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- Lo spazio dei bambini - Dillo con 1 fiaba |
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Tobia e le pantere
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| Questa è la favola di Elisabetta per far capire a T. che è importante sapersi scegliere gli amici. Oltre ai piccoli bulletti ci sono altri bambini con cui giocare: basta guardarsi meglio intorno! |
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Tobia è il gatto del portinaio, un micio con il pelo lucido e folto.
La sua vita è stata tranquilla e serena fino al giorno in cui, vicino a casa, arriva il circo.
Tobia vuole andare a vedere per capire chi ci lavora. Così si avvicina al tendone e dentro una gabbia vede delle pantere. Sono bellissime, e si muovono eleganti dentro la gabbia. Tobia vorrebbe essere come loro.
“Signore pantere..” sussurra. Loro però non si girano neanche a guardarlo. “Signore pantere…”
“Che vuoi?” Gli chiede una di loro, con aria altezzosa.
“Io.. vorrei essere vostro amico..” Le pantere si scambiano uno sguardo beffardo sotto i baffi..
“Ah si?” Dice una di loro. “Corri a prenderci qualcosa di buono da mangiare.”
Tobia corre a casa: nella sua ciotola c’è solo un po’ di latte; non va certo bene per delle pantere.
Allora si intrufola in cucina: sul tavolo c’è un piatto di prosciutto crudo in bella vista. Tobia ne ruba rapido 4 o 5 fette, senza farsi vedere da nessuno e scappa veloce verso il circo.
“Signore pantere..” e appoggia il prosciutto tra le sbarre. Ma visto vicino alle pantere, quel bottino sembra solo un bocconcino. Una pantera ci passa vicino e senza neanche dire grazie, la divora.
“Che miseria, vergognati. Corri e portane dell’altro.”
Tobia rimane male, ma non dice nulla e corre a casa. Il suo padrone è a tavola, seduto davanti al suo piatto di prosciutto.
“Tobia, piccolo mio,” lo chiama. Poi toglie un pezzettino di prosciutto dal piatto e glielo porge.
“Qualcuno mi ha rubato il prosciutto dal piatto, ma quello che avanza, ce lo dividiamo io e te.”
Tobia ripensa a quelle antipatiche pantere. Ma chi le vuole come amiche?
Il gatto si sdraia sulle ginocchia del suo padrone e fa le fusa. E un attimo prima di addormentarsi pensa a quanto è importante scegliersi gli amici.
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