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La sfida dell’uovo: Colombo o Brunelleschi?

Da dove deriva l’espressione “è l’uovo di Colombo”? Il trovare una soluzione ingegnosa a un problema che sembra impossibile ha origini quattrocentesche
Nella tradizione popolare genovese si racconta che Cristoforo Colombo, al suo ritorno dalle Americhe, fu invitato a un banchetto in suo onore dal cardinale Mendoza. Durante la cena alcuni nobili spagnoli vollero beffeggiare il capitano genovese, dicendo che la sua impresa non era poi così difficile e che chiunque sarebbe stato in grado di affrontarla.
Cristoforo Colombo s’indispettì e lanciò loro una sfida. Ai commensali chiese di far stare ritto un uovo sul tavolo senza tenerlo con alcun dito. I nobili spagnoli fecero molti tentativi e sostennero che era impossibile. Allora, con grande naturalezza Cristoforo Colombo prese l’uovo e ammaccò con garbo la parte inferiore sul marmo della tavola. L’uovo rimase ritto tra lo stupore dei presenti. A quel punto i commensali dissero che sarebbero riusciti anche loro nell’impresa, ma Colombo rispose: “Certo lo avreste potuto fare, ma io invece, a differenza vostra, l’ho fatto!”.

Quest’aneddoto forse mai accaduto, fu riportato dal letterato cinquecentesco Girolamo Benzoni, che più probabilmente rivisitò la vicenda realmente accaduta a Filippo Brunelleschi descritta da Giorgio Vasari nelle sue “Vite”.

La vicenda si svolse a Firenze nel primo decennio del Quattrocento. Filippo Brunelleschi per assicurarsi la commissione per la costruzione della cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore avrebbe sfidato i molti architetti presenti, suoi rivali, con la stessa sfida.
La commissione dell’Opera del Duomo volle vedere anche i disegni del Brunelleschi. Ma l'artista disse che avrebbe mostrato il progetto solo quando avessero trovato la soluzione di far star ritto un uovo su di un tavolo marmoreo.
Brunelleschi era geloso del suo progetto, temeva che i suoi disegni gli fossero sottratti illecitamente. “… Il che non volle fare, ma propose questo a’ maestri e forestieri e terrazzani, che chi fermasse in sur un marmo piano un uovo ritto, quello facesse la cupola, che quivi si vedrebbe l’ingegno loro…” .
Tutti i presenti cercarono il sistema di far tenere dritto l’uovo ma non riuscirono a trovare il modo, così Filippo Brunelleschi – narra Vasari – “… Con grazia lo prese e datoli un colpo del culo in sul piano del marmo, lo fece star ritto…”.
I maestri precisarono che avrebbero saputo fare lo stesso, ma Filippo Brunelleschi gli rispose ridendo: “Arebbono ancora saputo voltare la cupola, vedendo il modello o il disegno”.

I due aneddoti sono identici, ma la differenza è che Giorgio Vasari ammise che la vicenda raccontata su Filippo Brunelleschi non era poi così nuova, già circolava tra le corti, proveniente dall’oriente. In conclusione possiamo dire che il vincitore della disputa dell’uovo è sicuramente Filippo Brunelleschi, ma che la memoria popolare ha premiato il navigatore genovese.

Rachel Valle © 2015

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