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L’Omino Delle Strisce

Ecco la prima favola della scrittrice Paola Vergari che ha vinto il 1° premio "Un Prato di Fiabe" di Prato
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C’era una volta, una città di nome Cementina. Era perfetta e ordinata, con le strade ben disegnate e organizzate da strisce bianche per l’attraversamento pedonale, strisce rosse per gli stop, strisce blu per il parcheggio e infine gialle, per le auto dei disabili.
Come ovunque! direte voi. Si certo, però in questa città vi abitava l’Omino delle Strisce e ogni sera faceva il giro delle strade, con il suo furgoncino carico di secchi e pennelli. Controllava che tutto fosse perfetto e se trovava una striscia sbiadita o anche un angolino sciupato, ecco che lui, la ritinteggiava subito e questa tornava più brillante e precisa che mai.

I cittadini, erano molto contenti della loro città ed erano bravissimi guidatori. Si fermavano davanti a tutti gli stop e alle strisce pedonali, per far passare uomini, donne e bambini, i parcheggi erano sempre ben ordinati e le auto in fila. Insomma, Cementina era una città modello, il cui sindaco ne andava fiero e soddisfatto.
Ma un brutto giorno, la città si svegliò con una sorpresa sgradita. Le strade erano completamente prive di strisce. Dalla sera alla mattina, erano scomparse tutte insieme!

Improvvisamente la città era nel caos. I cittadini sembravano impazziti. Le persone litigavano per parcheggiare, guidavano senza aspettare quelli che provenivano da destra e perfino, c’erano persone bloccate ore e ore sui marciapiedi, senza riuscire ad attraversare la strada.
Cementina, era irriconoscibile, senza le sue strisce ordinate e brillanti. Il sindaco, andò di corsa a chiamare l’Omino delle Strisce, che non capendo cosa fosse successo, subito si mise a ridipingerle tutte.
In men di un’ora la città e i cittadini avevano ripreso il loro spirito pacifico e ordinato. Tutto era di nuovo tranquillo. Ma il mattino seguente, l’incubo riapparve. Le strade erano di nuovo senza strisce. E via, di corsa il sindaco chiamò l’Omino, che ridipinse tutto. La città fu salva, ancora una volta.
La storia continuò per una settimana e già qualcuno accusò l’Omino delle Strisce, di saper fare solo pasticci. All’ennesima mattina, vedendo di nuovo la città senza strisce, l’Omino scappò nel bosco per nascondersi dalla vergogna. Stava per allontanarsi per sempre dalla sua amata città, quando sentì ridere a crepapelle. Si avvicinò, quatto quatto fra i rovi, senza farsi sentire e così scoprì tutto il misfatto.

Lo Gnomo dei Boschi, con un aspirapolvere magico aveva aspirato tutte le strisce della città e se la rideva proprio del suo scherzo maligno. ‹‹Che buffi gli umani, non sanno far niente senza le strisce che gli dicono dove andare, dove fermarsi o in che punto camminare. Ah, ah, ah!!! E’ troppo divertente, che bello scherzo mi sono inventato!››
L’Omino delle Strisce voleva dargli una bella lezione, ma sapeva bene che gli gnomi sono magici e non sarebbe mai riuscito ad acciuffarlo. Stava allora per gettare la spugna, quando d’improvviso gli venne un’idea.
Corse a casa ad armeggiare con le sue pitture e i colori. Anche lui sapeva usare la magia e l’ingegno, così inventò una pittura straordinaria, che avrebbe sbalordito tutti, gnomo compreso.
Aspettò che fosse calata la notte. La città era senza strisce da un paio di giorni e lo gnomo era rimasto a dormire nei boschi, soddisfatto e annoiato al contempo. Così in tutta tranquillità, l’Omino iniziò a passare i suoi pennelli sul selciato.

Per le strisce pedonali il bianco e dopo la prima pennellata ecco spuntare margheritine, anemoni e stramonio; rosso per gli stop e subito nacquero fiori di sulla, tulipano e papavero a rosseggiare sulle strade. Poi proseguì con quelle blu per i parcheggi, dove comparvero violette del pensiero profumate, genziana e prunella e per finire sulle strisce gialle dei parcheggi per disabili, fece spuntare ranuncoli e dente di leone.
L’Omino delle Strisce, aveva inventato una miscela di pittura e sementi che faceva nascere i fiori sul cemento. La mattina dopo, la gente guidava lentamente per ammirare la novità e le persone parevano più gentili del solito. Era come passeggiare nel mondo delle fiabe, con colori e profumi meravigliosi.
Da quel giorno, le strisce non scomparvero più, anche se lo gnomo tentò di aspirarle, dispettoso come era, ma le radici non si staccavano e alla fine lo gnomo si arrese, ritirandosi nel bosco da solo.
Tutti si sentivano felici e il sindaco fece un gran proclama, eleggendo l’Omino delle Strisce a eroe cittadino, cambiando perfino il nome alla città da Cementina in Giardinopoli.
A poco a poco, le persone iniziarono a lasciare le auto a casa, passeggiavano a piedi o in bicicletta, per meglio apprezzare i colori e i profumi della loro rinnovata cittadina. Arrivarono anche molti visitatori, tanto che Giardinopoli divenne la città più importante della nazione.
Qualche tempo dopo, anche lo Gnomo venne in città per giocare con farfalle, api e coccinelle, attirate dalla presenza dei fiori. Aveva anche lui, trovato amici con cui giocare in questa città giardino, non era più solo.
Poteva ringraziare l’Omino delle Strisce, che da allora, divenne l’Omino dei Fiori, continuando a girare per la città, con il suo furgoncino carico di semenze e pitture magiche.

Paola Vergari
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Commento inviato da: Elisa in data: 04/12/2017
Molto carina! Ma dovresti stare attenta alle virgole: troppe e improprie.
 
 
 
 
 
 
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