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... sul saluto

Salve! Buon giorno! Basta una parola per illuminare chi incontri. Ci vuole cosi poco per scaldare il cuore! Di Margherita Pink
I miei genitori mi hanno sempre insegnato che è buona educazione dare il buongiorno a chi si incontra lungo il nostro cammino, e che addirittura dovremmo farlo per primi sopratutto le persone più anziane. Questa cosa oltre a dirla l'hanno sempre fatta, sta a significare che erano coerenti con quello che predicavano (e non è così scontato!).
Non è certo una novità il fatto che più che si va avanti negli anni e più si apprezzano gli insegnamenti di nostro padre e di nostra madre, anche se non sempre i rapporti possono esser stati idilliaci. Per quanto mi riguarda salutare mi viene spontaneo, perché, anche solo per una frazione di secondo, si entra in contatto con lo sguardo della persona che si incrocia, e se non ha degli occhiali da sole, puoi vedere la sua "luce". In realtà anche con gli occhiali indossati attraverso tutto quello che viene nominato "paraverbale" , come la postura, la mimica facciale e altro ancora, si può comprendere qualcosa dell'altro, ma il saluto è la nostra chiave (password) per dare il via alle danze! Sta di fatto che in montagna quando si è in gita, e si incrocia un'altro sul sentiero ci si da il buongiorno, mentre in città o comunque negli ambienti "civilizzati" non è così comune, almeno che non sia una piccola comunità.

Io di solito utilizzo il "SALVE", e l'Accademia della Crusca in proposito dice questo: " La formula di saluto salve è un'espressione tradizionale giuntaci direttamente dal latino e attestata in ogni epoca per l'italiano. Si tratta della forma dell'imperativo del verbo latino salvĒre 'essere in buona salute' ed è quindi un'espressione augurale, 'salute a te', che si è fissata in una formula di saluto perdendo il contatto con il significato etimologico." È molto bello no? augurare una buona salute a chi si incontra, costituisce un dare/avere circolare, dove attraverso il saluto (visto che l'altro è anche parte di me) si contribuisce a far stare bene anche noi. Inoltre entrando in contatto si "abbassano" le difese, e in qualche modo stiamo meno tesi. Io saluto anche gli extracomunitari che moltiplicati nel tempo, sono ovunque, e anche se loro sperano sempre in un atto di elemosina o in un acquisto "illegale" dei loro fazzoletti, mollette o calzini, il primo atto di rispetto dovuto, e comunque riconoscenza, è il saluto.

A me capita di dare il buongiorno, e lo faccio proprio intenzionalmente anche ai "nonnini o nonnine" che trovo lungo il mio cammino, oppure al supermercato, in sala di attesa di qualche studio medico (è più facile quando si è in un ambiente circoscritto se ci fate caso!), in un giardino pubblico, o comunque in ognidove. Ebbene è davvero sorprendente vedere come si iluminano in questo frangente! Quel buongiorno, magari unito ad un bel sorriso è un qualcosa che scalda il cuore, e ci vuole così poco a scaldare il cuore!
Una volta mi è capitato di offrire un "passaggio sotto un ombrello" in un giorno di pioggia ad una signora, e nel chiaccherare si è aperta raccontandomi che era vedova, della soddisfazione dei nipoti e altro ancora, in dieci minuti di strada lei ha avuto la gioia di darsi e io di raccogliere! Ero così felice che le ho regalato una poesia che avevo in tasca, a quel punto lei mi ha guardato e indispettita mi ha chiesto: "Ma sei una dei testimoni di Geova?"...che comica, che risata! Abbiamo così paura uno dell'altro che tutto è divenuto "il nemico".
Forse ripristinare il SALUTO INCONDIZIONATO, potrebbe aiutare a migliorare questa società sempre più chiusa e gretta.

Margherita Pink
PS: Visto che l'ho citata volevo far presente che l'Accademia della Crusca si trova in via di Castello, 46, Firenze, e che ha come sede una meravigliosa villa medicea, in alcuni giorni visitabile per info www.accademiadellacrusca.it
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