Fiorentini si Cresce

La fanciulla e il popolo nascosto. Terza e ultima parte


La fanciulla decide di affrontare il falso re. La magica battaglia magica saprà riportare il bene in tutta la foresta? Di Paola Vergari
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 ‹‹Oh, sì sono io. Vivo con la famiglia del mio sposo molto lontano da qui, al di là del fiume.›› - ‹‹Ah! - disse stizzito. -Ma quale strada fai per arrivarvi?›› - ‹‹Naturalmente devo prendere un’imbarcazione e seguire la corrente. Mio sommo e grande re sono venuta qui per discutere del fatto che la gente sta soffrendo a causa di ingiuste leggi, come posso fare per liberarla da questo giogo?›› Il re-mago carezzò la pietra rossa più e più volte. “E’ astuta la fanciulla, non ha pronunciato mai la parola bosco.” Le puntò allora il dito inanellato e ricurvo. ‹‹Un modo c’è ragazza, un modo c’è! Devi portarmi tre cose impossibili da trovare, ci vuole coraggio e gran cuore. Dovrai portarmi entro tre giorni esatti, un Vortice di Luce, un Cuore Felice e un Corpo Magico. Neppur io so cosa siano, ma la mia pietra rossa li esige per liberare le prigioniere!››
Foglia nel Vento sbiancò, erano i nomi dei suoi tre figli, cosa ne sapeva il re e la pietra rossa e soprattutto che ne avrebbero fatto?
Un bel dilemma per la fatina inesperta, salvare il popolo o proteggere i suoi bambini.
Foglia nel Vento chinò il capo più per disperazione che per riverenza e uscì dal castello con quella richiesta atroce. Rientrò per rifocillarsi nella casa dei genitori, si tolse gli abiti che aveva portato fino a quel momento coprendosi con il lenzuolo. Stava per andarsene ma si girò verso i suoi cari chiedendogli di seguirla. Dapprima si sentirono agghiacciare per la paura, ma poi per amor suo la seguirono con fiducia. La gente rimasta al villaggio li salutò speranzosa, mentre camminavano silenziosi e mesti. Il tramonto era al suo culmine e la luna piena già si mostrava per guidare i viandanti.
Giunti alle sponde del fiume salirono tutti e tre sull’imbarcazione che aveva lasciata legata alle radici di Tasso.
In piedi adesso era lei a guidare la barca usando la magia appresa. La luna, rifletteva nei capelli che brillavano e dagli occhi irradiava la luce viva dell'anima. Il lenzuolo che l’avvolgeva le scivolò dalle spalle, non tentò di trattenerlo per coprirsi e le ali a lungo rimaste raggomitolate, si aprirono in tutta la loro maestosità.
Occhigialli e tutto il Popolo Nascosto erano sull’altra sponda, sapevano che sarebbero giunti quella notte li aspettavano immobili, attendendoli come ombre di Larici.
Approdati sulla riva, i tre nipoti andarono loro incontro con ciotole di acqua fresca e frutti gustosi, i genitori di Lauricella compresero in quel momento il viaggio meraviglioso intrapreso della loro figlia. Ma non avevano tempo da perdere, dovevano prendere una decisione in merito al Re e alla sue richieste. Si sedettero tutti nel cerchio magico e il rito iniziò. La scelta era piena d'insidie e avevano bisogno di tutta la preghiera possibile. Il Popolo Nascosto aveva un modo speciale di pregare, raccontavano storie e leggende che parlavano direttamente al cuore e che facevano comprendere le giuste scelte. Lauricella alla fine del rito sapeva cosa fare, con Occhigialli e i suoi tre magici figli ritornò al castello del re-mago, mentre il Popolo Nascosto e i suoi genitori, iniziarono a intonare canti protettivi e ben auguranti.

Giunsero ai piedi del castello a notte fonda mentre tutto il villaggio si era radunato davanti alle mura per rivendicare la libertà perduta. Il re-mago si svegliò di soprassalto alle sue orecchie giungevano canti lontani del Popolo Nascosto che lo stordivano e questo era ciò che più temeva. Fece un balzo e scese dal letto. Si vestì del mantello reale e indossò il medaglione con la pietra rossa, avvertendo il presagio della sua fine. Poi trafelato giunse alla sala degli specchi dove stupito vide Foglia nel Vento e Occhigialli che lo attendevano con i loro tre figli.
La stanza degli specchi era circolare, tutta adornata di cristalli e oro, tanto che pur essendo notte fonda era luminosa e calda. Quella era una notte speciale, il solstizio d’estate. Nei tempi passati si sarebbe festeggiata con canti e balli, ma adesso erano proibiti e la gente che aveva avuto il coraggio di seguirli all’interno del castello, se ne stava immobile a guardare schiacciata contro le pareti a specchio.

Il re-mago trasalì nel vederla com’era realmente, con le sue ali aperte e lucenti, riconoscendola come la Fata dei Boschi. Anche i tre bambini anch’essi con le ali erano sorprendenti. Avevano qualcosa di fatato sopra ogni dubbio e lo scoiattolo che li accompagnava, mostrava i denti pronto alla battaglia.
Occhigialli vedeva in quel mago la parte avida e malvagia che è propria dell’essere umano e voleva combatterla in forma di animale per essere più veloce e astuto. Egli poteva sentire i pensieri del re-mago che come serpi di rovo contorti e affamati, brancolavano in un buio palpabile, fatto di incubi e malsane abitudini. Percepiva le sue paure, i tremiti di terrore mascherati dalle risa stridenti. Vedeva le gocce di sudore scendergli dalla fronte e percorrere i lati del volto gelido, imperlando le tempie e le orecchie. La ruga della bocca tremolava con scatti brevi e improvvisi, rivelando ansia e consapevolezza della propria debolezza.
Il re-mago non voleva certo arrendersi. ‹‹Sei giunta finalmente. Credevo, non saresti più tornata abbandonando il tuo popolo, ma non ti avrei biasimato. Dunque, mi hai portato i tre tesori richiesti?›› - ‹‹Si, eccoli i tesori che chiedi, come vedi sono accanto a me, sono i miei figli.›› - ‹‹Dunque adesso sono di mia proprietà e faranno tutto ciò che ordinerò. È questo il prezzo da pagare.›› rispose quasi ringhiando il mago.
Ebbe paura per un istante, ma apparve al suo fianco la donna alata della radura che l’incoraggiò: “Non temere nulla. Io sono il tuo Angelo Custode, solo tu puoi vedermi. Resterò con te per proteggerti e farti vittoriosa sulle forze del male.”

Sentì allora il coraggio tornarle e proseguì contro il mago: ‹‹Prima devi far uscire le persone che hai incarcerato ingiustamente, altrimenti non avrai nulla.››
I tre bambini, si tenevano per mano silenziosi, d’un tratto Cuore Felice mosse appena le labbra. I suoi occhi erano talmente belli che il re-mago ne fu rapito all’istante, non riuscendo a trattenere il sorriso, tanto la bellezza profonda di Cuor Felice aveva fatto breccia anche in cuore arido come il suo. ‹‹Va bene! Guardie liberate tutti i prigionieri. Tranne la stanza blu, quella lasciatela chiusa. Era la stanza segreta dove si trovava segregato il vero-re.››

Appena le guardie uscirono, con l’ordine di liberare i cittadini tenuti nelle carceri da anni, i tre bambini gridarono insieme: ‹‹Volevi noi? Eccoci stiamo venendo da te.›› Corpo Magico staccò le mani dai fratelli e si raggomitolò assumendo la forma di una tigre gigante.
Nel vedere tale trasformazione, il mago comprese che la potenza dei tre fanciulli poteva distruggerlo, mentre sentiva che il suo potere stava diminuendo. Alzò le braccia per invocare tutto il male possibile e sferrare l’attacco.
Vortice di Luce a quel punto cominciò a piroettare su stesso, accecandolo. Mentre Cuor Felice si alzava in volo e lanciava dalle sue mani petali roventi che bruciavano le vesti del malvagio.
Questi invocò spiriti neri che danzavano con lame d’acciaio davanti a Foglia nel Vento per intimorirla a quel punto Occhigialli tornò uomo e lottò contro le ombre che gli si paravano davanti. Con le mani nude afferrò due lame e iniziò ad affettare gli spiriti neri togliendo loro la forza di colpire ancora e uno ad uno, li sconfisse tutti.
La fata dei boschi cercava di raggiungere il re-mago per togliergli la pietra rossa che aveva compreso essere il suo unico potere. Ma egli aveva materializzato altri esseri malvagi, nati dai meandri più cupi dei suoi incubi notturni che sferravano altri attacchi potenti. La battaglia pareva non finire mai.
Nel frattempo però dall’altra parte del castello, la magia del Popolo Nascosto aveva rotto l’incantesimo sul vero-re.
I loro canti erano penetrati fin dentro la segreta stanza, risvegliandolo dal sonno incantato. Egli ricordando tutto quello che era successo, riuscì a liberarsi dalle corde.
Nella tasca, trovò la chiave preziosa che apriva ogni porta del Castello e corse fino alla torre più alta. Quando si affacciò dal balcone vide la gente del suo regno e richiamando l’attenzione, spiegò cosa era accaduto.
Adesso aveva ripreso la forza ed era pronto a lottare per il suo regno e per tutti loro. Attraversò il castello fino alla grande sala degli specchi e si trovò faccia a faccia con il mago.
Finalmente, come riflessi in uno specchio, erano uno di fronte l’altro. ‹‹Arrenditi ormai non puoi farcela. – gli intimò il vero-re - Siamo più forti noi e le tue illusioni non potranno ingannare ancora.››
Il mago indebolito dalla battaglia, riprese le sue vere sembianze, tentando di sferrare un altro attacco potente con la pietra rossa, ma i canti del Popolo Nascosto erano così forti che lo confusero.
Le sue parole adesso erano farfugliate, Occhigialli in un balzo arrivò dietro al suo collo e con la lama d’acciaio rubata agli spiriti, spezzò la catena del ciondolo, facendo rotolare la pietra rossa fino ai piedi di Foglia nel Vento.
I bimbi allora la presero gridando vittoriosi.
In quel momento tutto il potere del mago si dissolse ed egli cadde in ginocchio sconfitto davanti al vero-re. La battaglia finalmente era finita. La pietra rossa della conoscenza, era nelle mani dei bimbi magici che la consegnarono alla madre: fata dei boschi misteriosi.

Arrivò il giorno del giudizio per il mago truffatore e tutti si radunarono al castello per vederlo condannare. La sala degli specchi vibrava tanto erano forti le grida della gente. "A MORTE! A MORTE." Si sentiva in tutto il villaggio.
Il re sedeva sul trono dorato, solo a lui spettava la decisione finale, ma Foglia nel Vento mossa a compassione vide il mago come un uomo sconfitto, adesso che tutta la sua magia e le sue illusioni erano scomparse.
‹‹No! Non uccidiamolo. - Gridò, provocando nella gente stupore. - Ha perso tutti i suoi poteri, non può più nuocere. Sarà cacciato dal regno e il medaglione con la pietra rossa del potere verrà custodito per sempre dal Popolo Nascosto nella foresta. Nessuno potrà più utilizzarla per fare del male. Vi dico che è ora di tornare alla serenità e vivere felici, uccidere non ci farebbe stare con il cuore contento, una ombra sarebbe sempre lì a offuscare la nostra felicità.››
Il re d’animo nobile, ascoltò le parole sagge della fata dei boschi e fece legge a effetto immediato di ciò ch’ella aveva detto.
Finalmente, il villaggio poteva tornare alle sue tradizioni e Foglia nel Vento, alla sua terra magica con Occhigialli e i loro splendidi figli.


Paola Vergari


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