è uno dei più corti ed è proprio come facevo io! : https://www.youtube.com/watch?v=kf0thaE9CD8.

Insomma, credo che i nostri figli molte di queste situazioni/giochi non le abbiano mai provate e provo un senso di nostalgia, per ciò che è stato, e che magari non sarà più o forse si tratta solo di "buttare" il telefono e i tablet per un'ora al giorno e dedicarsi a questi piccoli e sani divertimenti.
Ad ogni modo, tutta questa valanga di ricordi me l'ha scatenata un cartello, che ho trovato nella strada che porta alla casa dei miei genitori e che ancora mi da speranza, eccolo in foto!

Margherita Pink

 
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