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Ah, se solo avessi i genitori di…

Non credo che esistano famiglie alla “mulino bianco” dove è sempre tutto perfetto, anche durante il temporale. Chi non ha sperimentato qualche burrasca in casa nata da una piccola incomprensione tra genitori e figli? Di Elisa Staderini
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E magari proprio durante una di queste brutte discussioni possono volare parole come “ah, quanto vorrei avere genitori diversi... e invece mi siete capitati voi!” Beh, per nostra fortuna cari genitori, c’è chi smentisce i nostri pargoli!

Secondo moltissime filosofie infatti sarebbero proprio i bambini a scegliersi i genitori, anche se una volta nati, non si ricorderebbero più i propri piani pre-vita.
Già il filosofo Plotino nel secondo secolo dopo Cristo, sosteneva che ci scegliamo un corpo, i genitori, il luogo e la vita che sarà più adatta per l’evoluzione dell’anima. E lo psicoanalista James Hillman (1926- 2011) affermava che il nostro destino è frutto di una scelta prenatale consapevole.
Dello stesso parere è anche il giornalista Robert Schwartz che dal 2003 scrive che prima di nascere fisicamente in un corpo, siamo in grado di programmare la nostra esistenza, senza escludere le sfide che vogliamo affrontare, in modo da poter crescere ed evolvere a livello animico. Sempre secondo Schwartz, non solo ci scegliamo i nostri genitori prima di “esistere” sul piano fisico, ma gli studi che faremo, le case in cui vivremo, le relazioni che stringeremo.
A proposito di relazioni, se magari avete vissuto la strana sensazione di conoscere già una persona appena incontrata, si potrebbe pensare che davvero quella persona faccia parte della vostra programmazione prenatale!

Da questo punto di vista potremo così dedurre che genitori e figli si aiuterebbero a superare ostacoli che in qualche modo li legano, come in una sorta di allenamento per l’anima. Se abbiamo scelto proprio i nostri genitori, proprio quella coppia piuttosto che altri due, beh allora la logica conseguenza è che solo con loro avremmo potuto imparare determinate lezioni che ci servivano!

Pochi giorni fa il mio piccolo quasi undicenne insisteva sul volere un telefono. Puntava sul fatto che molti dei suoi compagni ce l’hanno e arrivato all’esasperazione mi ha fatto presente che i genitori di Tizio e di Caio sono molto meglio di me perché loro hanno concesso il cellulare sia a Tizio che a Caio. Senza farmi intrappolare nel suo gioco ho usato una mia tecnica speciale: gli ho ricordato che è stato solo lui a scegliermi come madre, brava o no, cattiva o buona e... chissà come, ma la tensione anche questa volta si è dissolta in una bolla di sapone.
Mi ha guardata, ha buttato gli occhi al cielo e ha esclamato: “ah già… che scemo che ero da grande!”, a quel punto è partita una grande risata.



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