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... sul Treno

Chi non si ricorda il suo primo viaggio in treno? E chi non ha mai portato i figli a veder passare un treno? Da Harry Potter all'Orient Express, il treno della vita è magico e ricco di incontri... Di Margherita Pink
Avevo preparato questo post qualche tempo fa, in attesa di trovare il momento adatto per pubblicarlo.
L'ho leggermente modificato, per via degli accadimenti degli ultimi giorni, ma bene o male è rimasto intatto nel suo intento. Ebbene il treno per me rappresenta la possibilità di viaggiare in sicurezza, e nello stesso tempo poter, pensare, discorrere, mangiare, lavorare, dormire, guardare fuori da finestrino e sognare. Per me significa il momento di gioia quando sali gli scalini che ti separano dal binario alla carozza, e la frenesia di scendere quando arrivi. Rappresenta anche la malinconia di quando parti e te ne ritorni da dove sei venuto. Tutto questo è per me.
La disgrazia di Pioltello oscura un pò la magia di questo mezzo di trasporto, (anche la sicurezza!) ad ogni modo, non riesco a non considerarlo un mezzo davvero meraviglioso e che molti film, canzoni, poesie, quadri, fotografie hanno immortalato. Quante vite sul treno! Quante speranze! Quanto di tutto e tanto!
Chi non si ricorda la prima volta di un viaggio in treno? E chi abita in paesi con la ferrovia, non ha forse mai portato i propri figli o nipoti a veder passare il treno? C'è un treno appena accennato in un quardo di Monet, ma il suo sbuffare, rumoreggiare e muoversi in velocità traspare dal fumo del suo camino... la magia della pittura! Il treno di Harry Potter, quello dell'Orient Express, i treni che hanno conquistato le grandi praterie americane, il treno da brivido a 4000 metri in Argentina, ma come in tutte le cose c'è anche il risvolto negativo, i molti e tristi treni delle deportazioni oppure i treni che portano il bestiame (di solito al macello); come sempre dipende dall'uomo, trasformare una sua invenzione in qualcosa di utile e bello, o qualcosa di triste e cupo.
Approffitto dell'argomento per copia/incollare l'introduzione del mio piccolo saggio Ho'oponopono e le emozioni (edizioni Liberodiscrivere) che guarda caso parla proprio di un treno, ma molto speciale: il treno della vita.

IL TRENO DELLA VITA
La vita è come un viaggio in treno: spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun'altra profonda tristezza.
Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone di cui crediamo che ci accompagneranno durante tutto il nostro viaggio: i nostri genitori.
Purtroppo la verità è un'altra. Loro scendono in una stazione e ci lasciano senza il loro amore e affetto, senza la loro amicizia e compagnia.
Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti. Sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo.
Qualcuna di queste persone che sale considera il viaggio come una piccola passeggiata. Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio.
E poi ci sono altri ancora, sul treno sempre presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.
Qualcuno lascia, quando scende, una nostalgia perenne... qualcun' altro sale e riscende subito e lo abbiamo a mala pena notato.
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri a cui vogliamo più bene si segga in un altro vagone e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli.
Naturalmente noi non ci lasciamo frenare da nessuno, a prenderci la briga di cercarli e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone. Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco perché il posto vicino a loro è già occupato.
Non fa niente...così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii...ma senza ritorno.
Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile.
Cerchiamo di andare d'accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro...
Ricordiamoci che in ogni fase del tragitto uno dei nostri compagni di viaggio può vacillare e possibilmente ha bisogno della nostra comprensione. Anche noi vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci capisce.
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tanto meno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che sta seduto proprio vicino a noi.
Io penso che mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno...
Sì, ne sono convinta.
La separazione da tutti gli amici che ho incontrato durante il viaggio sarà dolorosa, lasciare i miei cari da soli sarà molto triste.
Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale e ho l'impressione di vederli arrivare tutti, con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno non avevano.
Ciò che mi renderà felice è il pensiero che ho contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio impreziosendolo.
Voi tutti, miei amici, facciamo il possibile per far sì che si faccia un buon viaggio e che, alla fine, ne sia valsa la pena.
Mettiamocela tutta per lasciare quando scendiamo un posto vuoto, che lasci nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il viaggio.



A coloro che fanno parte del mio treno, auguro BUON VIAGGIO!!!

Margherita Pink

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