Fiorentini si Cresce

Indignarsi



È appena passata la giornata internazionale contro la violenza alle donne, e tutte le volte mi chiedo cosa possiamo fare noi. Ovvero cosa può fare ognuno di noi. DI Margherita Pink

È appena passata la giornata internazionale contro la violenza alle donne, e tutte le volte mi chiedo cosa possiamo fare noi. Ovvero cosa può fare ognuno di noi a partire dalla propria famiglia, figli, amici, e sul lavoro.

La prima cosa sicuramente è essere solidali tra noi donne.  Se ci accorgiamo che qualcosa non va, possiamo aiutare le nostre amiche, fare una colletta per loro, sostenerle... è più facile aiutare chi sta lontano (con una donazione?) che dare fattivamente una mano a chi ci è vicino. Perché? perché l'orrore ci fa orrore...e ci fa comodo pensare che sia lontano da noi. Ma non è sempre così.

Un'altra cosa mi sento di suggerire: indignarsi! Sì, essere indignate per quello che accade intorno a noi come se niente fosse, come certi modi di dire (ad esempio: l'uomo che ha molte donne è uno frivolo, la donna che ha molti uomini è una poco di buono) o luoghi comuni (frasi buttate li a mezz'aria che gli uomini si sentono liberi di dire)  e sopratutto essere parte attiva nel comunicare il nostro sdegno quando vediamo cose che ci sdegnano! Parlo ad esempio di alcune pubblicità dove la donna viene svilita, il corpo "sezionato" ad hoc e alcuni momenti estremamente intimi o sacri (ciclo o parto/gravidanza) vengono trattati come se si trattasse di bere un bicchiere d'acqua. INDIGNAMOCI!
 
A proposito della pubblicità che ci bombarda (o della quale ci facciamo bombardare) Michela Marzano, dice delle cose molto interessanti. Lei è  Docente all'Università Descartes di Parigi, e autrice di numerosi libri, pubblicati e tradotti in molte lingue. Si occupa di filosofia morale, di etica e del rapporto che intercorre tra corpo ( in particolare femminile) e la società. Alcuni la chiamano 'la filosofa del corpo'.

"Credo che oggi ci sia bisogno di una riflessione teorica che riparta dal corpo. Nessuno di noi può essere considerato a prescindere dalle condizioni fisiche in cui vive, cresce e lavora. Il corpo è la nostra mediazione con il mondo, lo strumento con cui ci relazioniamo agli altri. L'Italia presenta al mondo una donna che deve rispecchiare certi canoni di bellezza per risultare attraente agli occhi degli uomini, il suo obiettivo deve essere quello di sedurre".

Nei media occidentali i corpi femminili sono sempre più chirurgicamente uguali fra loro, esibiti come oggetti sessuali, in poche parole, oggettivati. Oggettivare una persona significa non riconoscerla nella propria autonomia e capacità di azione, significa utilizzarla come strumento per scopi altrui e considerarla “violabile”. Le ricerche di mercato hanno sempre dimostrato che il corpo femminile attira più facilmente l’occhio del pubblico, specialmente, e malauguratamente, se il corpo della donna è spersonificato. Un qualsiasi prodotto affiancato alle forme sinuose di una ragazza avvenente fa scattare nell’immaginario una reazione positiva alla vendita. 
L'essere umano è una persona incarnata, senza corpo non esisterebbe. E' il corpo che ci inchioda alla materialità del mondo, alla realtà. Ed è sempre il corpo che ci permette di 'assaporare' il mondo e di abitarlo, di provare emozioni e passioni, di incontrare e conoscere gli altri. Ognuno di noi è molto di più che una semplice immagine. Dietro l’apparire c’è sempre l’essere. Ed è questo “essere” che deve potersi esprimere liberamente affinché ognuno di noi abbia accesso al “riconoscimento” di sé.

La mia personale indignazione passa attraverso la necessità di comunicare (come consumatrice e come cittadina) alle aziende che utilizzano campagne pubblicitarie che mi urtano le "budella" il mio sdegno. Come?  Per prima cosa non comprando i prodotti di quel Brand e in secondo luogo facendo presente il mio dissenso via mail o telefonando. E incito anche le mie amiche a farlo! Dobbiamo fare squadra!
Qualche tempo fa ho bombardato una azienda con delle mail, perché non mi consideravano o  rispondevano. Avevano aperto un unico ticket dicendo che mi avrebbero risposto il prima possibile. Ma la risposta tardava, io avevo scritto quanto segue: 
 
Salve mi chiamo Margherita e volevo farvi sapere il mio totale disappunto per la pubblicità che avete appena fatto uscire con la bellissima modella. Niente da dire sulla scelta della stessa ...ma "l'uso" che ne è stato fatto è totalmente inaccettabile. Sono rimasta scioccata della vostra scelta, perché ancora una volta un corpo nudo? ...sono entrata in un centro commerciale nella mia zona di residenza ed ho visto con "orrore " il mega poster che avete predisposto nel punto vendita. In questa epoca maschilista, patriarcale e violenta, sopratutto nei confronti delle donne, è inaudito che una azienda, che ritenevo di saldi principi, si comporti in questo modo, con una scelta advertising così provocatoria ed esplicita! Avrei da dire altro ma mi fermo dicendo che non entrerò più in un vostro punto vendita.
Una ex vostra cliente.
Margherita
 
Al mio continuo (settimanale!) sollecitare una risposta...un giorno (molti mesi dopo!) mi perviene una mail che mi ha fatto raggelare. Ve la copio/incollo. Ditemi voi se comprereste i prodotti di una azienda che ha un servizio clienti che risponde come mi è stato risposto!
 
Gentile Signora,
Questa non è la prima epoca maschilista, patriarcale e violenta.
La violenza e' nata con l'uomo ed è connaturata al sistema economico e sociale primitivo in cui viviamo da sempre in occidente.
Nessuno ha costretto la bellissima modella a posare nuda. La signora, come tante altre modelle, attrici, soubrette, troniste, vallette , si è accordata e ha firmato ben volentieri un contratto.
Inoltre l'abitudine provinciale di ricorrere ad anglicismi come "advertising" invece che alle parole corrispondenti in lingua italiana, ed oggi è la giornata internazionale della lingua madre, non fa altro deturpare la lingua di Dante.
La nostra azienda si fara' una ragione della sua assenza presso i propri negozi.
Cordiali saluti
Servizio clienti 

Avrei voluto contattare la direzione della azienda, ma poi mi sono detta: "non dare potere a questo uomo che ti ha risposto in questo modo"... ma oggi a distanza di tempo ho voluto condividere con voi questa mia esperienza. Non ho scritto il nome della azienda, ma vi posso fornire la mail se vi interessa sapere quale era.
Margherita Pink 


Newsletter

(c) 2018 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini