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Dottoressa Francesca Poggiali: Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

 
Da anni lavora sia con bambini che con le loro famiglie. La sua formazione, in Italia e all'estero, è di tipo cognitivo-comportamentale. Organizza regolarmente gruppi psicoeducativi a tema, laboratori creativi per bambini e gruppi di Parent Training e Comunicazione Emotiva, volti a fornire a genitori e nonni, strumenti pratici di prevenzione e gestione delle problematiche comportamentali perché il bambino non è mai sbagliato, né tantomeno può esserlo il sentimento che sta provando. E'il comportamento che può essere sbagliato!
Dove
Studio in Piazza Cannicci, 6 Scandicci (Fi)
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Tel: 3471865130
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La Dottoressa Francesca Poggiali ha collaborato con l'Università di Londra, lavorato come Analista Comportamentale con bambini autistici, collaborato con la Neuropsichiatria di Siena e diretto l'èquipe psicologica della struttura Neuropsichiatrica Villa dei Pini, Firenze.

L'impostazione di tipo cognitivo-comportamentale prevede un ruolo attivo dei genitori, come modello positivo per i figli e veicolo di cambiamento ed evoluzione.
Molto spazio viene dedicato allo sviluppo di competenze di “comunicazione emotiva”, che permettano ai genitori di imparare a riconoscere e legittimare le emozioni proprie e dei loro figli, imparando a dare un nome a ciò che provano e canalizzando l'energia insita in ogni emozione in modo costruttivo. Solo se il genitore è un buon comunicatore ci si può aspettare che anche il bambino/figlio lo sia.

La Dottoressa Francesca Poggiali si occupa anche di terapia individuale e di coppia, a orientamento cognitivo-comportamentale.


COMUNICAZIONE EMOTIVA
Nella nostra società siamo abituati a valorizzare molto la dimensione del “fare”, piuttosto a quella dell' “essere”, della prestazione, rispetto al sentimento e tale atteggiamento di base si riflette anche nel modo in cui comunichiamo.
Possiamo provare a introdurre la variabile “emozione” all'interno delle nostre comunicazioni, senza temere di venirne travolti, come se parlassimo di un cavallo impazzito da dover domare? La risposta è SI'!
L'emozione è sempre un segnale, un utile alleato da saper riconoscere ed utilizzare per rendere le nostre comunicazioni più efficaci.
Ogni emozione porta con sé tre componenti: fisiologica (sensazioni fisiche connesse all'attivazione dell'organismo), cognitiva (pensieri connessi a ciò che stiamo provando), comportamentale (spinta all'azione).
Ad esempio, l'ansia per una prova da sostenere può essere costituita da sensazioni fisiche come tachicardia, sudorazione, tremore (frutto del rilascio di adrenalina nell'organismo), pensieri del tipo “non ce la farò mai” (frutto di una interpretazione cognitiva catastrofica dell'evento), impulso ad evitare la prova (spinta all'azione conseguente all'interpretazione cognitiva).

La comunciazione emotiva consiste nell'insieme di abilità che permettono ad un individuo di essere consapevole delle proprie emozioni e di utilizzarle in modo funzionale nella relazione con l'altro.
Per insegnare la comunicazione emotiva ai bambini è necessario porsi come modello, essere cioè i primi ad amare le nostre emozioni, smettendo di etichettarle come “buone” o “cattive” a favore di una più utile distinzione fra ben gestite o mal gestite.
Tutte le emozioni infatti, essendo preziosi segnali, sono utili, è la loro gestione che può essere più o meno funzionale.
Come adulti possiamo insegnare ai bambini a dare un nome a ciò che stanno provando, aiutandoli a stabilire una connessione fra un evento scatenante ed una reazione emotiva.
E' fondamentale trasmettere al bambino l'assoluta accettazione dell'emozione che sta provando, legittimandola, ma al contempo aiutarlo a trovare il modo migliore per canalizzarla e gestirla.

Il bambino non è mai sbagliato, né tantomeno può esserlo il sentimento che sta provando, è il comportamento che può essere sbagliato.

L'ascolto attivo è il presupposto per ogni buona comunicazione, solo se ascoltiamo davvero il nostro bambino, potremo essere in grado di aiutarlo a dare un nome a ciò che prova, senza rischiare di decidere noi cosa sta provando.

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE:
I principi di base della Terapia Cognitivo-Comportamentale sono che le emozioni e i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi. Non è l’evento in sé, ma la sua interpretazione a determinare il modo in cui lo viviamo, in termini di pensieri, emozioni, comportamenti.
Molto disagi e disturbi sono dovuti ad una modalità disfunzionale di “leggere” la realtà, che porta a vivere in preda a paure, ansie, prigioni mentali.
Il pensiero influenza lo stato emotivo e la messa in atto di un comportamento piuttosto che un altro.

Da un punto di vista cognitivo, la terapia cognitivo-comportamentale aiuta le persone ad identificare pensieri automatici negativi (pensieri rigidi, veloci, brevi, caratterizzati da “distorsioni” della realtà) e a sostituirli gradualmente con una modalità di pensiero più realistica e funzionale.

Per quanto riguarda il piano comportamentale, l’assunto di base è che ogni comportamento svolge una funzione e l’ambiente può, anche involontariamente, rinforzare la messa in atto di comportamenti disfunzionali.
Imparare a leggere un comportamento in termini di antecedenti e conseguenti permette l'individuazione dei fattori di mantenimento dei comportamenti stessi, lasciando spazio ad un intervento mirato e veloce.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale si caratterizza per:

CONCRETEZZA: una volta effettuata la valutazione del caso (assessment) si risponde alla prima esigenza della persona, in ordine di importanza (“lista dei problemi” riportata dalla persona stessa). Ciò significa che se, per esempio, vengono riportati attacchi di panico, la prima cosa è risolvere i sintomi del panico, insegnandogli le strategie utili alla gestione dell’ansia. Una volta raggiunta una buona gestione dei sintomi iniziali, si procede all'approfondimento e trattamento dei fattori causali sottostanti.
CENTRATA SUL “QUI E ORA” : la storia dell'individuo viene raccolta durante l’assessment generale, mentre quella del disturbo o del problema attraverso l’assessment specifico. Ciò è funzionale alla conoscenza della persona e del suo disagio, ma il focus del trattamento è costantemente sul presente.
BREVITA’: La durata della terapia varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso. La cadenza delle sedute è settimanale, ma via via che il miglioramento si fa visibile, si passa ad una frequenza a una volta al mese e ai follow-up.
ORIENTAMENTO ALLO SCOPO: Una volta effettuata la valutazione del caso (3-5 incontri), si stende un Piano di Trattamento che, partendo dalla richiesta di aiuto formulata dalla persona stessa, prevede gli obiettivi concreti da raggiungere con una stima del tempo necessario. Paziente e terapeuta monitorano costantemente l’andamento della terapia anche grazie all’ausilio di test somministrati all’inizio, a metà e a fine del trattamento.
RUOLO ATTIVO DELL'INDIVIDUO E DEL TERAPEUTA E LORO COLLABORAZIONE: il terapeuta valuta i punti di forza della persona che segue e fa sì che egli/ella attivi le proprie risorse per risolvere i propri problemi. Il terapeuta “insegna” le strategie e tecniche pratiche di gestione dei sintomi, ma l'individuo ha poi il compito di metterle in pratica. Al termine di ogni seduta vengono assegnati dei “compiti” che la persona si impegna ad effettuare per la settimana successiva, funzionali all’apprendimento delle strategie terapeutiche. Si cerca di stimolare una risoluzione attiva dei problemi, scoprendo insieme nuove possibilità di azione, più creative, che permettano un miglioramento significativo della qualità della propria vita.
VALIDAZIONE SCIENTIFICA: la terapia cognitivo-comportamentale è una terapia “evidenced-based”, che prevede specifici protocolli di trattamento per ogni disturbo clinico. Diversi studi ne hanno dimostrato l’efficacia in particolare nel trattamento di disturbi specifici dell'apprendimento, disturbi pervasivi dello sviluppo, attacchi di panico, fobia sociale, ipocondria, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi alimentari, depressione, disturbi sessuali, discontrollo degli impulsi.


STUDIO DR.SSA FRANCESCA POGGIALI

Piazza Cannicci, 6, Le Bagnese, Scandicci (Fi)
Info: 347 1865130
info@francescapoggiali.it
www.francescapoggiali.it






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