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Shí Zì Jià la stella che cercava una mamma

Questa settimana Paola Vergari ci regala una storia dolce come una leggenda che racconta l'adozione... all'incontrario
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Il guardiano delle stelle aveva un bel da fare ogni notte. Iniziava prima del tramonto a far uscire dal suo sacco fatato ogni Stella della Via Lattea, ponendola per bene al suo posto. Guai se si fosse sbagliato, sarebbe crollato il cielo intero. Ma il guardiano sapeva fare il suo mestiere e fino al mattino, correva di qua e di là per riporle nel sacco, prima che il Sole nascesse.
Erano ognuna diversa dall’altra, ma lui le riconosceva tutte.

Ce n’era una che ultimamente vedeva solitaria e triste.
Era la rossa stella 十字架 (Shí Zì Jià), una piccola orfana che si sentiva tanto sola fra le altre azzurre della Croce Del Sud.
Vedendola affranta Motofh si impietosì e un giorno le chiese come poteva aiutarla. ‹‹Sono il Guardiano delle Stelle e non posso tollerare di vederti soffrire. Cosa ti succede?›› - ‹‹Oh, Guardiano delle Stelle sono triste perché non ho la mamma, vorrei tanto trovarne una tutta mia.›› - ‹‹Prova a chiederlo alle altre stelle, di sicuro loro sapranno come aiutarti.›› - ‹‹L’ho già chiesto alle azzurre: Acrux, Mimosa e Delta Crucis, ma nessuna sa aiutarmi.›› - ‹‹Allora chiedilo alla Luna.›› Incalzò Motofh, cercando di infonderle coraggio.
Ma Shí Zì Jià, aveva chiesto anche alla Luna, senza avere nessuna risposta.
‹‹Mi resta solo il Sole a cui poterlo chiedere.›› Disse infine la stellina guardando con aria d’intesa il guardiano. ‹‹Lo sai che non posso chiedere nulla al Sole, mi ha proibito di parlargli per un vecchio errore che commisi in giovane età, quando mi sfuggì una stella dalle mani, precipitando sulla terra e distruggendo Atlantide.››
Shí Zì Jià sospirò, poi prese coraggio e gli chiese di poter restare nel cielo per un intero giorno, in modo che lei stessa, potesse chiedere al Sole dove fosse una mamma tutta per lei, ma Motofh rispose che non poteva, avrebbe sovvertito l’ordine delle cose e sarebbe stato a lungo redarguito dal Sole.

La stellina ogni notte lo implorava e alla fine impietosito il Guardiano cedette e la lasciò nel firmamento di giorno.
Quando l’Astro dorato la vide ne fu molto stupito. ‹‹Come mai non sei nel tuo sacco? Il vecchio Motofh sta invecchiando e non ti ha vista?›› - ‹‹A dire il vero, ho implorato io il Guardiano, perché ti devo chiedere, una cosa importantissima per me.››
Il Sole le lanciò uno sguardo di fuoco. ‹‹Parla dunque.›› - ‹‹Vorrei sapere se conosci la mamma predestinata a me e se sai dove posso trovarla.›› - ‹‹Certamente- Si trova sotto i ghiacci siderali della Nebulosa Boomerang, che è distante cinquemila anni luce, dalla Costellazione del Centauro.›› Detto questo, il Sole iniziò a diventare rosso fuoco, si girò dall’altra parte e s’inabissò nell’Oscuro Universo per portare luce, ai popoli dell’altro emisfero terrestre, inasprito dall’intollerabile presenza di un’altra stella nel cielo terreste.

Adesso mille pensieri affollarono il suo cuore, mentre immaginava il suo incontro con la madre predestinata. Voglio sentire le sue onde magnetiche e riconoscermi in esse. Voglio vedere, se anche lei brilla come me e per timidezza, nasconde la luce che emana, quando il sole invia le sue scie magnetiche. Voglio capire se anche lei, è una gassosa di bario o se invece ha altri elementi al suo interno.

Quando tornò la notte e Motofh fece il suo giro come da migliaia di anni, trovò la stella intenta a preparare il viaggio per andare a conoscere la sua vera madre. ‹‹Non puoi andare così lontano da sola! Potresti incontrare dei pericoli.›› Le disse Motofh preoccupato. ‹‹Non ci sono pericoli nell’Universo, non vedi, siamo tutte stelle e pianeti pacifici.›› - ‹‹Oh cara amica, non è solo ciò che vedi l’Universo, ci sono molte insidie anche per una stella forte e coraggiosa come te. C’è il Vento Stellare per esempio, che in certi luoghi è talmente forte da spazzare via tutto ciò che trova. Per non parlare delle Supernova, che per un nonnulla esplodono di rabbia distruggendo ciò che le sfiora, infine un’altra temibile sciagura, è incontrare il famigerato Buco Nero. Un’aspirastelle che riduce in polvere ciò che incamera. È molto famelico e pericoloso soprattutto per una stellina inesperta come te.›› A quelle parole, s’impressionò un poco, ma ormai aveva preso la sua decisione ed era irremovibile. Così, Motofh di nuovo s’intenerì. ‹‹Stai tranquilla, ti accompagnerò io, viaggeremo veloci con il mio salto galattico, vedrai in poco tempo saremo lì. Però, posso accompagnarti alla Nebulosa ma dentro non mi è consentito entrare. Non ho idea di cosa potrai trovare e dovrai essere pronta a tutto, nessuno potrà aiutarti quando sarai là.››

Subito si misero in viaggio e in poco tempo giunsero proprio davanti alla Nebulosa Boomerang, chiamata così per la sua strana forma. A guardarla bene da vicino però, non sembrava affatto un Boomerang, piuttosto era simile a una fata stella con ali di farfalla luminose.
‹‹È arrivato il momento di separarci.›› le disse Motofh con dolcezza. ‹‹Come ti ho detto, io non posso entrare. Adesso affronterai la verità, ma attenta, potrebbe non piacerti. In ogni caso piccola, ricorda che il tuo posto è nella costellazione della Croce del Sud. Lì è il tuo destino e lì, ti aspettano le stelle che ti amano. Io tornerò a cercarti ogni notte per riportarti indietro, quando vorrai. Addio amica mia.›› Fu un saluto struggente. La stella sentì il suo fluido gassoso espandersi e ribollire, ma era concentrata sull’obiettivo e si tuffò, nella gassosità evanescente di Boomerang senza pensarci più.

Appena superato il primo strato di gas, si accorse che i colori all’interno apparivano traslucidi, vi era racchiuso come un piccolo universo in miniatura, c’erano pianeti che ruotavano velocemente intorno a piccoli soli evanescenti. I colori, cambiavano come se fosse stata dentro un arcobaleno, e le forme erano in continua evoluzione.
Ricordava che doveva cercare i ghiacci siderali, ma non aveva la minima idea di dove fossero né come potessero mostrarsi. La vita dentro quella nube soffice era velocissima, le stelle nascevano e morivano nello spazio di un sorriso, la magia della vita era davanti a lei e ne percepiva tutta la forza, comprendendola nella sua completezza.
Dopo aver viaggiato a lungo all’interno, ad un certo punto la luce si fece rarefatta e senza accorgersi scivolò su uno strato blu molto freddo e scuro. Forse si trova qua sotto. Si disse la Stella, ma come farò a entrarvi? Provò, con una delle sue punte a colpire la superficie.
D’improvviso, questa s’incrinò e di colpo si aprì con un rumore secco, mai udito. Shí Zì Jià, si spaventò e vi cadde dentro precipitando velocemente, molto più velocemente dei salti fatti con Motofh. Quando infine si fermò, la crepa si richiuse sopra di lei. A nulla servì piangere o gridare, era intrappolata in quella morsa di freddo. Dopo un po’ si calmò e solo allora si accorse della presenza di un’altra stella. Era una Nana Bianca bellissima, luminosa e gigante. ‹‹Sei tu la mia mamma?›› le chiese intuendolo dalla bellezza e dalla vibrazione osmanthusferica, questa annuì silenziosa.

La Nana Bianca, aveva perso l’uso della parola a stare sola in quel luogo freddo e ameno, ma la fragranza del suo profumo era intenso come fosse una voce più profonda e antica. Col passare del tempo iniziò a parlare con Shí Zì Jià un nuovo linguaggio con il quale poterono intendersi. Si confidarono i loro segreti più belli e le paure più intime.
Gracrux, la Nana Bianca era però rassegnata al destino di vederle per sempre intrappolate sotto i ghiacci. ‹‹È impossibile figlia mia uscire da qua, nessuno può penetrare dentro il ghiaccio della Nebulosa senza restarvi intrappolato. Purtroppo l’ho scoperto troppo tardi, anche io come te ero venuta a cercare una madre e anche essa aveva cercato la sua restando intrappolate nel ghiaccio siderale, devi rassegnarti figlia mia.›› Ma Shí Zì Jià non si perse d’animo.

Tirando fuori una forza sconosciuta, le disse ‹‹Madre, sono convinta che un modo c’è. Adesso voglio provare.›› Ma nulla faceva aprire il ghiaccio. Erano intrappolate nel freddo cosmico. Shí Zì Jià però, non voleva arrendersi, nella profonda spirale del suo essere stella, sentiva che esisteva una via d’uscita, seppure remota e difficile.
Si mise in ascolto dell’Universo e muovendo con onde vibranti le sue punte di stella, iniziò a propagare spirali di luce oltre gli spazi siderali. Era certa che sarebbe riuscita a richiamare l’attenzione di Motofh e lui avrebbe trovato un modo per tirarla fuori di lì.
Accanto a lei la madre tremava di paura. ‹‹Non farlo o moriremo.›› le gridava, ma Shí Zì Jià era ad un livello vibrazionale talmente alto che non poteva sentirla e neppure fermarsi anche volendo. Il ghiaccio cominciò a ballare, ondeggiare e alla fine si frantumò in mille scaglie. Quello era il momento di scappare. Shí Zì Jià, agganciò la madre con la sua coda iridescente e si lanciò verso l’uscita, verso la luce che penetrava appena in quel luogo freddo e oscuro. I loro spiriti erano protesi e i pensieri sospesi. La rottura del ghiaccio siderale, stava scatenando delle esplosioni a catena all’interno di Boomerang e la Nebulosa poteva trasformarsi in Supernova da un momento all’altro risucchiandole per sempre. Le due stelle correvano contro il tempo, la Nana Bianca però convinta di non poter fuggire da Boomerang, si lasciava trascinare, ma la figlia l’esortò a credere nella salvezza ‹‹Il nostro destino è un altro madre, non arrenderti al Karma che credi assegnato. Corri con me e saremo salve.›› le gridava Shí Zì Jià mentre risalivano il vuoto gravitazionale. ‹‹Va bene figlia mia, ti seguirò ovunque vorrai.›› le rispose la Nana Bianca mentre la teneva stretta, abbracciata come quando l’aveva generata e finalmente con l’energia raddoppiata fecero in tempo a emergere dalla Nebulosa.
 
Appena uscirono dalla Nebulosa, Motofh che stava ad aspettarle, le afferrò al volo e le lanciò a oltre cinquemila galassie lontane mentre Boomerang diventava incandescente. Erano salve.
Shí Zì Jià e la madre Gacrux trovarono il loro posto nella costellazione della Croce del Sud e da quel giorno brillarono nel cielo stellato consapevoli del loro potere che poteva spezzare il destino e costruirne uno migliore. Ancora oggi, puoi vederle brillare nel cielo notturno vicino alla Costellazione Del Centauro come uno scrigno di gioie preziose nel cielo stellato.

Cento stelle blu e lei, l’unica rossa, magica e coraggiosa Shí Zì Jià.
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