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Il cane con i paraorecchie

Al via una nuova storia di Paola Vergari: un ragazzo si ritrova a un tratto senza casa, né soldi né cellulare... ma ecco che arriva un buffo cane a dargli un suggerimento vincente per ripartire
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Pier si era ritrovato senza soldi e senza casa dalla sera alla mattina. La casa era sparita con un pouff incredibile, proprio davanti ai suoi occhi. La cosa era stata così repentina che non aveva nulla con sé, neanche il telefonino lasciato per l’appunto in carica proprio dentro casa. “Me misero, me tapino” ripeteva tutto il giorno mentre chiedeva l’elemosina ai passanti, ma nessuno lo degnava di uno sguardo. “Vai a lavorare. Vagabondo.” Gli dicevano alcuni allontanandolo in malo modo. Era così triste e abbattuto che neppure rispondeva ma si accasciava disperato sul marciapiede. Passò di lì un cane, un bellissimo border collie che indossava uno strano paraorecchie. A dire il vero era sotto l’influsso di un sortilegio e il paraorecchie era magico, gliel’aveva dato il suo Angelo protettore per aiutarlo a sciogliere l’incantesimo di cui era vittima. Il cane lo guardò dritto negli occhi e gli disse che aveva un suggerimento da dargli per guadagnar dei soldi, il ragazzo rispose subito che era molto interessato dato che aveva fame e neanche una monetina in tasca.
“Il consiglio che ti do bada bene ragazzino, è antico come il mondo ma val sempre un pochettino.
Quando i soldi nella tazza ti daranno, metti in tasca un soldino e non far danno,
Ed in men che non si dica, senza fare più fatica,
Potrai spendere soltanto, quelli che tu metti accanto.
Se farai quel che ti dico, potrai certo risparmiare, metter via un po’ di soldi e poi dopo comperare:
Pantaloni e camicie più decenti, guanti, sciarpe e palandrane raffinate ed eleganti.
Poi chissà, anche potrai risalire la tua china, ritrovando la fortuna che adesso è assai piccina.”

Il ragazzo era divertito da quel cane simpatico che gli parlava in rima e fu molto grato per l’idea. Non si preoccupò affatto che era stato un cane a dargli quel consiglio, anzi iniziò a metter via le poche monetine lasciate da qualche passante distratto. Quando poco dopo passò di lì un prete con la tonaca e il cappello lasciò cadere due bei soldi dorati, luccicavano come fossero stati d’oro; il ragazzo, ne mise uno in tasca e l’altro lo usò per mangiare. Il giorno dopo passò una ragazza con un cane tutto bianco e profumato e gli mise nel cappello che aveva messo a terra, tre soldi che cadendo tintinnarono e sempre, uno lo infilò in tasca e con gli altri comprò un panino farcito di salse piccanti e gustose. E così via. Il terzo giorno ritornò il cane con il paraorecchie, chiedendogli come andava, il ragazzo fu così felice di rivederlo che comprò per lui una bella salsiccia gustosa; visto che il sistema di metter via un soldino gli stava ridando la gioia perduta.

“Molto bene sono contento, che i consigli non si son mesciati al vento.
Ma se tu vuoi guadagnare, un servizio un po’ speciale ora devi organizzare.
Dimmi tu in cosa eccelli, per proporre alla gente delle idee o dei modelli.”
Ma il ragazzo si sentì molto triste perché non sapeva fare niente di bello e artistico. “Sai signor cane, io so solo rispondere al telefono e non ho più nemmeno quello.” Il cane dalle strane paraorecchie, lo guardò dritto negli occhi e gli disse:
“Ora ascolta un’altra volta il consiglio e vedrai, che ben presto molto ricco certo tu diventerai.
Ti confido amico mio quel che il vento un giorno ha detto, il destino tu lo sai per ognuno è perfetto.
Il segreto che ti dico è una grande verità, sposerai una fanciulla di tue stesse qualità.”

Il ragazzo restò sbigottito, non aveva mai aspirato tanto, non se lo fece dire due volte e ascoltò attentamente le parole del cane. E così mise un cartello davanti alla sua tazza.
RISPONDO AL TELEFONO PER VOI, AL COSTO DI 1 SOLDO A TELEFONATA.
Erano passati due giorni e la gente passava tirando di lungo tanto che stava per buttare il foglio, quando si avvicinò un prete con la tonaca per parlargli in gran segreto. “Ti darò due soldi se telefoni a questo numero e parli bene di me con il Vescovo della città”. Gli disse, e Pier che quasi non ci credeva, gli rispose: “Certamente, con gran piacere, vi farò delle lodi che non avete mai sentito Don Meravigliosissimo, Padre Onorato.” Tanto per far capire di cosa fosse capace. “Però vi devo dire che non ho un telefono, dovrete darmi il vostro. Ma state tranquillo, farò in modo che il Vescovo vi promuova a suo prediletto.” Il prete subito sistemò la faccenda e cancellò la traccia del suo numero per farglielo usare. Pier finalmente fece la sua prima telefonata e ricevette due soldi. Non passò molto tempo che si avvicinò un signore elegante e ben vestito, anch’egli chiese di fare una telefonata al suo posto, doveva in questo caso trovare scuse varie per l’assenza del signore medesimo, alla conferenza mondiale dei più ricchi del mondo. Pier era felice, in poco tempo aveva già due clienti e l’uomo che aveva di fronte era molto ricco e generoso, infatti gli diede ben dieci soldi anche per mantenere il segreto. Andò avanti tutta la giornata e in men che non si dica aveva guadagnato cento soldi. Era felicissimo, così dopo aver mangiato una crèpes, andò a comprarsi un nuovo telefono tutto per se. Ma quando stava per entrare nel negozio, si rese conto che non aveva un luogo dove poter ricaricare la spina, era senza casa e nessuno avrebbe accettato di ospitarlo per tenere in carica il cellulare, sporco e mal vestito quale era, lo avrebbero cacciato di certo. “Dovrò aspettare e guadagnare ancora un poco per comprarmi abiti nuovi, magari dormire in una pensioncina per lavarmi e riposare meglio.” Così si mise d’impegno a far telefonate per altra gente ed inventare elogi o scuse enormi, tutte cose molto arzigogolate che non sarebbero venute in mente a nessuno.


Cosa succederà? lo scopriremo nelle prossime due settimane.
Paola Vergari
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