Fiorentini si Cresce

Riflessione sui genitori tifosi dei piccoli calciatori



Assistere alle partite del proprio figlio significa troppo spesso essere presenti a scene per niente edificanti. Che esempio diamo ai nostri figli quando stiamo sugli spalti? Ce lo racconta Margherita Pink

È strano che il genere umano si stupisca di cosa stia accadendo nelle nuove generazioni, e mi riferisco al fatto dei "bulli di classe" che tormentano, non solo alcuni compagni ma anche gli insegnanti. È di questi giorni il fatto, ma dovrei dire i numerosi fatti di cronaca, che vedono coinvolti degli studenti (Lucca docet) che trattano senza rispetto o peggio ancora a pesci in faccia i propri insegnanti, arrivando a minacce, scherno e oscenità varie.

Rimanendo sullo stesso filone, ovvero da cosa deriva questa ondata di imbrutimento dell'essere umano, vi voglio raccontare di come mi sia capitato di assistere ad alcune partite di pallone di mio figlio che pratica calcio da quando aveva sei anni, e quest'anno ne compirà tredici.
Ebbene, mi sono ritrovata a scene davvero indicibili, perché durante le sfide calcistiche tra bambini, ho sentito molto spesso genitori dagli spalti urlare: "Asfaltalo!" oppure "Stroncagli le gambe!" o ancora "Passagli sopra!" ecc.ecc. Sono rimasta talmente sconvolta che ho detto a mio marito che non avevo nessuna intenzione di assistere ad altre situazioni simili, e che comunque a nostro figlio gli andava fatto un ragionamento: non doveva "asfaltare" nessuno  e che doveva solo pensare a divertirsi e possibilmente a non farsi e non fare male.

Mi chiedo, ma come tiriamo su questi ragazzi? A parte che durante gli allenamenti, ho sentito spesso i ragazzi più grandi uscirsene con delle oscenità (e io tutte le volte dico a mio figlio: "Guarda che questo non è un bel modo di esprimersi, e tu sai che non è bello sentire queste parole sulle bocche delle persone!" e lui sempre: "Si mamma stai tranquilla, io le sento ma non le dico"! bella consolazione, penso e pensavo io!) ma credo che accettare passivamente senza indignarsi queste situazioni, provochi solo una specie di "assuefazione" e dunque tutto diventa normale e si lascia correre.

Lascia correre oggi, lascia correre domani, poi tutto diventa accettabile: anche insultare il vicino di casa, il vigile per strada, l'anziano lento, il compagno diverso, gli insegnanti ecc.
Penso che alla base di ciò che sta accadendo nella nostra società ci sia una grande solitudine e una mancanza di gesti di amore basici, e sapersi prendere tempo (ma davvero) per porre attenzione ai nostri sentimenti, pensieri, parole e azioni.
Ad ogni modo quest'anno è avvenuto un fatto più unico che raro, ma che mi ha dato speranza, infatti, ho dovuto "sostituire" mio marito durante l'ennesima sfida calcistica del nostro fanciullo, e mi è toccata una situazione a dir poco imbarazzante, per la quale ho provato un forte disagio. Sempre dagli spalti, i genitori insultavano l'arbitro, dandolgi di "femmina" (e qui ne avrei molte da dire!), di squilibrato, ignorante, zoticone ecc.  E no, penso io...non ci sto! E comincio a mormorare a voce alta, che se si continuava così ci davano il "Daspo", e che non mi sembrava il caso di dire certe cose, in presenza dei nostri figli, e che io non sarei più tornata a vedere una partita. Ma ero praticamente l'unica a lamentarmi, e con mio grande stupore anche molte altre mamme infierivano sull'arbitro.
Una cosa davvero da urlo! Tornata a casa, racconto a mio marito del fattaccio, e chiedo anche chiarimenti a mio figlio, uscito da una partita verbalmente e fisicamente violenta, e comincio a dire che insomma, meglio il rugby che almeno sanno rispettare le regole, fanno il terzo tempo, e si può andare allo stadio felici e senza paura di esser picchiati, e sembra una festa etc. Ma i miei uomini di casa, mi zittiscono...insomma, ne esco sconfitta due volte.

IL MIRACOLO: Dopo due giorni ci sono gli allenamenti, e ci viene riferito che l'allenatore ha fatto una "risciacquata" sia ai ragazzi (anche qualcuno di loro in campo si era comportato male) che ai genitori, spiegando che se il fatto si fosse ripetuto, non li avrebbe più fatti assistere alle partite. E io a pensare: "Dio c'è!", e sono stata così grata a questo allenatore, che mi ha dato senza saperlo anche una rivincita  " familiare"!
Aggiungo tristemente che ho potuto osservare, che alcune associazioni sportive fanno dei "giochini" assurdi, facendo scremature sui ragazzi prima del tempo, creando già una prima squadra e facendo sentire i "secondi" dei menomati, e non rispettando le regole di base, ovvero che il gioco deve esser per tutti!
Spero che la mia sia una esperienza personale, ma qualcosa mi dice che il calcio viene già "sporcato" anche a livello dei bambini/ragazzi. Eppure sarebbe una cosa così meravigliosa! Una palla in campo unisce tutti, grandi e piccini! In Africa, o in Brasile, anche i bambini più poveri fanno di tutto per mettere insieme degli stracci, dargli una forma rotonda e giocare con quella sfera improvvisata! Il calcio, quello vero unisce, ma quello che vediamo adesso in giro cosa rappresenta?

Ci sono club sportivi che recitano nel loro statuto, delle frasi meravigliose come :"Per fare felice un bambino bastano un pallone ed un allenatore che si ricordi di essere stato un bambino che come tutti ha iniziato per divertimento ha continuato per fare sport e solo dopo ha cercato l'agonismo. Oppure: Regole di sport, regole di vita" o ancora :"La passione ci unisce"... Ma queste spesso sono solo parole!

Ecco, dico io, facciamoci tutti un esame di coscienza, e alla prossima partita dei nostri figli, cerchiamo di fare del SANO tifo, non del tifo MALATO, che poi porti ad assurdità e abberazzioni come quelle che nel nostro quotidiano stiamo vedendo!

Nel web ho trovato diversi articoli che confermano questa triste realtà: http://www.veronasera.it/cronaca/juventina-valpantena-sona-mazza-giovanissimi-partita-sospesa-tafferugli-tifosi-genitori.html, oppure http://www.goal.com/it/news/7078/cronaca/2016/09/20/27700602/vergogna-in-un-torneo-pulcini-rissa-tra-genitori-bambini-in. Questo articolo poi recita questo titolo:" Viaggio nel business delle scuole calcio. Solo un bambino su 5mila esordisce in A" http://www.repubblica.it/sport/calcio/2013/10/14/news/scuole_calcio_inchiesta-68533738/, spero proprio che mio figlio non diventi mai un  calciatore, non è un mondo che mi ispira fiducia.

Margherita Pink


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