Fiorentini si Cresce

Hjaij e il Gelato al Cocco


Questa settimana la nostra scrittrice di favole Paola Vergari ci porta nel mondo delle sirene per raccontarci una storia allegra e leggera
Dove
Quando
  
Ingresso
Contatti
Tel:
Fax:
Consigliato a

Un delfino, una tartaruga e una sirena si erano conosciuti nelle calde acque del Madagascar e avevano deciso di andare in giro per i sette mari. Volevano conoscere il mondo e anche se era una strana compagnia, in realtà si divertivano moltissimo insieme.
Il delfino infatti con i suoi salti fuori dall’acqua era il più divertente e la Sirena non riusciva a batterlo in velocità, d’altra parte la tartaruga era un buon punto di appoggio quando erano stanchi, soprattutto Hjaij la sirena trascorreva molte ore sul suo dorso ad asciugare i lunghi capelli color delle alghe e dei coralli.

Un giorno il delfino propose di andare nelle correnti del Golfo del Messico dove sapeva che vi si trovavano molte specie simili a loro. Hjaij subito si incuriosì, infatti non era facile per lei trovare altre sirene e sireni. La maggior parte si era rintanata nelle acque segrete di un mare sconosciuto agli uomini, nascosto da rocce e coralli impenetrabili. Ma a lei non piaceva vivere nascosta, in fondo era figlia del mare e voleva percorrerlo tutto prima di diventare vecchia e sorda.
Il mare infatti per lei era la musica più bella. Ogni luogo aveva una melodia diversa che solo se restava ad occhi chiusi poteva udirla. Certe volte il rumore del mare era abbastanza forte e anche il Delfino e la Tartaruga lo udivano, ma per lo più, ci volevano le sensibili branchie di Hjaij per apprezzarlo.
Il viaggio fu lungo, ci volle più di un anno per arrivare al Golfo del Messico, ma le loro aspettative furono ripagate. Il mare era di un azzurro incredibile e il calore della corrente molto ristoratrice. La Tartaruga finalmente si sentiva libera e spesso usciva dall’acqua si inerpicava su qualche scogliera e poi si buttava in acqua con dei tuffi incredibili, spagliando acqua per un kilometro almeno.
Il delfino d’altro canto aveva conosciuto appena arrivato una delfina molto simpatica e con lei nuotava per tutto il bacino, raccogliendo conchiglie per conquistarla e facendo i salti più alti che poteva per impressionarla. La sirenetta invece, a parte la bellezza del luogo, non aveva trovato quel che sperava, insomma nessun sireno, nessuna amica con la quale chiacchierare. Si stava rassegnando alla sua vita solitaria di viaggiatrice impenitente, quando, mentre nuotava accanto ad una barca non le cadde sul volto qualcosa di freddo e appiccicoso. Con le mani si pulì il volto, la poltiglia aveva un buon odore e l’assaggiò, il sapore era squisito, ‹‹dev’essere un planton particolare, così dolce non l’ho mai sentito.›› In quel mentre si affacciarono due bambini dalla barca piagnucolando circa un gelato caduto. Hjaij si tuffò subito sott’acqua per non farsi riconoscere ma riuscì a capire che quello strano planton si chiamava gelato.

Nei giorni a seguire, la curiosità per quello strano cibo le tornò in mente e decise di riavvicinarsi ad una barca, ma nulla accadde, allora il suo avvicinamento agli esseri umani divenne sempre più audace, fino a quando non arrivò alla costa dove un porticciolo aveva uno speciale bar affacciato sul mare. L’odore del gelato le era arrivato forte e chiaro e così si accostò al bancone dove un giovane barista stava preparando delle bellissime coppe di gelato al cocco. Hjaij si sporse per prenderne una mentre il ragazzo era girato e riuscì a rubarla ma questi sentendo uno strano movimento si girò appena in tempo per vedere la sua coda inabissarsi. Rise pensando fosse stato un delfino a rubare le sue coppe al cocco. Siccome la cosa si ripeté anche nei giorni a seguire, il ragazzo mise una telecamera per riprendere la scena e buttarla su You-tube. Potete ben immaginare la sorpresa quando nel rivedere il video gli apparve davanti la figura sinuosa di una fanciulla con la coda di pesce al posto delle gambe. Pensò a uno scherzo di qualche burlone, ma non volle demordere e continuò a preparare il gelato al cocco per attirare la strana creatura. Aveva intenzione di catturarla, così se fosse stato uno scherzo avrebbe potuto smascherarla e se invece era davvero una sirena, sarebbe diventato l’uomo più famoso della terra. Il gelato al cocco era in bella vista quel giorno, ne aveva messo così tanto che Hjaij avrebbe potuto farci il bagno dentro. La sirena come al solito, dopo aver nuotato tutto il giorno nel mare blu del Golfo si diresse dove il suo gelato plancton era a disposizione. Ne andava pazza e non sapeva più rinunciarvi. Quel giorno aveva invitato anche i suoi amici, il delfino con la sua nuova compagna e la tartaruga marina. Arrivarono tutti puntuali quando il sole cominciava a inabissarsi, a scaldare meno. L’aria era frizzante e le correnti cambiavano direzione. Hjaij aveva messo nei capelli delle conchiglie per abbellire la sua chioma rossa e le alghe intrecciate la facevano luccicare. Il barista era pronto con la sua rete che avrebbe azionato appena la sirena si sarebbe sporta sul bancone per afferrare il gelato. Dalla telecamera e dagli specchi posizionati, vide che aveva compagnia. Questo avrebbe potuto essere un problema ma doveva tentare l’impossibile. Era ormai certo si trattasse di una sirena.
Hjaij si avvicinò e proprio mentre stava prendendo il gelato si sentì trascinare in alto fuori dall’acqua. I delfini e la tartaruga le gridarono di tuffarsi, ma la rete era alta e lei non riusciva a liberarsi. Dopo essersi divincolata per almeno mezz’ora, vide avvicinarsi l’uomo. Aveva una cosa strana tra le mani e la fissava. Temeva che la volesse mangiare e mostrò i denti, alzò le mani ed emise il suo grido a ultrasuoni di battaglia. Il ragazzo d’improvviso si mise le mani alle orecchie piegandosi in due per terra. Il suo grido era potente abbastanza da metterlo in ginocchio, ma il tempo passava e lei restava appesa. Era stanca e l’aria cominciava a seccarle la coda. Sentiva di muoversi sempre meno, fino a quando non cadde in un sonno profondo.
L’uomo le aveva sparato una siringa narcotizzante per poterla scendere e osservare da vicino.
Fu tentato di chiamare i giornalisti per attuare il suo piano di diventare famoso, ma la bellezza selvaggia della sirena lo aveva ammaliato. Si era chiesto cosa ne sarebbe stato di quella creatura. Probabilmente l’avrebbero messa in un acquario per attirare i turisti, o peggio l’avrebbero uccisa per studiarla e farne una cavia da laboratorio. Si sentì responsabile per quella creatura e decise di rimetterla nell’acqua e ridarle la libertà. Da lontano i delfini e la tartaruga avevano visto tutto e quando Hjaij si risvegliò le raccontarono quello che era accaduto.

La sirena allora volle tornare dal ragazzo per ringraziarlo di averla liberata e quando arrivò al bancone, aspettò che lui fosse girato per farsi vedere. Thomas rideva e i suoi denti bianchi erano come perle infilate. Lei iniziò a parlare ma subito si rese conto che non avevano lo stesso linguaggio. Allora comunicò con il pensiero come aveva imparato dal suo amico delfino, ma Thomas non era avvezzo a queste cose e gli pareva di sognare. Sentiva nella sua testa le parole di lei, ma pensava di immaginare la loro conversazione fino a quando Hjaij le disse che voleva un gelato al gusto di plancton perché del cocco si era stufata. Il ragazzo comprese che non poteva essere stata una sua idea, di certo la sirena gli parlava in un modo strano e misterioso.
La tartaruga se ne andò per la sua strada e i due delfini proseguirono il loro canto d’amore. Thomas e Hjaij erano diventati amici e da quel giorno non si lasciarono più, inventando gusti di gelato molto speciali, imparando a conoscersi e diventando famosi in tutti la Baja per il gelato più originale della zona.

Paola Vergari


Newsletter

(c) 2018 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini