Fiorentini si Cresce

Omar e la Figlia di Biancaneve


Cosa accade quando la figlia di Biancaneve scappa dal castello per diventare un medico? E se il figlio di Jasmine e Aladino decide di seguirla per andare a lavorare in Africa? E se la vecchia matrigna di Biancaneve perde punti e cala l'attenzione dei suoi follower instragram e twitter... Quale sarà la vera ricchezza per i due rampolli reali? Di Paola Vergari
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  “Ho deciso. Non voglio fare la principessa. Voglio fare la dottoressa.” Disse Lisa alla madre mentre preparava i bagagli. – “E dove avresti intenzione di andare, se è lecito? Per fare la dottoressa bisogna fare l’università!” Rispose Biancaneve con la sua aria sognante e dolce che le rughe non avevano cambiato. “Mamma, lo sai che ho inviato la domanda a tutte le migliori università e oggi ho ricevuto la risposta. Sto preparando i bagagli per andare a Oxford. Lo so che è in Inghilterra e ci vedremo poco, ma il mondo sta cambiando e io non posso mica fare la bella principessina affacciata alla torre ad aspettare il principe, come hai fatto tu.” – “Lisa, ti stai sbagliando con tua zia Rapunzel. Io non ero sulla torre, la matrigna aveva cercato di uccidermi. Te lo avrò raccontato mille volte. Grimilde era così invidiosa della mia…” – “Si, va bene. Scusa mamma. Comunque il concetto non cambia. Hai visto cosa sta succedendo nel mondo? Anche se non sei su facebook ed istagram, hai comunque la televisione. Sono di un’altra generazione. Il babbo è d’accordo ed anche molto fiero della mia decisione.”
Biancaneve non poté fare a meno di piangere. La sua bambina era decisa ad andare via dal castello e dalla Foresta Nera per studiare in un paese straniero. Certo non sarebbe stata lei ad impedirglielo, non aveva mai impedito nulla a nessuno, però era triste e non poteva fingere il contrario.
Lisa con l’aiuto del padre, aveva organizzato tutto e partì con un aereo privato quel pomeriggio stesso. Ad Oxford l’attendeva il direttore e il corpo insegnanti che l’accolsero come si conveniva.
 
Proprio nello stesso momento il figlio di Jasmine e Aladino stava viaggiando con un aereo privato per iniziare anche lui la sessione autunnale ad Oxford. Omar, desiderava diventare medico per poter dirigere l’ospedale principale del suo paese, anche se segretamente coltivava l’idea di andare in Africa in missione umanitaria. Aladino e Jasmine erano molto orgogliosi del loro figlio e per lui avevano fatto di tutto, interpellando perfino il Genio della Lampada per far sì che potesse entrare in quel prestigiosissimo college inglese.
Trascorsero gli anni senza che i due figli reali si conoscessero, ognuno immerso nei libri.
Il giorno della laurea c’erano tutti. Il parco era addobbato con fiori e festoni ed entrambi i ragazzi avevano preparato un discorso per la consegna dei diplomi, come molti altri neolaureati.
Quando Lisa salì sul palco era raggiante. Aveva raccolto Le sue trecce nere in una simpatica acconciatura in stile sassone con i fiorellini sparsi suscitando l’ilarità delle compagne inglesi, più classiche nell’abbigliamento. Il discorso però, lasciò tutti a bocca aperta e Omar in quel momento si innamorò di lei. Come avesse avuto una folgorazione, alzò gli occhi dal suo foglio pieno di appunti e la vide sul palco bellissima. Quella voce lo aveva catturato e l’immagine bucolica conquistato. Era una donna forte e bella, comprese che l’avrebbe seguita in capo al mondo.

Dopo la cerimonia le si avvicinò, tra un pasticcino e un bicchiere di vino francese, chiedendole dove avesse intenzione di esercitare la professione di medico e quando Lisa gli confessò che aveva già contattato una onlus in Tanzania per iniziare subito in un ospedale per bambini, ad Omar brillarono gli occhi e le chiese se c’era posto anche per un chirurgo ortopedico.
Senza che le famiglie si accorgessero di nulla, i due si erano già accordati per partire entro la settimana, rimaneva solo l’incombenza, non poco facile, di dirlo alle famiglie.
Biancaneve voleva morire, e quasi rimpiangeva di non essere rimasta nel bosco con i sette nani. “Mi sarei risparmiata tutto questo patire.” Disse in una crisi di pianto. Il principe azzurro raccontò una barzelletta per far ridere la sposa, senza invero sortire un grande effetto. “Ma che brutta barzelletta.” Gli disse Biancaneve mentre indispettita usciva in giardino.  Lisa preoccupata per come andavano le cose, corse dalla mamma e la prese sottobraccio. “Mamma cara, è tanto che non andiamo a trovare i tuoi amici nanetti, che ne dici se passeggiamo fino a là.”

 I sette nani invecchiati anche loro, Abitavano sempre nella casetta del bosco e continuavano il loro lavoro in miniera, d’altronde il commercio di pietre preziose è pur sempre una buona entrata di questi tempi.  
Quella passeggiata aveva ridato il buon umore a Biancaneve che sperava di convincere la figlia a non lasciarla.
“Cari nanetti, siamo venute a trovarvi, la mia Lisa vuol partire per l’Africa e vorrei proprio che voi, così saggi, le deste dei buoni consigli.” – “Certo Biancaneve, in onore dei bei tempi passati, facciamo una bella festa, poi daremo consigli e regali.”
L’allegria nel bosco non tardò ad arrivare e il Principe a sentire gli schiamazzi lontani corse con il suo cavallo, non era certo uno che si tirava indietro se si trattava di far baldoria. La festa durò tre giorni e tra birre e cosce arrostite di maiale, pareva che Lisa non partisse più. Così sperava Biancaneve, ma la figlia era ben determinata e si era messa la sveglia al telefonino che le ricordò il volo per Dar er Salam.
In fretta e furia salutò tutti e scappò con il cavallo al castello, prese il bagaglio e si diresse all’aeroporto di Monaco per imbarcarsi. Appena atterò l’attendeva il comitato della onlus che la scortò fino all’albergo.

L’indomani sarebbero partiti con la jeep per l’ospedale, che si trovava a circa cinquecento km, vicino alla capitale.
La mattina seguente, Omar arrivò da Agrabah con un volo speciale della Sultanair, la compagnia aerea di Aladino e Jasmine. Lisa rimase sbigottita nel vederlo: con lui c’erano quattro dignitari, Raja la tigre che Jasmine la madre aveva insistito che lui avesse al fianco e il genio della lampada, mezzo fuori e mezzo dentro nonché, il Gran visir Jafar in carrozzella, che seppur vecchio come un matusalemme, non voleva certo lasciar solo il figlio del sultano, predestinato a ereditare un impero intero.
“Scusa Omar, ma non è possibile caricare tutti sulla jeep. Ehm, non entriamo.” Le disse Lisa gentilmente. Omar arrossito per l’imbarazzo mostrò quattro caravan già pronti sulla strada che avrebbero trasportato anche la jeep.
“Per fortuna, sono riuscito a convincere mia madre a non venire con me. Lei è, come dire un po’ apprensiva. Probabilmente le peripezie e i lunghi viaggi di mio padre l’hanno resa ansiosa.”
I due ragazzi risero dei loro genitori, rimasti indietro sui tempi e i modi di viaggiare.
Dopo essersi gustati due buonissimi succhi di maracuja, salirono sui caravan e iniziarono il loro viaggio da Dar Er Salam sull’unica strada bianca che li avrebbe portati fin sopra l’altipiano di Morogoro, a Mlali un villaggio sperduto con un ospedale per bambini.

Dovete sapere, che per l’appunto proprio al villaggio di Mlali, da molti anni si era stabilita la vecchia strega gelosa di Biancaneve. Dopo che era fuggita, inseguita dal principe, aveva finto di cadere nel precipizio trasformandosi in uccello, per poi migrare nei paesi del sud. In Africa con le sue arti magiche e nuove sembianze si era ricostruita una nuova personalità. Un ricco mercante l’aveva sposata e portata con lui nei viaggi, fino a quando arrivati a Mlali non avevano deciso di fermarsi.
La modernità era arrivata anche in quello sperduto villaggio, e Grimilde oltre a gioielli, corone e schiavi, possedeva lo smartphone e il computer, con il quale si collegava ad internet per avere le risposte, ai suoi quesiti direttamente dai siti online di facebook.
Lo specchio l’aveva abbandonato al vecchio castello, ma era molto più soddisfatta dei siti come nametest con i quali, bastava cliccare per avere subito la percentuale di bellezza, rispetto a tutte le altre del villaggio. E lei, il suo profilo, si attestava sempre sopra il duecento percento. Che dire poi di Istagram, ormai Grimilde era diventata una influenzer di tutto rispetto con almeno un milione di follower, da tutto il mondo.

L’arrivo di Lisa però, cominciò a incrinare il suo status quo.
“Nulla dura per sempre.”
Le aveva detto un giorno nametest e lei era impallidita. Da lì a poco a poco, la percentuale della bellezza era scemata, fino a un misero novanta percento. Un fallimento. Inoltre su Istagram cominciavano a diminuire i follower e lei, non comprendeva il motivo di tali fatti fino a quando non venne a sapere, che una dottoressa arrivata dall’Europa da circa sei mesi, era diventata famosa e stava pubblicizzando la onlus dell’ospedale per attirare contributi economici per rifornire di materiali sanitari.
Il successo della dottoressa a livello di immagine la stava surclassando e per Grimilde, era insopportabile. Decise quindi, di rispolverare il vecchio pentolone e preparare una nuova pozione malefica per uccidere la dottoressa, che faceva appannare la sua immagine.
Tramutata in vecchia suora scalza, si presentò al reparto di oncologia dove lavorava Lisa e le chiese di comprarle della frutta per un opera buona.
Lisa non era certo una persona scortese e così le comprò l’intero cestino. Era ora di pranzo e Grimilde pensò che Lisa addentasse una delle mele avvelenate, ma per l’appunto a lei non piaceva la frutta e la donò ai bambini, che un istante dopo stavano malissimo.
Lisa, riuscì a salvarli scoprendo con le sue analisi genetiche che avevano ingerito dei bacilli mortali ma di cui fortunatamente aveva l’antidoto.
Rientrando a casa ne parò con Omar il quale si preoccupò molto, subodorando che la vecchia suora non era poi così innocente.
Lisa lo rimproverò dei suoi sospetti e quando l’indomani la vecchia tornò per vedere se era morta, l’avvertì del pericolo che avevano corso i bambini, mangiando le sue mele.
Grimilde stava per ridere, tanto le importava, ma anche per piangere, per la rabbia di non essere riuscita a liberarsi di Lisa. Così, si scusò imbarazzata e se ne andò a progettare un altro modo per eliminarla.
I mesi successivi, a Lisa ne successero di tutti i colori: dalle scale insaponate, a un elefante che schiacciava un pisolino nel suo letto. Tante di quelle cose, che alla fine cominciò anche lei a sospettare ci fosse un complotto nei suoi confronti.
Raja la tigre messa a guardia di Lisa da Omar, alla fine divorò la vecchia tra le grida di paura di tutti. La tigre fu incarcerata, volevano sopprimerla con grande dispiacere di Omar e del Gran Visir, il quale si mise a indagare il profilo facebook segreto di Grimilde, scoprendo tutti i tentativi fatti per uccidere Lisa.
Il genio della lampada, allora liberò la tigre facendola sparire e ricomparire dal sultano, dove Jasmine l’aspettava. Raja era al sicuro e con la morte di Grimilde, i nostri due medici umanitari potevano continuare a portare il sorriso, ai loro piccoli pazienti.
Lisa e Omar si sposarono dopo alcuni anni e mai vollero tornare nei regni dei loro genitori, avendo trovato qualcosa di molto, molto più bello delle ricchezze monetarie.
Avevano trovato la ricchezza del cuore che li faceva sentire i veri principi dell’amore.

Paola Vergari
 


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