Fiorentini si Cresce

L'estate della cantastorie


La nostra fantastica cantastorie Paola Vergari ci regala la sua ultima chicca prima del suo saluto estivo! ... tutto è magia, ogni cosa che toccate, ascoltate e vedete è meraviglioso perché è vivo e custodisce una storia da scoprire...
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Finalmente è estate e si può stare fuori a godere delle belle giornate, del sole, del mare e dei prati, inseguendo farfalle o gatti, ma soprattutto i sogni che vogliamo tanto realizzare.
Fidatevi bambini, tutto è magia, ogni cosa che toccate, ascoltate e vedete è meraviglioso perché è vivo e custodisce una storia da scoprire.
Vi abbraccio miei adorati e spero di ritrovarvi quando alla fine dell’estate ricomincerà la scuola e la mia penna digitale, che ora metterò nel cassetto insieme al quaderno dei sogni, avrà nuove storie da raccontare.
Nel frattempo non dimenticate Setola, Fiamma e le figlie delle principesse che come voi sono magiche e molto argute.

E adesso, lasciatevi cullare da questa piccola storia di Gianni Rodari, che come sempre fa divertire e al tempo stesso ci dona un po’ di saggezza.
La cantastorie Paola.

 
 
A comprare la città di Stoccolma
Al mercato di Gavirate capitano certi ometti che vendono di tutto, e più bravi di loro a vendere non si sa dove andarli a trovare.
Un venerdì capitò un ometto che vendeva strane cose: il Monte Bianco, l’Oceano Indiano, i mari della Luna e aveva una magnifica parlantina, e dopo un’ora gli era rimasta solo la città di Stoccolma.
La comprò un barbiere, in cambio di un taglio di capelli con frizione. Il barbiere inchiodò tra due specchi il certificato che diceva: “Proprietario della città di Stoccolma”, e lo mostrava orgoglioso ai clienti, rispondendo a tutte le loro domande.
“E’ una città della Svezia, anzi è la capitale”.
“Ha quasi un milione di abitanti, e naturalmente sono tutti miei”.
“C’è anche il mare, si capisce, ma non so chi sia il proprietario”.
Il barbiere, un poco alla volta, mise da parte i soldi, e l’anno scorso andò in Svezia a visitare la sua proprietà.
La città di Stoccolma gli parve meravigliosa, e gli svedesi gentilissimi. Loro non capivano una parola di quello che diceva lui, e lui non capiva mezza parola di quello che gli rispondevano.
“Sono il padrone della città, lo sapete o no? Ve l’hanno fatto, il comunicato?”.
Gli svedesi sorridevano e dicevano di sì, perché non capivano ma erano gentili, e il barbiere si fregava le mani tutto contento.
“Una città simile per un taglio di capelli e una frizione! L’ho proprio pagata a buon mercato”.
E invece si sbagliava e l’aveva pagata troppo. Perché ogni bambino che viene in questo mondo, il mondo intero è tutto suo, e non deve pagarlo neanche un soldo.
Deve soltanto rimboccarsi le maniche, allungare le mani e prenderselo.


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