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I due Gesù

Brunelleschi e Donatello in gara per il miglior Crocefisso. Due amici, un'unica sfida! Ce la racconta come sempre la nostra Rachel
Il grande Giorgio Vasari nelle “Vite de’ più eccellenti scultori, pittori e architettori” narra un episodio curioso avvenuto fra Brunelleschi e Donatello, grandi amici che si misero in gara per la realizzazione di un Cristo ligneo.

Nella “Vita” del Brunelleschi, il Vasari racconta che Donatello realizzò un grande Crocefisso di legno. Poiché gli parve di grande bellezza, decise di mostrarlo all’amico Brunelleschi per sentire il suo giudizio. L’illustre architetto, ascoltando le magnifiche parole di Donatello sulla sua scultura appena eseguita, si aspettava di ammirare “molto miglior cosa”, quando lo vide si mise a sorridere.
Di fronte a questa reazione imprevista, Donatello lo pregò di esprimere un parere in tutta confidenza. Il Brunelleschi allora rispose all’amico scultore che sembrava avesse “messo in croce un contadino” al posto di Gesù Cristo che, secondo i vangeli, aveva un corpo delicato e perfetto!
Donatello che si aspettava delle lodi e non delle critiche da parte dell’amico Brunelleschi, rispose piccato: “ se fosse così facile fare come giudicare, il mio Crocefisso ti sembrerebbe Cristo e non un contadino, sicché piglia del legno e prova farne uno anche tu!”.

Filippo, rientrato a casa iniziò subito il suo Crocefisso ligneo accettando la sfida. Passarono molti mesi, l'artista impiegò tanto tempo per realizzare il suo Cristo perché aspirava alla perfezione della forma. E finalmente conclusa l’opera, Brunelleschi invitò a pranzo Donatello. I due s’incontrarono in centro, Brunelleschi comprò al Mercato Vecchio alcune cose, che diede poi a Donatello, dicendogli di avviarsi verso casa sua, dove lo avrebbe raggiunto in breve tempo. Quando Donatello entrò in casa del Brunelleschi, giunto al pianterreno, vide il Crocefisso scolpito dall’amico, messo in bella mostra affinché Donatello lo vedesse. Lo scultore “fermatosi a considerarlo, lo trovò così perfettamente finito che, vinto e tutto pieno di stupore, aperse le mani che tenevano il grembiule, onde, cascatogli l’ova, il formaggio e l’altre robe tutte, si versò e fracassò ogni cosa”. Donatello, rimase talmente rapito dalla straordinaria bellezza del Crocefisso di Brunelleschi, che gli cadde di mano ogni cosa, facendo una frittata, proprio ai piedi della scultura. Quando arrivò il Brunelleschi che, avendo già immaginato l’effetto che la scultura avrebbe fatto, gli chiese ironicamente: “Che disegno è il tuo Donato? Che desineremo noi, avendo tu versato ogni cosa?”. Risponde Donatello: “Io per oggi ho già avuto la mia parte, pensaci tu alla tua, a te è concesso di fare i Cristi e a me i contadini”.

I due Crocefissi di quest’aneddoto curioso oggi si trovano nella Cappella Bardi in Santa Croce (il Cristo Contadino) di Donatello, mentre l’altro di Brunelleschi in Santa Maria Novella.

Rachel Valle © 2016
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