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Il cane con i paraorecchie

Terzo e ultimo episodio della favola firmata Paola Vergari: finalmente ogni cosa torna al suo posto, e il cane si trasforma in... buona lettura!
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Passarono tre giorni e hai voglia a urlare, piangere o pregare... quella donna era di pietra e a lui toccò perfino mangiare le ghiande, perché la fame a un certo punto si fece sentire seriamente. Passarono dieci giorni e il giovane era magrissimo e quasi moribondo, la disperazione era tanta che decise di calarsi dalla finestra, così fece un nodo alle lenzuola e legandole bene a un mobile pesante, le buttò giù dalla finestra ma vide che queste non arrivavano che a metà della casa; il salto era molto alto e lui debole com’era, si sarebbe fatto certo male. Guardò il cielo che albeggiava e sospirò, la sua vita stava per finire.

“Tanto ho patito da giovane e ora che avevo creduto di essere a posto per sempre, mi capita questa cosa terribile.” Gli venne da piangere e le sue lacrime scesero copiose fino a terra, ma un certo punto gli balenò un’idea. Il Palazzo Ducale era proprio di fronte e con le lenzuola, poteva provare a fare una fionda, si ricordò che aveva un sasso nascosto in un cassetto, lo aveva messo lì tanto tempo prima per scaramanzia. Quella era la sua unica possibilità. Preparò la fionda strappando una striscia dal lenzuolo di lino bianco e ci mise il sasso dentro. Cominciò a roteare da dentro la stanza così forte che tutto intorno si rompeva e cadeva per terra. La moglie si svegliò, sentiva dei sibili e spaventata cercò di capire cosa succedesse dentro la camera. Si mise carponi a guardare dalla fessura della porta che aveva fatto per far passare il cibo, ma vedeva soltanto i piedi del marito che saltellavano e roteavano vorticosamente fino a quando il turbine che si era creato nella stanza, non fece spiaccicare il piatto di ghiande sul suo occhio curioso facendolo diventare nero. Pier, quando sentì che era il momento giusto fece il suo scatto, la sua mossa segreta e la pietra uscì dalla fionda finendo precisamente sotto la finestra a destra del Palazzo.

In quell’istante stesso, la finestra si aprì e una fanciulla bellissima si affacciò gridando di gioia. Poi l’uomo enorme che stava di guardia si precipitò fuori ma non fece due passi che si trasformò in un orso e corse via dalla città. Il palazzo stesso, iniziò una trasformazione aprendosi varchi e rompendosi porte. Lui dalla finestra non riusciva a credere ai suoi occhi, soprattutto quando vide arrivare il cane con i paraorecchie nella piazza e in men di un secondo, lo vide trasformarsi in un uomo. Pier senza perder tempo, dalla finestra gli gridò “Aiutami amico mio, sono prigioniero, vieni a salvarmi o morirò.” L’uomo che era stato il suo amico cane, sguainò la spada che aveva al fianco ed entrò in casa facendosi largo fra i servitori che lo ammonivano e a Khira che non voleva farlo passare. “Toglietevi di lì devo salvare il mio amico, o vi ucciderò infilzandovi uno a uno.” Khira spaventata iniziò a gridare e corse via dalla casa lasciando la città per sempre.

Finalmente i due amici si ritrovarono e abbracciarono. Pier era stupefatto, “Ma cosa è successo, tu puoi spiegarmi questa trasformazione?” - “Certamente, ora saprai tutto e ne sarai felice come me. Vedi, l’uomo che era nel palazzo era un mago crudele che aveva fatto un sortilegio su di me e Soledad mia sorella. Lei prigioniera al castello non poteva parlare, ne camminare e a me aveva ridotto come un cane, trovai il paraorecchie in una fattoria dove avevo da guardare le pecore. Era nascosto nel granaio e visto che faceva molto freddo le indossai e subito mi accorsi del loro potere magico, potevo udire ciò che le persone dicevano in gran segreto. Mi apparve poi il mio Angelo Custode dicendomi che erano per me l’unica possibilità per spezzare l’incantesimo del mago.

Tornai in città e sotto le finestre sentii il mago che raccontava a Soledad, l’unico modo per spezzare l’incantesimo. Egli la tormentava in modo crudele, visto che non avrebbe potuto raccontarmelo mai. Solo un ragazzo sfortunato ma intelligente avrebbe potuto spezzare l’incantesimo, diceva e quando ti ho visto lungo il marciapiede ho capito che eri tu quel ragazzo. Sono certo che mia sorella appena ti vedrà, s’innamorerà di te e così noi diventeremo come fratelli. Sei stato molto coraggioso e forte, non ci speravo più, ma adesso devi rifocillarti e i tuoi servi ti aiuteranno, quanto a me ho ancora due cosette da sistemare.” - “Ma io sono sposato.” - “Tua moglie se ne è andata già da parecchio, non ti ha mai amato e faremo fare lo scioglimento del matrimonio da mio zio il re, stai tranquillo. Da adesso in poi non dovrai più temere nulla.” - “C’è un’altra cosa misteriosa che vorrei sapere, come facevi a parlare e poi perché parlavi in rima e ora non lo fai più?” - “Il potere dei paraorecchie mi permetteva di poter parlare solo a una persona e solo in rima. Il mio Angelo Custode a volte è un po’ giocherellone.” Risero felici, finalmente tutto si stava sistemando. Pier però era ancora molto debole e gli ci vollero due settimane per ritornare forte e vigoroso come un tempo. La moglie era scomparsa e di lei non si avevano notizie, intanto il re aveva pronunciato lo scioglimento e lui ora poteva conoscere Soledad, la fanciulla dei suoi sogni.

Il crudele mago che aveva fatto l’incantesimo, aveva capito che Pier stava per spezzarlo per questo si era trasformato in uno dei medici e aveva convinto Khira a fare ciò che aveva fatto. Entrambi sconfitti, fuggiti dalla città, si erano poi incontrati di nuovo lungo la strada che portava alla montagna sacra. Si sistemarono in una capanna nel bosco alle pendici della montagna, entrambi attirati dalla malvagità e dal possesso dell’altro, erano felici insieme a modo loro ma anche infelici abbastanza per come erano fatti. Si tiravano piatti e pentoloni da mattina a sera, per poi far pace quando il sole tramontava, ma solo fino all’alba.

Per ritornare alla nostra storia, il giovane Pier e la Duchessa Soledad erano proprio fatti l’uno per l’altra, come aveva detto il cane con i paraorecchie che in cuor suo aveva sempre sperato in un lieto fine, e così fu.
Da quel giorno Pier fu davvero felice con Soledad la sua sposa e con il cane-amico ora fratello, vivendo i giorni come più aveva desiderato. Soledad ripresa la parola e il movimento, si rivelò una poetessa sublime e anche una alpinista molto esperta, con Pier aveva ritrovato la felicità e non desiderava altro.
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