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Educazione al denaro

Come riprogrammare i nostri bambini ad un corretto rapporto con l'energia denaro?
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L’anima del denaro non è né buona né cattiva, è soltanto un’energia neutra ma che spesso confondiamo con qualcosa di "sporco".
Fare denaro rende forse più cattivi, o meno inclini alla purezza dei bambini?

Cosa insegnamo ai figli a proposito di questo tipo d’energia? Magari che toccare le monete o le banconote è un male, che si possono raccogliere germi di chi le ha toccate prima di noi? Oppure diciamo loro che occorrono sudore e gran fatica per rascimolarne un po' a fine mese?
Magari chiediamo ai bimbi di risparmiare il proprio gruzzoletto proprio perché “non si sa mai”… facendo crescere nelle loro menti l’idea che i soldi scarseggiano ora e che domani saranno ancora meno.

Bisogna tener conto che i piccoli imparano dagli adulti, sono proprio come spugne che prendono tutto quello che hanno intorno a loro, nel proprio ambiente, come verità assoluta. Quindi se si insegna ai piccoli che maneggiando monete poi c'è il rischio di un raffreddore, registreranno nel loro subconscio un tipo di credenza assai limitante del tipo: "il denaro è sporco, non si tocca! Meglio starci lontano".
E cosa pensate che accadrà nella loro vita? Visto che il DNA memorizza credenze e programmi, il loro avvenire sarà gestito da tali programmi che in automatico faranno in modo di tenerli lontani dall’agio e dalla ricchezza.

Non è certamente un bene dare ai bambini più di quanto hanno effettivamente bisogno. È importante sì, che si rendano conto del valore del denaro stesso ma ancor più importante sarebbe che impararessero a vederlo come un’energia del dare e del ricevere.

Nell’universo tutto funziona secondo tale criterio, dunque se ottengo qualcosa e in cambio do dell'altro, allora c’è equilibrio e tutto funziona. Ma se ricevo e basta senza rendere niente indietro si entra in disequilibrio.

Proviamo a insegnare ai figli il valore della beneficenza per esempio. Quando ricevono un regalo in denaro, proviamo a proporre loro di dare qualcosina a chi ha meno di loro. E insegnamo loro a sentire la profonda gratitudine per aver ricevuto e il senso dell’amore che potranno provare regalando a loro volta.
Senza essere giudicanti né oppressivi, proviamo a dire ai nostri figli: "sei stato davvero bravo oggi, ti meriti una borsa di carezze in più rispetto a ieri". Piuttosto che dire: "ti pago perche mi hai aiutato in giardino…" Facciamo che l’energia del denaro rimanga neutra senza dover coinvolgere affetti ed emozioni familiari.

Più sentiranno ripetere dalle famiglie, scuola e mass media che siamo in tempo di crisi e più che quest’energia di crisi tenderà a rafforzarsi e a prendere il sopravvento. Anche se per molti è difficile, proviamo a distaccarci dal concetto di crisi per protenderci di più verso l’abbondanza. Il pensiero dell’uomo ha potere creativo, dunque a seconda dei pensieri che vengono fatti dalla società e inviati nell’etere, si ha un rafforzamento di un qualcosa. Evitiamo quindi di rendere ancor più potente la crisi pensando invece alla gratitudine: per cosa possiamo essere felici e grati oggi?

Un bellissimo gioco da fare insieme ai bambini a fine giornata è chiedersi: per cosa posso ringraziare? Per il bellissimo voto a scuola, per la merenda che mi ha preparato la mamma, per i quaderni nuovi… per il bacio della buona notte, per il mio piatto preferito a cena, per l’amore dei nonni…
E per cos’altro? Beh, per il denaro che posso usare quando mi serve!


Per scoprire come eliminare i blocchi che ostacolano l'attrazione del denaro nella propria vita, leggi l'approfondimento

Di E. Staderini

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