Fiorentini si Cresce

Tre pettini e un rossetto. Ultima parte


Le tre ragazze corrono pericoli gravi, ma per fortuna hanno i tre pettini d'argento, dono prodigioso della loro madre, e un bel rossetto rosso... Di Paola Vergari
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Nel frattempo i tre giovani sentendo le grida, balzarono dal letto e insieme ad altri corsero alla casa delle ragazze ma trovando la casa vuota, subito organizzarono le ricerche per ritrovare le sorelle scomparse. Gauthier si diresse a est, Kilian a sud e Olivier a nord. Mentre altri le cercarono lungo i sentieri del bosco.
Intanto Christelle aveva raggiunto Régine un attimo prima che si gettasse dalla rupe e afferrandola con forza alle spalle la buttò a terra gridandole di fermarsi, ma questa ipnotizzata restò a terra con gli occhi sbarrati come stregata. Le trovò così Gauthier che seguendo il canto delle pietre era giunto fino alla rupe. Abbracciò Christelle che piangeva disperata, non riuscendo a risvegliare la sorella, poco dopo arrivò anche Oliver che seguendo il sentiero che aveva scelto da subito, si era inerpicato fino alla montagna costeggiando il bosco che per lui non aveva segreti. Presero in braccio la povera Régine e la portarono a casa, nella speranza si risvegliasse.
Nel frattempo il figlio del macellaio mentre portava Florie sulle spalle, non si era accorto che questa si era risvegliata e che essendo sottile era riuscita a liberarsi un braccio così, con il rossetto che aveva ancora sulle labbra aveva lasciato piccole tracce. Con il dito tracciava sulle foglie degli arbusti righe sottili di rosso. Era l’unica cosa che poteva fare, affidarsi al fiuto di qualche cane o agli occhi buoni di chi certamente l’avrebbe ricercata. Quando ebbe tolto tutto il rossetto, Florie si tolse con i denti gli anelli e per finire lasciò cadere gli orecchini. Non aveva più nulla da lasciare come traccia, così soffiò attraverso le mani chiuse a pugno sperando che il suo fiato in qualche modo restasse impresso sul sentiero. L’uomo camminò tutta la notte. All’alba era già al nascondiglio, una grotta naturale al limite della radura, dove la lasciò legata.
Kilian senza saperlo era nella direzione giusta, ma essendo ancora notte non si accorse dei segnali lasciati dalla ragazza, così prese a un certo punto un’altra strada e all’alba arrivò al mare senza averla trovata. Si sentì solo, non era riuscito a trovare nessuna delle tre fanciulle e non aveva vicino neppure i fratelli a dargli conforto. Si sedette sulla sabbia e guardando il mare, prese il pettine d’argento che gli aveva donato Florie. Era un pettine bellissimo con una rosellina legata, rigirandolo fra le mani gli parve di sentire i pensieri di lei. Non sapeva se era la sua immaginazione, ma la voce della ragazza nella sua testa lo consolava. Provò allora a parlare al pettine e questo gli rispose. “Segui il rossetto. Segui le mie tracce sul sentiero.” Capì che non poteva che essere un prodigio e subito tornò indietro a cercare le tracce che il pettine suggeriva. Camminò per ore e ore fin quando d’improvviso, ecco che vide una debole traccia di rossetto su una foglia e poi, sul sentiero delle impronte di passi pesanti. Senza indugio le seguì, righe di rossetto apparivano ai suoi occhi sempre più deboli, fin quando non ne scorse più, poi trovò i piccoli anelli e gli orecchini, ma di lei nessuna traccia. Riprese così il pettine d’argento e gli chiese cosa poteva fare per trovarla e il pettine ancora gli parlò. “Segui il mio respiro, ho soffiato fino all’alba e ora mi trovo in un nascondiglio sotto terra. Segui le mie tracce e non disperare.” Il giovane, non sapeva che fare, come poteva seguire un respiro, non aveva certo il fiuto di un animale. Ma il suo cuore innamorato gli suggerì di chiudere gli occhi e proseguire con l’istinto. L’anima l’avrebbe condotto dalla sua amata. Così egli chiuse gli occhi e d’improvviso gli parve tutto chiaro. La luce che filtrava dalle palpebre aveva colori diversi a seconda di dove guardasse, seguì il colore rosso che la rappresentava e il suo cuore non si sbagliò, infatti egli arrivò proprio davanti alla grotta e in quel momento il pettine d’argento gli disse che era arrivato. Non gli fu difficile scoprire dov’era, la grotta naturale sprofondava appena e lei era là, distesa in quel buio umido, legata e ancora avvolta nel tappeto, ma viva. Kilian la liberò e i due giovani per la felicità si abbracciarono e baciarono dichiarando il loro amore, ma nel timore che l’uomo tornasse, svelti uscirono dalla grotta e corsero al villaggio.

Nel frattempo il figlio del macellaio si era recato a casa delle ragazze per ottenere il riscatto da Christelle. I due giovani artigiani erano rimasti a darle conforto anche perché cercavano di risvegliare Régine, nel vedere il bellimbusto avrebbero voluto dargli una lezione, ma Christelle voleva prima riavere la piccola Florie e disperata promise di dargli tutto il denaro richiesto entro il giorno dopo. L’uomo credendo di essere già ricco, acconsentì di aspettare e per non affaticarsi oltre decise di affittare una stanza nel paese.
Quando Kilian e Florie arrivarono finalmente a casa, Christelle pianse dalla gioia. Restava solo Régine da svegliare. Kilian suggerì ad Oliver di prendere il pettine ascoltare i suoi suggerimenti, che per lui avevano funzionato. Le ragazze non sapevano che i loro pettini avessero tale prodigio, ma poi si ricordarono che era stato l’ultimo dono della loro madre prima di scomparire per sempre. Oliver, prese il pettine e ascoltò in silenzio il suggerimento che non tardò ad arrivare. “Mio caro amore, per risvegliarmi devi portarmi una rosa e lasciare che il suo profumo mi risvegli.” Subito scese in giardino e colse la rosa screziata più bella. Il suo profumo era inebriante e dolce. Quando la mise sul cuore della bella Régine, il profumo arrivò al suo cuore sciogliendo l’incantesimo.

Finalmente le tre sorelle si erano ritrovate e i tre giovani talmente erano felici che subito dichiararono il loro amore e chiesero di sposarsi per stare sempre insieme e le fanciulle acconsentirono, potendo così non spezzare la loro promessa.
Il ladro di ragazze finì in prigione, mentre il mago non avendo ormai più alcun potere sulle ragazze, che conoscevano il segreto dei pettini d’argento, decise di andarsene lontano e non tornare più.
Finalmente le tre coppie poterono festeggiare il loro matrimonio, per la gioia di tutto il villaggio e soprattutto della montagna e della fonte che da sempre avevano vegliato su di loro.

Paola Vergari



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