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Firhr e le Antenne Paraboliche

Una deliziosa storia fatata per imparare la gioia della condivisione. Di Paola Vergari
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Nel Bosco Fatato, viveva una fatina bella e simpatica ma soprattutto molto creativa. Tra le sue invenzioni quelle che preferiva, erano le sue antenne speciali.
Tutte le fatine del Bosco, avevano antenne naturali simili a quelle delle farfalle ma lei, dopo averci sistemato dei bellissimi fili di rame e altre cose trovate qua e là, le aveva trasformate e adesso prendevano i canali delle tv satellitari. Insomma erano diventate due Antenne Paraboliche, proprio come quelle che gli umani mettono in casa.

Firhr, così si chiamava, con il pensiero si sintonizzava su un paese del mondo ed ecco che subito riceveva tutte le trasmissioni televisive. Poi, per poterle vedere insieme alle sue sorelle, puntava il dito indice sul Grande Albero di Platano e in un battibaleno, ecco comparire le immagini come fosse una televisione digitale. Delle duecentotré sorelle, lei era l’unica ad avere antenne così potenti, quindi, figuratevi come la cercavano tutte quante per poter seguire i loro show preferiti.

Tutto scorreva tranquillo nel Bosco Fatato, quando un brutto giorno Firhr si svegliò tutta sola, nessuna rispondeva al suo richiamo, nessuna la cercava per guardare in tv cosa succedeva a Valdivostok, a Flin Flon o a Samarinda, le città che più amava per la visione mattutina.
Per l’intera giornata, con le ali di libellula volò ovunque per cercarle. Andò fin dentro la Grotta di Lapislazzuli, poi girò tutt’intorno al Laghetto degli Unicorni e perfino le immaginò cadute in letargo, nascoste nei gherigli di noce o sotto ai petali della Damascena.

‹‹Che mistero è mai questo? - Si disse ad un certo punto. - Forse se mi sintonizzo sul telegiornale della città, diranno di qualche fatto straordinario, che potrà essere motivo della loro scomparsa.›› Dopo alcuni interminabili minuti di pubblicità, il telegiornale fece la sua comparsa, ma Firhr restò delusa, nulla di particolare venne detto a proposito di fatine scomparse. Stava per staccare la sintonizzazione, quando in una pubblicità, ecco che ebbe svelato il mistero della loro scomparsa.

‹‹Tutta colpa del Black Friday, adesso anche nella Valle della Magia vendono antenne portatili a metà prezzo. Di sicuro le avranno comprate con i soldi trovati nel pozzo dell’arcobaleno.›› Le sue duecentodue sorelle, si erano lamentate spesso di non poter scegliere i programmi che desideravano. Era chiaro che avevano acquistato le antenne, per poter guardare ciò che volevano senza discutere ogni volta con lei.

Si ricordò che non aveva mai dato ascolto alle loro lamentele, continuando a dettar legge! Solo adesso, comprese che nessuna delle sue sorelle fatate, l’avrebbe più cercata per vedere insieme gli spettacoli satellitari. ‹‹Sono pentita, di essere stata così prepotente. Potessi tornare indietro non lo farei più.›› disse a gran voce, ma il Bosco Fatato era silente e il suo cuoricino si strinse di tristezza e malinconia.
A Firhr non restava che andare dalla vecchia zia, una maga un po’ bislacca e senza ali che conosceva tanti sortilegi d’amore e protezione. ‹‹Zietta cara, sono venuta a cercare conforto e aiuto. Le mie sorelle sono tutte scomparse. Di sicuro, ognuna ha un’antenna per la tv, ma soprattutto non so dove siano andate. Aiutami a ritrovarle.›› La vecchia maga fece un po’ di segni strani nell’aria e bevve succo di corteccia d’Acero, poi disse a Firhr di volare al Grande Platano e sintonizzarsi sui programmi preferiti delle sorelle e restare lì ad aspettarle con pazienza.

Il suo cuore si allargò pieno di speranza, tornò alla radura e si mise seduta sulla sua roccia preferita, puntò il dito sulla corteccia maestosa e cercò i canali che amavano le sue sorelle e che lei generalmente, interrompeva spazientita. Come le sembravano belli adesso, anzi molto più belli di quelli che voleva vedere lei. Le lacrime scendevano dalle sue gote rosa trasformandosi subito in bellissimi fior d’iperico.
Si sa, le fate son sempre magiche e ogni loro azione porta con se la nascita di nuove cose.

Giunse il tramonto e la luna spuntò dietro il monte. Che nostalgia aveva delle sue care sorelle! Sentiva il silenzio del bosco e le mancavano le risate e i commenti sommessi. Sconsolata, stava per andarsene per sempre da quel luogo che ora le dava dolore, ma udì più voci che la chiamavano e le dicevano di fermarsi. D’improvviso Firhr si ritrovò circondata dalle sorelle. Erano tornate tutte nel Bosco Fatato, attirate dalle canzoncine festose delle pubblicità da loro tanto amate. Si abbracciarono felici di essersi ritrovate, Firhr da quel giorno promise di non essere più testarda e di ascoltare le loro richieste e le sorelle le raccontarono che da quando avevano preso le antenne e se ne erano andate ognuna in un luogo solitario, non erano più state felici. Si promisero così, di stare sempre insieme e di condividere ciò che avevano perché stare da sole, non era stato né bello, né divertente.

‹‹Cosa faremo con tutte queste antenne adesso?›› Disse una delle fatine. A Firhr, immediatamente le venne una idea bellissima.
‹‹Le trasformeremo in ombrelli volanti e li daremo ai folletti nostri amici. Hanno sempre mal di piedi e ci invidiano le nostri belle ali. Che ne dite sorelle mie?›› L’idea fu approvata all’unanimità. Con qualche formula magica e due colpetti di bacchetta, ecco che le antenne divennero dei meravigliosi ombrelli volanti.
I folletti del Bosco rimasero estasiati del bellissimo regalo e per ringraziare le fatine, decisero di aiutarle. Da quel giorno, volarono per il mondo in cerca di bambini bravi per esaudire i loro sogni e desideri, proprio come facevano Firhr e le sue duecentodue sorelle.
Tutti adesso nel Bosco Fatato, vivevano felici e contenti. Avevano capito che non conta ciò che si possiede, ma come lo si usa e soprattutto con chi si condivide. Perché la vera gioia è stare insieme e aiutarsi sempre.

Paola Vergari
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