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Liberiamo le emozioni

La maggior parte delle persone è stata cresciuta con la credenza che si debba essere forti e non far trasparire le proprie debolezze. Ma questo ci fa bene alla salute? Di Elisa Staderini
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Le brave bambine per essere davvero brave, non devono arrabbiarsi. Non si fa. Non è da persone educate!
E i bravi bambini invece? Beh, loro non devono piangere. I maschi non piangono mai, sono forti. Non possono dare l’idea di essere deboli.

Così generazione dopo generazione, alleviamo ragazzi colmi di emozioni represse e incapaci di lasciarsi andare a un pianto liberatorio.
Ma piangere non è affatto una debolezza. E concedersi una sfuriata quando se ne sente proprio la necessità, non è maleducazione. Consideriamolo per quello che è: solo uno stato temporaneo per sfogare il sentimento opprimente che in quel momento arriva e spinge forte. Piuttosto che reprimerlo andando a nasconderlo sempre più in profondità nell’inconscio, lasciamo invece che possa fluire così da lasciarlo andare.

Perché provare emozioni è diverso dall’esprimerle e solo in questo secondo caso si è in grado di liberare davvero l’energia negativa accumulata.

Quando le emozioni vengono negate possono diventare fonte di stress e malattie croniche. Sapete quante malattie derivano per esempio dalla rabbia repressa o dalla frustrazione? La rabbia può scaturire dalla sensazione di essere stati trattati in modo ingiusto, di non essere capiti, di non riuscire ad ottenere ciò che desideriamo. Se repressa o mal gestita, è risaputo in campo medico quanto sia dannosa per il cuore oltre che per altri organi vitali come il fegato. Non a caso si dice infatti “farsi venire mal di fegato” o “sputare bile” quando si è arrabbiati.

Cari genitori, se vogliamo che i nostri figli crescano e si trasformino in adulti sani a tutti i livelli, insegniamogli fin da subito a esprimere sé stessi attraverso il proprio corpo. Diciamo loro che se sentono dolore perché si sono fatti male, o perché attraversano un momento difficile, possono piangere. Anzi, gli fa bene farlo! Ma soprattutto... che siano maschi o femmine, è la stessa cosa.
Facciamogli capire che come esseri umani è normale vivere migliaia di emozioni durante un solo giorno. L’importante è accoglierle, viverle e poi lasciarle andare via.

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