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Iris: Dea dell’arcobaleno e messaggera dell’Olimpo

Eccoci dunque in Aprile: in attesa di ammirare gli Iris nel giardino dedicato loro, la nostra Rachel ci racconta chi era la Dea da cui prendono il nome e i suoi vari incarichi tra cielo e terra
Avete mai visto come inizia una tempesta?
Il vento inizia a compiere spirali e con forza si alza verso il cielo. Il vento sembra spazzare via ogni cosa che incontra nel suo cammino, così le nuvole cariche di pioggia si scontrano come biglie colorate. All’improvviso scendono gocce d’acqua fitte e insistenti, tutto appare annunciare brutti presagi che sembrano durare un’eternità. Ma dopo tanto tuonare, il temporale finalmente comincia a placarsi: le gocce sono meno taglienti, le nubi si schiudono e lentamente il cielo torna a colorarsi d'azzurro.
E come per magia, vediamo nell’aere un nastro colorato che ci rassicura e che spazza i brutti pensieri: l’arcobaleno, un ponte colorato che unisce cielo e terra, che riconcilia gli uomini con gli elementi naturali.

Chi è Iris? Gli antichi Greci identificavano questo bellissimo fenomeno con la divinità, Iris (o Iride), la messaggera dalle ali dorate. Iris era la figlia nata dall’unione del titano Taumante e la ninfa oceanina Elettra, sorella delle Arpie Aello e Ocipete. Lo sappiamo perché Esiodo ce lo racconta nella sua Teogonia.
Iris, dea e personificazione dell’arcobaleno, era dotata di piedini veloci cinti da calzari alati, di grandi ali d’oro e del caduceo che le serviva per sgombrare le nubi. Era dunque una messaggera degli dei dell’Olimpo, rappresentava il percorso dal cielo alla terra coronato di bellissimi colori. Anche se Iris era sorella delle terribili Arpie, mostruose creature, era una bellissima fanciulla caratterizzata dalla dolcezza e dai tratti raffinati, vestita con chitoni di gocce iridescenti, tali che lasciavano al suo passaggio una scia di mille colori nella volta celeste fino a disegnare l’arcobaleno.

I marinai ellenici consideravano Iris la dea protettrice del bel tempo, sposa del Vento che proveniva dall’Ovest e addirittura madre di Eros, il dio dell’amore… Mentre Hermes (o Mercurio) era il messaggere degli dei dell’Olimpo che portava la buona novella agli uomini, ed era la divinità più conosciuta e rappresentata dagli artisti e dai poeti, Iris invece annunciava cattive notizie e non era venerata in Grecia come Hermes. Probabilmente è questa la ragione per cui Hermes è più celebre della bellissima Iris.
Iris era l’ancella prediletta di Hera (Giunone), era l’unica che aveva il privilegio di preparare il giaciglio a Zeus (Giove) e alla sua la sposa divina. Iris, non serviva solo Hera, ma era incaricata da Zeus di scendere negli inferi da Ade per raccogliere le acque gelide dello Stige, che servivano ai solenni giuramenti per tutti gli dèi.
La dea greca Iris, inoltre, accompagnava le anime delle donne defunte ai Campi Elisi, motivo per cui le iris viola erano deposte sulle tombe dei familiari in Grecia. Era raffigurata con le ali decorate da mille occhi, bocche e lingue, mentre suonava una o due trombe (una per la verità, l’altra per la menzogna). Le ali di Iris, nella versione romana, ricordano l’emblema della piuma di pavone, attributo di Giunone (Hera).

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